Home Cultura

Il futuro della Ricci Oddi? La rivoluzione si chiama Terzo settore

il-futuro-della-ricci-oddi-rivoluzione-si-chiama-terzo-settore

Ricci Oddi: il 5 giugno 2021 verrà ricordato non solo per la nomina della nuova direttrice della Galleria di Piacenza. L’arrivo di Laura Pini di certo è un tassello importante per il rilancio della Pinacoteca. Ma lo è ancor di più un’altra decisione presa dal Consiglio di amministrazione di via San Siro.

Ieri infatti il Cda guidato dal presidente Fernando Mazzocca ha deciso all’unanimità di passare dall’attuale forma associativa di Ente civico, a tutt’oggi senza una chiara identità giuridica, ad Ente del Terzo settore (Ets), secondo quanto previsto dalla riforma in corso, abbandonando così definitivamente l’idea della trasformazione in una Fondazione.

Cos’è il Terzo settore

Ma andiamo con ordine e vediamo che cos’è il Terzo settore. Innanzitutto va detto che condivide con il Primo settore – il mercato – l’essere composto da enti privati; e con il Secondo settore – quello delle istituzioni pubbliche – lo svolgere in diversi ambiti attività d’interesse generale.

Per entrare a far parte del Terzo settore un ente privato deve poi agire senza scopo di lucro, che non significa non fare profitti ma sostanzialmente reinvestirli nelle proprie attività; deve svolgere appunto attività d’interesse generale per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale; Infine, confermate queste caratteristiche, deve iscriversi all’apposito Registro unico nazionale del terzo settore, gestito dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali con le Regioni, attivo da circa un mese.

I vantaggi per la Ricci Oddi

La trasformazione in Ets offre grandi opportunità anche a chi opera con finalità culturali  sul piano organizzativo, gestionale e di sviluppo delle attività. Si pensi solo alle dinamiche relative alle agevolazioni fiscali a cui si ha accesso come Ets; o alle detrazioni di cui può godere chi finanzia le attività degli Ets, per esempio attraverso le sponsorizzazioni.

Senza dimenticare che se un ente privato gode di finanziamenti pubblici (come nel caso della Galleria, legata al Comune di Piacenza da una donazione modale), ha le caratteristiche per rientrare negli Ets, e non si attiva iscrivendosi al Registro nazionale, l’ente pubblico in questione non può più avere rapporti economici con lui.

In questo quadro per la Ricci Oddi si tratta dunque di una rivoluzione obbligata. Adesso toccherà al notaio Massimo Toscani, scelto dal Cda, preparare le carte per la trasformazione della Galleria in Ente del Terzo settore. Un cambiamento che finalmente risolverà una volta per tutte anche l’annoso problema della sua personalità giuridica che acquisirà automaticamente, aprendo davvero una nuova stagione nella storia della Pinacoteca piacentina.

Website | + posts

Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.