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Il colonnello in divisa nazista e la bufera che si è abbattuta su Piacenza: a chi giova?

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Piacenza: a infiammare ancor di più questa torrida estate ci ha pensato un colonnello in pensione, Giovanni Fuochi. I fatti sono noti. Fuochi posta su Facebook un selfie in divisa da SS con tanto di svastica al braccio. A commento la frase “Sinistrorsi vi aspetto”. Il post resta online per qualche ora e poi viene rimosso, ma tanto basta.

La sua bravata, assolutamente da condannare, fa il giro dei media. Libertà, il quotidiano di Piacenza, la mette ieri in prima pagina. Ma è La Repubblica, che dà subito la notizia su scala nazionale, a scatenare il polverone politico. Nell’articolo si parla infatti di like “agli scritti” di Fuochi che avrebbe apposto Sara Soresi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale e candidata alle Regionali. Una descrizione generica, che non chiarisce se lei abbia apposto il suo like proprio alla foto di Fuochi in divisa nazista. A stretto giro esce anche l’Ansa, ripresa da tante testate nazionali e locali, tra cui la Gazzetta di Parma (clicca qui per vedere l’articolo). Dopo aver raccontato la vicenda, l’Ansa riporta una ferma condanna del sindaco di Piacenza, Katia Tarasconi, sia nei confronti del post nazista sia di Soresi per il like di approvazione dato per certo.

Batti e ribatti

Dal canto suo la consigliera di FdI smentisce con un post su Facebook dal titolo “Non ho messo il like a quella foto”. Esce un altro post sulla vicenda, stavolta dell’ex consigliere comunale Michele Giardino, e tra i commenti compare anche quello di Elisa Malacalza che per Libertà ha intervistato Fuochi, con la brava giornalista piacentina che conferma di non aver visto alcun like di Soresi al post incriminato.

Intanto si susseguono le richieste di smentita, e il sindaco Tarasconi poi dirama un comunicato sulla vicenda in cui non parla più della consigliera di FdI ma di apprezzamenti al post di Fuochi fatti da “rappresentanti delle istituzioni”. A seguire, arriva la nota di Pd e maggioranza di centrosinistra che tra l’altro esprime sdegno e condanna nei confronti dei comportamenti di Soresi, ma sempre che sia “vero quanto riportato da alcune testate nazionali del suo apprezzamento e condivisione del post di Fuochi” (clicca qui per vedere i comunicati su Piacenza24).

Insomma, il pasticcio è totale, con approcci da stadio e il chiaro sentore di querele e denunce in arrivo. Una vicenda che al di là delle giustissime condanne per un post come quello di Fuochi, tra l’altro candidato con FdI alle Comunali 2022, pone soprattutto una domanda: cui prodest, a chi giova tutto questo?

Da destra a sinistra

Il tema per la destra è scottante e si inquadra anche a livello nazionale. Pensiamo agli episodi delle ultime settimane, dall’inchiesta di Fanpage sui pericolosi atteggiamenti neofascisti di alcuni membri di Gioventù Nazionale (organizzazione di FdI), all’aggressione del giornalista Andrea Joly della Stampa da parte degli accoliti di Casapound a Torino. Episodi che evidenziano la presenza nella destra italiana di frange legate in modo viscerale a una deriva razzista e violenta, che va rigettata in toto.

I cattivi maestri che si richiamano alle voragini più tragiche della storia, come quella nazifascista, vanno sempre combattuti, isolati e se hanno commesso reati ne devono rispondere in tribunale. Dunque è giusto che la vicenda di Fuochi segua le stesse regole. E qui la classe dirigente di FdI, partito che oggi governa il Paese, deve fare molta attenzione anche a livello locale, emarginando senza se e senza ma personaggi del genere.

E nella sinistra? Proprio in nome di valori come libertà, democrazia e antifascismo, vanno assunti atteggiamenti più ponderati, evitando gogne mediatiche e verificando i fatti fino in fondo. Anche qui, insomma, la vicenda Fuochi non giova a nessuno. La politica deve farsi più alta al cospetto dei cittadini, se no il rischio anche a Piacenza è che tutto appaia svilito e strumentale solo alle prossime campagne elettorali.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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