Iran attaccato da Israele e Stati Uniti. L’escalation ha provocato la reazione di Teheran. Il Medio Oriente è in fiamme. Una serie di esplosioni sono state udite nel centro della capitale, ma anche in altre città, con fumo che è stato visto alzarsi in cielo: a riferirlo fonti giornalistiche nella capitale dell’Iran, riprese anche dall’Agenzia Dire. Diversi missili hanno colpito via dell’Università e l’area di Jomhouri a Teheran, secondo l’agenzia di stampa Fars.
Leone che ruggisce
“Lo Stato di Israele ha lanciato un attacco preventivo contro l’Iran per rimuovere le minacce allo Stato di Israele”: lo ha dichiarato il ministro della Difesa di Tel Aviv, Israel Katz, rivendicando l’operazione ribattezzata da Benjamin Netanyahu “Roaring Lion”, ovvero “Leone che ruggisce”. Lo riferisce l’ufficio del primo ministro. Questo nome segue quello dato alla guerra dei 12 giorni di giugno che Israele aveva soprannominato “Leone Nascente”.
Un funzionario americano ha riferito all’emittente ad Al Jazeera che i raid contro l’Iran sono stati condotti nel quadro di un’operazione militare congiunta di Israele e degli Stati Uniti. Nelle ultime settimane, Washington ha dislocato una vasta flotta di caccia e navi da guerra nella regione del Golfo persico. L’obiettivo, stando ad alcune analisi, sarebbe fare pressione su Teheran affinché raggiunga un accordo sul suo programma nucleare. ”Fonti della sicurezza israeliana affermano che Israele e gli Stati Uniti hanno valutato nelle ultime 24 ore che non vi è alcuna possibilità di negoziare“, scrive Al Jazeera in uno dei suoi aggiornamenti in tempo reale.
La conferma di Trump
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha descritto i bombardamenti contro l’Iran come parte di un’operazione “massiccia e in corso”. Le sue dichiarazioni sono contenute in un videomessaggio diffuso sul social Truth. “Gli Stati Uniti stanno conducendo un’operazione massiccia e in corso per impedire a questa dittatura molto malvagia e radicale di minacciare l’America e i nostri interessi fondamentali di sicurezza nazionale”, ha sostenuto Trump. “Distruggeremo i loro missili e raderemo al suolo la loro industria missilistica”. Nel videomessaggio, il presidente ha aggiunto che gli Stati Uniti “hanno adottato ogni possibile misura per ridurre il rischio per il personale americano nella regione”.
Khamenei nel mirino
Alla vigilia di questo attacco, il presidente Trump aveva commentato sull’Iran: “Dobbiamo prendere una decisione importante, non facile. Preferirei farlo in modo pacifico, ma voglio dirvi che si tratta di persone molto pericolose e difficili“.
Secondo l’agenzia di stampa americana Associated Press, un raid è avvenuto nella capitale Teheran nei pressi degli uffici dell’ayatollah Ali Khamenei. La Guida suprema della rivoluzione islamica era, però, stato spostato in una località sicura.
La risposta dei Pasdaran
Teheran ha risposto lanciando missili contro Israele e basi americane nel Golfo, spiega l’AdnKronos. I Guardiani della rivoluzione hanno annunciato che è iniziata “la prima estesa ondata di attacchi con missili e droni” contro Israele. Le Forze di difesa israeliane (Idf), chiuso lo spazio aereo, hanno riferito di aver intercettato “missili lanciati dall’Iran verso lo Stato di Israele”.
Esplosioni sono state avvertite anche a Gerusalemme, rende noto l’Afp. Secondo le tv satellitari arabe, la rappresaglia missilistica delle forze dei Pasdaran ha preso di mira obiettivi americani in tutta l’area del Golfo. Si segnalano attacchi, infatti, contro le basi Usa in Qatar, Bahrein, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. Secondo i media di Manama, missili hanno preso di mira la base della Quinta Flotta.
Non è chiara la situazione in Kuwait. Almeno una persona è rimasta uccisa ad Abu Dhabi, dopo che diversi missili sono stati lanciati dall’Iran contro gli Emirati Arabi Uniti. Lo ha reso noto l’agenzia di stampa emiratina. Diverse esplosioni sono state udite anche a Dubai, riferiscono troupe della Cnn in loco.
Le reazioni in Italia
“Seguo gli sviluppi della situazione in costante contatto con le Ambasciate d’Italia a Teheran ed a Tel Aviv. Priorità: la sicurezza dei nostri connazionali. Alla Farnesina al lavoro l’Unità di crisi”, ha scritto su X il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani.
“Sto seguendo con la massima attenzione l’evolversi della situazione in Iran, in Israele e, più in generale, nell’intera area del Medio Oriente”, fa sapere il ministro della Difesa Guido Crosetto. “Sono in costante contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa e con il Comandante del Covi, che mi aggiornano continuamente sugli sviluppi in corso. La priorità assoluta resta la sicurezza dei nostri militari e di tutto il personale italiano impegnato nei teatri operativi internazionali”.
Crosetto aggiunge: “Desidero rassicurare che, allo stato attuale, il personale della Difesa italiana non risulta coinvolto negli eventi in atto. Continueremo a monitorare con la massima attenzione l’evoluzione della situazione, pronti ad adottare ogni misura necessaria a tutela dei nostri connazionali e a sostegno della stabilità dell’area”.
Infine, a seguito dell’aggravarsi della crisi in Medio Oriente, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, secondo fonti di Palazzo Chigi, ha convocato una riunione telefonica con il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Tajani, il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, e il ministro della Difesa Crosetto, oltre ai sottosegretari alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari.







