Piacenza

Il futuro del quotidiano Libertà: parla il vicepresidente Miglioli intervistato da De Petro

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Alessandro Miglioli e nel riquadro, Giuseppe De Petro

Libertà: parla Alessandro Miglioli. L’avvocato vicepresidente del quotidiano di Piacenza e della Fondazione Ronconi Prati ha rilasciato una lunga intervista al direttore del Corriere Padano Giuseppe De Petro.

Si tratta della prima uscita dei vertici del giornale dopo l’acquisto del 35% delle azioni dell’Editoriale Libertà dal Gruppo Gedi a fine luglio. Un’operazione che ha sancito il ritorno in mani piacentine dell’intera proprietà della Società per azioni che possiede il quotidiano, Telelibertà, e la concessionaria Altrimedia.

Nell’articolata intervista – che grazie alla disponibilità di De Petro vi riproponiamo integralmente – Miglioli analizza l’andamento del mercato della carta stampata, ma soprattutto parla del nuovo assetto dell’Editoriale Libertà, della Fondazione Ronconi Prati, e delle future strategie del quotidiano piacentino…

«Primo agosto 2021, sulla prima pagina di Libertà, di spalla, uno stringatissimo comunicato “Ai lettori” informa che un importante cambiamento si è realizzato nell’assetto proprietario di Libertà, ovvero nell’Editoriale Libertà Spa. Le quote detenute in questa società da Gedi sono state trasferite in parte a Donatella Ronconi, presidente di Editoriale Libertà, e in parte alla stessa Editoriale Libertà…

Importante cambiamento… . Più che importante. Perché segue la creazione della Fondazione Ronconi Prati, avvenuta solo due anni prima, a cui Donatella Ronconi aveva donato la sua quota personale. Se si tira la riga, come si usava dire, e si fa la somma, il risultato è che la proprietà del quotidiano piacentino è ritornata interamente nelle mani della società editrice fondatrice della testata.

Come si vede, ancora come si usava dire, ce n’è da vendere per chiedere a Sandro Miglioli vicepresidente della società editoriale un giro d’orizzonte sul futuro del quotidiano piacentino, a cascata poi, sulla scacchiera dove si gioca la partita dell’informazione piacentina.

Inizierei dall’attualità più stretta che ci condiziona tutti. Come avete attraversato il periodo più drammatico della pandemia da Covid e come vi state organizzando per ridare puntualmente corpo all’impegno editoriale?

“Dal punto di vista dell’organizzazione interna è stata letteralmente un’avventura, soprattutto per quanto riguarda il giornale quotidiano. Per capirci, prova a pensare ad un direttore d’orchestra che ha i fiati a Beirut, i violini ad Helsinki, i tamburi e le percussioni a Città del Capo. E’ stata una situazione di questo genere. Smart working in maniera massiccia e pochissime persone all’interno dell’azienda”.

Questo all’inizio…

“Ancora oggi, però in misura sempre minore. Le tre diverse redazioni stanno riprendendo progressivamente le loro dinamiche. Gli ambienti permettono un significativo distanziamento fisico che sommato ai protocolli d’uso garantiscono grande sicurezza”.

Il green pass è facoltativo o obbligatorio?

“Sappiamo che al nostro interno è molto diffuso, ma come si sa, per ora è obbligatorio solo per gli operatori sanitari e per gli insegnati”.

Avete sofferto qualche emergenza da contagio?

“Da questo punto di vista è andata piuttosto bene, qualcuno si è ammalato, ma i pochi casi sono stati gestiti con quarantene circoscritte”.

Rimaniamo sul Covid ma da un altro punto di vista: quello dell’informazione che Libertà ha offerto quotidianamente ai lettori. E’ risultato evidente un grande impegno – non solo nella “copertura” della quotidianità, all’inizio anche drammatica – alla ricerca soprattutto di informazioni e consigli utili al superamento delle dilaganti emergenze. Quanto è costato in termini di impegno psicofisico considerando anche la vostra emergenza?

“Il direttore Pietro Visconti è stato bravissimo a tenere insieme il giornale nelle condizioni date di smart working, riuscendo ad articolare con chiarezza l’informazione Covid all’altezza della pressante richiesta dei lettori”.

Se ci spostiamo a livello nazionale dove anche il sistema mediatico è attraversato da numerose polemiche circa l’approccio altalenante nell’affrontare l’emergenza da pandemia, qual è la tua opinione?

“Rispondere a questa domanda è impegnativo. Penso che a un certo punto fosse arrivato il momento di mollare la presa sulle polemiche e concentrarsi sull’informazione. La tendenza di trattare vari argomenti inizialmente con eccessiva enfasi e poi dimenticarsene non è utile al lettore. Dal numero dei ricoveri, ai fatti cronaca nera, poi per qualche giorno l’Afghanistan per atterrare sulle follie di qualche politico che dice cose che non stanno né in cielo, né in terra. Un approccio ossessivo e altalenante come se non ci fossero altri argomenti da trattare. Un’altra criticità ha interessato i talk show televisivi dove si ‘disputano’ innumerevoli confronti tra esperti, che magari privatamente la pensano allo stesso modo, ma per avere visibilità devono necessariamente differenziarsi creando una confusione veramente indegna. Personalmente sono favorevole ad una informazione chiara, finanche drastica, perché tutti capiscano”.

Torniamo alla carta stampata per dire che continua a soffrire: non saprei dire se soffre più quella locale o quella nazionale, certo i numeri della crisi di quest’ultima fanno impressione. Pensi che la timida ripresa economica che si sta manifestando possa interessare i tradizionali quotidiani di carta?

“Nel 2020, nel momento più grave della pandemia, le vendite dei giornali hanno registrato numeri più positivi rispetto ai due anni precedenti: tutti i giornali hanno venduto di più perché le persone volevano essere informate, avevano più tempo per leggere, i bar erano chiusi e quindi le copie da sfogliare rapidamente non erano disponibili. Quest’anno l’andamento negativo è ripreso sia per i giornali locali che quelli nazionali, ad eccezione del Corriere della Sera che fa registrare tutt’ora una tendenza positiva. Stiamo parlando di un quotidiano che ora vende 260/270 mila copie quando una decina di anni fa ne vendeva 700 mila. I giornali locali stanno soffrendo meno, non perché 1000 copie in meno fanno meno rumore di 10.000 copie, ma perché oggettivamente il trend negativo è più basso. Pur in questa situazione, Libertà è tra i giornali che registrano minori perdite di copie, quindi tra i più virtuosi essendo al terzo o quarto posto in Italia. Ribadisco, per minori perdite di copie.”

Come avete reagito?

“Abbiamo ragionato in termini di razionalizzazione della spesa, ottenuta senza fare soffrire nessuno: non abbiamo lasciato a casa nessuno, non un giorno di cassa integrazione, non un’ora di solidarietà. Abbiamo continuato con i nostri dipendenti riuscendo a fare le cose nel modo più corretto trovando la forza e la determinazione di portare a compimento alcuni progetti che ci eravamo dati: mi riferisco a Compra Piacenza e soprattutto al nuovo portale Scopri Piacenza …”

Donatella Ronconi, presidente dell’Editoriale Libertà Spa e della Fondazione Ronconi Prati

…E portando a termine le trattative con il gruppo Gedi per il trasferimento del 35% di quote in loro possesso dell’Editoriale Liberta’ Spa. Parliamone: cosa cambia nella gestione editoriale non doversi confrontare con un socio importante che ha in portafoglio il 35%, delle quote della Spa?

“Non c’è mai stata necessità di confronto, tutto si è svolto nella più assoluta collaborazione, in questi vent’anni Gedi non è mai intervenuta nelle decisioni. Si è accontentata di staccare il dividendo annuale tutt’altro che modesto. Abbiamo sempre avuto noi la gestione completa. In Libertà sono transitati giornalisti del gruppo Gedi in una modalità soft di reciproca conoscenza.
Per spiegare meglio occorre fare un passo indietro: l’acquisto del 35% è il completamento del disegno che ha portato alla costituzione della Fondazione Ronconi Prati alla quale apparteneva già il 65% delle quote Spa. L’ulteriore 35% permetterà di gestire Libertà al riparo da possibili interferenze. All’acquisto si è proceduto per gradi come spiegato nell’avviso ai lettori: in parte vi ha provveduto Donatella Ronconi per il 50% del 35% quindi il 17,5%, e in parte cioè l’altro 17,5% direttamente l’Editoriale Libertà Spa. Questa dinamica sottintende il non voler togliere troppa liquidità alla Spa. L’operazione si completerà quando Donatella Ronconi donerà alla Fondazione le quote acquistate, come già annunciato, raggiungendo così il completamento del disegno iniziale che è quello di donare il giornale alla comunità piacentina”.

Gli effetti del completamento di questo disegno sul quadro dell’informazione piacentina mi lasciano perplesso. Considerato che il sistema Libertà è il più importante media nel Piacentino e il fatto che sostanzialmente venga meno la funzione terza dell’editore tra il lettore e i maggiori protagonisti della vita sociale, perché loro sì, rappresentati nel Consiglio della Fondazione: avvocati, notai, commercialisti, Camera di Commercio e Università. Scongiurato il pericolo di interferenze geograficamente esterne, resta molto più evidente il rischio di interferenze di casa nostra, con il risultato che si potrebbero allungare ombre sull’indipendenza di Libertà.

“C’è una risposta alle tue perplessità, non ci siamo negati questo rischio, ma tutto dipende da come è stata costruita la governance della Fondazione e della Spa. Il pericolo è stato considerato ed è stato scongiurato. All’interno del Consiglio generale è rappresentata la parte più significativa della società piacentina costituita comunque da poteri separati: le Università, la Fondazione di Piacenza e Vigevano, il Notariato, la Camera di Commercio, gli Ordini professionali, i giornalisti e i direttori responsabili di Libertà e TeleLibertà. Il Consiglio di Amministrazione è formato invece dalla signora Donatella Ronconi, il sottoscritto, il dottor Giorgio Losi; da poco sono entrati anche la dott.ssa Mariarosaria Fiengo presidente del Consiglio notarile e l’ex presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano dott. Massimo Toscani. Come si vede chiaramente, la maggioranza è espressa, e continuerà ad esserlo, dall’attuale proprietà: in questo modo la funzione terza dell’editore è garantita.”

A beneficio dei lettori, i membri del CdA della Fondazione Ronconi Prati sono:

  • Donatella Ronconi presidente
  • Alessandro Miglioli vice
  • Giorgio Losi, Mariarosaria Fiengo e Massimo Toscani consiglieri.
  • Il Consiglio generale è attualmente composto da:

Pietro Visconti, Marcello Pollastri, Franco Anelli, Dario Zaninelli, Giovanni Giuffrida, Daniel Negri, Nicoletta Bracchi e Marco Dallagiovanna.

Scusami se ho accelerato sulla Fondazione quando stavi spiegando che nonostante le difficoltà oggettive dovute al Covid siete riusciti a guadagnare posizioni sul web…

“Certo, abbiamo messo in rete il portale Scopri Piacenza dedicato fondamentalmente alturismo, una iniziativa molto più importante di quanto si pensi, è da guardare: offre un complesso di informazioni che raccontano il territorio, l’arte, la cultura, i percorsi podistici, bike e MTB, gli operatori, gli eventi e tanto altro che sommano migliaia di pagine. Attraverso le vetrine virtuali di Compra Piacenza abbiamo trovato il modo di promuovere il commercio locale. I valori più vistosi li abbiamo registrati attraverso il sito Liberta.it, fino al 2019 fanalino di coda rispetto a ilPiacenza.it e PiacenzaSera.it: ora invece saldamente al primo posto tra i quotidiani locali online. Risultato ottenuto grazie ad una migliore gestione dei contenuti ed alla nuova grafica più friendly…”

Il sito Liberta.it sarà pure il più frequentato, da abbonato alla versione digitale di Libertà, avrei però qualche lamentela da esporre circa lo sfogliatore: tecnicamente superato, permette di scaricare il pdf di solo due pagine e quindi solo i testi di quelle due pagine attraverso un procedimento complicato e laborioso. Il costo non risulta proporzionale ai servizi offerti. L’abbonamento alla versione online dei più importanti quotidiani nazionali è molto più vantaggioso.

“Siamo un po’ sparagnini… ma ci stiamo lavorando. Presto cambierà lo sfogliatore: tecnicamente più evoluto permetterà una migliore e maggiore gestione dei contenuti. Ci saranno opportunità più sfiziose che non voglio anticipare. Altre novità riguarderanno invece il giornale che si arricchirà di nuovi contenuti che via via si articoleranno tra le nuove tendenze, nuova sanità, nuova socialità, nuovo lavoro, nuova economia e la cura dell’ambiente. Insomma il nostro domani”.

Stai delineando l’orizzonte di Libertà, vorrei davvero che si confermasse perché di buona informazione abbiamo tutti bisogno. Ti propongo di considerare ancora un’ultima chiosa: recentemente durante una cena tra amici parlando di politica locale la discussione traccheggiava sul ruolo dell’informazione, principalmente di Libertà. All’inizio ne è stata riconosciuta l’importanza, poi un lampo ne ha alimentato la vivacità: Libertà, sì giornale importante… ma anche determinante…

“Che vuol dire determinante? Che ci sono degli obbiettivi che si raggiungono volutamente attraverso il modo di fare informazione? No no, non direi proprio, non è così”.

L’approdo della chiacchiera non è stato questo. Anche se nella storia di Libertà qualche episodio a mio parere si è verificato. Uno su tutti, ricordo che ne scrissi sulla rivista mensile Piacentini, fu la campagna dell’allora direttore Bacialli contro il campo nomadi. A mio parere determinante per l’elezione a sindaco di Guidotti. L’approdo della chiacchiera è stata invece la indubbia influenza che, nel tempo, ha avuto la linea editoriale di Libertà nella evoluzione, sotto tutti gli aspetti, della società piacentina. Per esempio, per lungo tempo la proverbiale ritrosia a occuparsi di vicende, anche scottanti, che vedevano protagoniste la nobiltà e la borghesia piacentina.

“Questo è vero, c’è voluto tempo per il cambiamento che poi è arrivato sotto la direzione di Bacialli. Fino ad allora le pagine erano poche: la prima pagina che riproponeva l’impostazione del Corriere della Sera, Vita cittadina in seconda pagina, la Terza pagina che ospitava gli argomenti culturali, la Provincia e poco altro. Poi è stato costruito un giornale di un respiro diverso che a grandi linee è ancora attuale. Poi molto è dipeso dai direttori che si sono succeduti. Ora Visconti si distingue perché fa il giornalista: ritiene che le notizie vadano date indipendentemente dai protagonisti interessati, amici o nemici.
Nel periodo della direzione Rizzuto esisteva un embargo totale nei confronti di Sforza Fogliani e della Banca di Piacenza per motivi che è inutile ricordare. Con l’arrivo di Visconti Libertà ha ripristinato un rapporto normale con la Banca di Piacenza. Le notizie che la riguardano ritenute di una certa rilevanza vengono regolarmente pubblicate. Poi quando si è trattato di dire a Sforza ciò che secondo lui andava detto Visconti non si è tirato indietro. Di politica ne parla dando le notizie. Succede così che a turno qualche politico che si ritiene maltrattato o che sia stata pubblicata qualche notizia che lo danneggi pensa che il giornale gli sia contro. Ma questa è una malattia dei politici che si chiama paranoia”.

Sei stato chiaro, ma hai svicolato dalla provocazione che non ti ho proposto a caso. Vorrei conoscere il tuo punto di vista sulla “linea editoriale determinante di Libertà” perché tu hai maturato l’esperienza professionale di avvocato, quella di politico ed ora quella di editore. Tutto ciò ti permette di avere una visione più articolata. Converto quindi la provocazione in domanda: il punto di vista, di quattro amici al ristorante, circa l’influenza avuta dalla linea editoriale di Libertà sullo sviluppo della società piacentina è centrato?

“In passato certamente sì, il giornale era assolutamente ed evidentemente orientato, ciò è fuori discussione. Nel presente direi tendenzialmente di no. Anche se io vorrei che lo fosse un po’ di più”».

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