Cultura

Il deserto dei Fasti: perché sulla grande mostra di Piacenza è calato il silenzio?

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I Fasti di Elisabetta Farnese: la grande mostra di Piacenza ha chiuso i battenti il 7 aprile scorso. Ma da allora tutto tace. Cosa intendiamo dire? Che di solito, a maggior ragione al termine di un evento di questa portata, c’è sempre un bilancio dell’evento da parte degli organizzatori, che sfornano al volo una sequela di numeri su visitatori, incassi e così via, dati in pasto ai mezzi d’informazione per celebrare il successo dell’iniziativa.

Senza notizie

Invece niente. La notizia è che sui Fasti non arrivano notizie. Il Comune di Piacenza, a una settimana esatta dalla chiusura della mostra aperta il 2 dicembre 2023 in pompa magna, non ha organizzato né una conferenza stampa, né ha inviato ai media un comunicato con il bilancio della manifestazione. Stiamo parlando di un evento definito di portata storica, e pare costato oltre 350mila euro. Con il coinvolgimento di sponsor di vaglia come Banca di Piacenza, Fondazione di Piacenza e Vigevano, Camera di Commercio dell’Emilia e Confindustria; con l’ingaggio della blasonata Electa per comunicazione e catalogo, e di Libertà in qualità di media partner.

Il divo Giulio…

Così, come diceva Andreotti, a pensar male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca. Quindi nasce il legittimo sospetto che la mostra abbia deluso ampiamente le aspettative e non solo di palazzo Mercanti. Questo nonostante gli sforzi, forse un po’ tardivi, di promuovere l’evento, soprattutto nel periodo delle festività natalizie. E dunque che siano ben lontani i fasti, quelli sì, di altri eventi rimasti nella memoria dei piacentini come le mostre sul Guercino e Klimt, che hanno portato a Piacenza, addirittura in periodi più limitati, dai 100mila ai 65mila visitatori. Chi non ricorda le file davanti al Duomo per salire alla Cupola affrescata dall’artista seicentesco nel 2017, o le code in via San Siro per acquistare il biglietto alla Galleria Ricci Oddi nel 2022?

Ripartire con fiducia

Certo, non tutte le ciambelle riescono col buco, e non è facile tracciare il bilancio di un evento che magari non ha raggiunto i risultati sperati. Ma questo silenzio sui Fasti lascia perplessi. Alimenta letture poco trasparenti e quindi non fa che peggiorare la situazione che invece, se analizzata con chiarezza, consentirebbe di ripartire con fiducia, facendo tesoro degli eventuali errori del passato.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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