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Il vis-Conte dimezzato: ce la farà a rilanciare i 5 Stelle?

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Povero Giuseppe Conte: ci fa venire in mente il “Rieccolo!” che Montanelli indirizzava ad Amintore Fanfani ogni volta che il senatore di Arezzo tornava alla ribalta politica dopo essere stato scaricato da qualche ministero.

Proviamo a metterci nei suoi panni: nato professore e avvocato, uso a frequentare aule di giustizia ed assise paludate di boiardi di Stato, col suo parlare rotondo appena scalfito da qualche accento meridionale e la sua immancabile pochette, ora è stato sistemato da Grillo a capo dei 5 Stelle.

Cioè della più sciamannata ed eterogenea truppa parlamentare e non, che annovera Toninelli e Spadafora, la Castelli (quella del “questo lo dice lei” a Padoan) e la Taverna, Buffagni e la Azzolina, Bonafede e Vito Crimi. Ci sono no vax e fruttariani a fianco di rigorosi professionisti come il sottosegretario Sileri. E appena fuori, pronto ad avvelenare i pozzi, si aggira Di Battista.

L’indispensabile

Finché è stato al Governo, Conte aveva la sua aura di indispensabilità: un incrocio tra Garibaldi e Armando Diaz, il Duca della Vittoria. Quando appariva in tv, ciuffo appena scomposto, ma ad arte, aria preoccupata ma fiduciosa nella immancabile vittoria, tutti pendevamo dalle sue labbra. E per forza: era colui che ci teneva in casa o ci lasciava uscire, che ci apriva o chiudeva il ristorante, che ci lasciava prendere il caffè seduti o in piedi, lontano dal bar per evitare multe.

Poi è arrivato Renzi, gli ha dato una spallata e lo ha gettato in un canto. Non essendo parlamentare, Conte si è trovato costretto a chiedere di tornare in Università, dove ha svolto un’unica lezione dal titolo “quanto è stato bravo Giuseppe Conte”.

Il no a Draghi

È vero, gli avevano offerto di fare il ministro del Governo Draghi, ma se avesse accettato il ministero degli Esteri (l’unico, in effetti, che un ex presidente del Consiglio non può sdegnare) avrebbe messo in difficoltà Luiggino Di Maio e così tutto il Movimento.

Poteva andare alla Sanità? E allora Speranza? Alle Infrastrutture? Ma no, era stato troppo disastrato da Toninelli prima e dalla De Micheli dopo: un vero ginepraio tra caos trasporti, Alitalia, concessioni autostradali ai Benetton e ponte sullo Stretto. Alla difesa? Ma la Nato e gli Usa volevano che si tenesse l’ex sindaco di Lodi, Guerini.

Mosè a 5 Stelle

Poi all’improvviso arriva la chiamata di Grillo: tu, novello Mosè, sarai il rifondatore del Movimento. Così, l’avvocato del popolo, piuttosto che tornare in Università, abbandonato dai giornalisti e dalle luci della ribalta, ha accettato la sfida.

Eccolo dunque nel ruolo del rifondatore che, ammettiamolo, è più periglioso e difficile di quello di ministro delle Infrastrutture. Conte, da bravo professore, ha già fatto la sua prolusione, facendo quello che gli riesce meglio: promettendo mari e monti. Ed ora, come direbbe Lenin, che fare?

Il Movimento – che alle ultime elezioni legislative era il primo partito con 226 deputati e 112 senatori – ha visto una diaspora di 16 senatori e 27 deputati e oggi veleggia nelle intenzioni di voto al quarto posto dopo Lega, Pd e Fratelli d’Italia.

Da Berlinguer a D’Annunzio

La prima “pensata” del nuovo capo è di dotare il Movimento di una struttura: sede centrale con funzionari, sedi periferiche, sezioni. Il modello – sembra – è il Pci di Berlinguer.

Benissimo, d’accordo: un partito, uno dei più importanti nonostante le defezioni, non può vivere senza una struttura. Ma è il contrario del movimento “vaffa” che Grillo si era immaginato.

“Una nuova carta dei principi e dei valori “per un’identità chiara”. Un nuovo statuto “che non rinneghi i punti di forza politica leggera”, ma che intervenga radicalmente sull’organizzazione per creare un Movimento “accogliente, aperto alla società civile e intransigente”.  

Insomma, “non è un’operazione di restyling o marketing politico, ma un’opera coraggiosa di rigenerazione del Movimento, senza rinnegare il passato”, ha aggiunto Conte. Dimenticando, forse di proposito, di citare il secondo dioscuro del Movimento, Casaleggio e la sua piattaforma Rousseau che è in credito di circa mezzo milione di euro nei confronti dei parlamentari pentastellati.

Bellissime parole. Conte è immaginifico come D’Annunzio e ti fa innamorare delle parole che dice. Peccato che se l’ultimo capo politico, Di Maio, era stato eletto da una misteriosa piattaforma con i voti appena sufficienti per diventare sindaco di Fiorenzuola; Crimi, reggente del Movimento, era stato cooptato da Grillo e Conte pure.

Le poltrone degli altri

La Meloni, tanto per dire la persona più lontana dai 5 stelle, è stata più volte eletta da un congresso, magari per acclamazione e senza avversari, ma è stata comunque eletta. Anche Enrico Letta ha avuto i suoi suffragi. Senza primarie e gazebo come all’epoca di Bersani, ma ha avuto un imprimatur da tutte le correnti. Anche Salvini, l’arcinemico, ha avuto il suo successo congressuale, magari in anni lontani, magari con degli sponsor, ma l’ha avuto.

Berlusconi e Taiani no. Bisogna ammetterlo: Berlusconi è presidente del partito in quanto principale o forse unico socio finanziatore e Taiani è stato messo lì da lui. Meloni, Berlusconi, Letta e Salvini non hanno – almeno apparentemente – padroni. Se dicono che oggi è sabato nessuno nel loro partito risponde che non è vero.

Il vis-Conte dimezzato

Ma se Conte oggi dovesse dire “basta con Casaleggio e Rousseau”, stasera su Facebook Grillo potrebbe legittimamente dire: “No, andiamo avanti con Casaleggio. Giuseppe, sei fuori” e mettere Spadafora a capo del Movimento e nessuno si azzarderebbe a dire beh…

Dunque, povero Conte, o fa quello che gli dice Grillo o torna ad insegnare. Più che il fanfaniano Rieccolo, andrebbe chiamato “Il Visconte dimezzato”; oppure, per restare sempre su Italo Calvino, “il cavaliere inesistente”.

Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

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