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Il sindaco Katia Tarasconi e gli investimenti a Piacenza: 100 milioni posson bastare?

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(foto Del Papa)

Il sindaco Katia Tarasconi, almeno ufficialmente, i conti non li sta facendo. Allora li abbiamo fatti noi, andando al sodo; superando cioè tensioni e polemiche, più o meno gustose, dalle parti del Comune di Piacenza. Per esemplificare, vien bene il paragone col tavolo verde. Se entro la fine dell’anno la prima cittadina calerà tutto il suo tris d’assi, nel 2024 potrebbero prendere il via una serie di cantieri sostenuti da oltre 100 milioni di euro di investimenti pubblico-privati.

Carte alla mano

Da cosa è composto il tris che ha in mano il sindaco Tarasconi? L’asso più piccolo, si fa per dire, vale 5,5 milioni di euro. Risorse pubbliche (3,5 milioni dal Bando periferie e 2 dal Comune) impiegate per la demolizione del mercato coperto in piazza Casali con il suo spostamento di fronte, nelle ex scuderie ducali, già in fase di progettazione.

Il secondo asso pesa 14,7 milioni. Sono quelli che saranno investiti anche dal Comune, con la riduzione del canone di concessione (e a spese dei cittadini con l’aumento orario delle strisce blu), nel contestato parcheggio sotterraneo di piazza Cittadella. La Gps del principe Filippo Lodetti Alliata ha pronti i documenti che vanno a comporre il famoso addendum al contratto. In sostanza, attesta le garanzie a copertura della solvibilità finanziaria richieste dall’operazione; quindi, la disponibilità di Gps a pagare gli arretrati dovuti a palazzo Mercanti e a far partire il cantiere. Così, nel pomeriggio di giovedì prossimo l’addendum passerà al vaglio delle Commissioni comunali 1 e 2.

Il giorno prima, cioè domani, il Consiglio comunale, con qualche mal di pancia, dovrebbe dare invece il via libera all’operazione immobiliare sull’area ex Camuzzi. Si tratta dell’unica che ha superato lo scoglio del Cuav (Comitato urbanistico di area vasta) con l’ok di Comune, Provincia, Regione. Ed è l’asso che pesa di più. Vale infatti un investimento tutto privato da 32 milioni di euro, che la società milanese Phantom mette sul piatto per la rigenerazione dell’area industriale dismessa lungo corso Europa; un progetto che prevede 5mila metri di commerciale (con il 33° supermercato cittadino), 9mila di residenziale (di cui 2mila di edilizia residenziale sociale), con annesse entrate milionarie per oneri e compensazioni nelle casse comunali. 

In totale, i tre assi ammontano quindi a una posta di oltre 52 milioni. Come si passano i 100? Sommando la mano precedente incassata dal sindaco Tarasconi; e cioè quella che ha sbloccato i lavori dell’ex Manifattura tabacchi nel quartiere Infrangibile; un progetto che vale oltre 50 milioni di investimenti pubblico-privati, attraverso il fondo Fondo Estia, gestito da Prelios (risorse Pnrr, Cassa depositi e prestiti, Comune, Fondazione di Piacenza e Vigevano, Concopar).

Che piaccia o no…

Questo è ciò che bolle in pentola, cifre alla mano, in un anno e mezzo di governo della città. “Senza far nomi, non ricordo un sindaco di Piacenza che nel primo periodo del suo mandato abbia mosso tante risorse”, sottolinea un attento osservatore delle vicende di palazzo Mercanti. “Certo, alcuni progetti erano già avviati, ma Katia Tarasconi ci ha messo del suo; come nel caso delle ex scuderie, o nel portare avanti, a mo’ di caterpillar, operazioni spinose come quelle del parcheggio di piazza Cittadella e dell’ex Camuzzi, su cui c’erano e ci sono ancora dubbi anche nella maggioranza”.

E l’opposizione di centrodestra? “Di fronte alle cifre in gioco sembra un po’ schiacciata. Le sue critiche sul piano economico non possono che concentrarsi sull’aumento delle tasse, come l’addizionale Irpef o le nuove tariffe delle strisce blu”, evidenzia un altro dei nostri interlocutori. “Un mantra sulla pressione fiscale che però non potrà durare per i prossimi tre anni”. E se nel 2024 “Katia Tarasconi e la sua Giunta porteranno a casa anche il nuovo ospedale nell’Area 5 con annessa facoltà di medicina, per le minoranze saranno altri dolori”.

Piaccia o no, “con gli uffici comunali che a volte scalciano e qualche assessore non sempre all’altezza, la prima cittadina si sta prendendo dei bei rischi”, aggiunge una terza voce, stavolta femminile. “Parliamo di interventi che incideranno in modo pesante sul tessuto socio-economico della città, ancor prima di aver presentato il Pug, il Piano urbanistico generale di Piacenza”. L’ombra dell’ex sindaco e presidente della Fondazione Roberto Reggi? “A qualcuno piace pensare che il suo consiglio sia determinante. Ma ne siamo proprio sicuri, o è solo l’ennesima lettura patriarcale? Perché, se va avanti così, l’allieva presto potrebbe superare il maestro…”.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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