
Iren e Piacenza: qualcosa si muove per il futuro della città e del suo territorio. D’altra parte i presupposti c’erano tutti, a partire dallo scorso febbraio, quando il sindaco Pd Katia Tarasconi aveva designato Stefano Borotti, direttore generale di Unicoop, quale rappresentante del Comune nel nuovo Consiglio di amministrazione del Gruppo Iren. Un’indicazione della prima cittadina con un mandato chiaro: provare a riaprire il dialogo “politico” per rilanciare il ruolo di Piacenza nella multiutility.
Poi è arrivata l’Assemblea degli azionisti del Gruppo Iren, tenuta al Collegio Alberoni il 24 aprile, un segnale di attenzione per la città. Tarasconi nel suo intervento aveva ribadito “impegno e spirito pienamente collaborativo del Comune di Piacenza per dare avvio, insieme, a un ciclo virtuoso di azioni che impattino positivamente sul territorio”.
E ieri a Borgoforte pare si sia passati dalle parole ai fatti. Dietro a quella che è stata venduta come una visita di cortesia o poco più del sindaco alla sede piacentina di Iren, sarebbe successo ben altro. Fortemente voluto da Borotti, si sarebbe tenuto infatti un summit in piena regola con vertici del Gruppo – il presidente Luca Dal Fabbro, il vice Moris Ferretti e l’amministratore delegato Gianluca Bufo – per parlare del rapporto tra Piacenza e Iren. Mai successo prima. Tanto per capirci: questi tre top manager gestiscono un Gruppo quotato in Borsa (+35% da inizio anno) con 6 miliardi di euro di ricavi e 11mila dipendenti; con un Piano industriale che prevede 8,2 miliardi di investimenti dal 2024 al 2030 e con utili in crescita che puntano ai 400 milioni, sempre entro cinque anni.
Il peso di Piacenza
Quanto vale Piacenza per Iren? Storicamente è uno dei cinque capoluoghi di provincia, insieme a Parma, Reggio Emilia, Torino e Genova che ha fondato il Gruppo. Ma sul piano azionario la partecipazione del Comune si è ridotta, dopo la vendita di quote effettuata dalle Amministrazioni Dosi e Barbieri. Così oggi Piacenza gravita all’1,37%, con un pacchetto azionario ben inferiore a quelli di Torino (19,17%), Genova (18,85%), Reggio Emilia (6,42%) e Parma (3,16%), che comunque ha consentito a palazzo Mercanti di incassare 2,2 milioni di euro di dividenti dal bilancio 2024, quando sono stati distribuiti 268 milioni di utili agli azionisti, il 5% in più dell’anno precedente.
Piacenza però è anche una sede operativa di rilievo di Iren, con circa 550 dipendenti. Tra le sue attività, per esempio, spiccano quelle legate al termovalorizzatore di Borgoforte e ai laboratori tecnici, che sono diventati un punto di riferimento di tutte le attività del Gruppo, dalla gestione del ciclo dell’acqua a quello dei rifiuti.
Vertice top secret, ma…
In questo quadro, naturalmente bocche cucite sul vertice di ieri. Con Borotti che resta saldamente alla guida di Unicoop e nella veste di consigliere della multiutility si è limitato a dire: “Momento iniziale molto importante, non sono qui per scaldare la sedia, lavoro per Iren e per Piacenza”. Tuttavia, al di là delle battute, si possono ipotizzare alcuni contenuti in discussione, come i prossimi investimenti, dal ciclo idrico al teleriscaldamento, fino alla fase di crescita della raccolta differenziata non scevra da criticità e problemi organizzativi. Insomma, milioni di euro da impiegare sul territorio con l’obiettivo di migliorare la qualità dei servizi, lasciando a latere il capitolo sponsorizzazioni, tra cui emerge quella di Iren nella Fondazione Teatri cittadina.
La stanza dei bottoni
Ma c’è di più. Probabilmente nel vertice si è parlato anche della stanza dei bottoni della multiutility, dove Borotti è già un componente del Comitato controllo rischi, il più importante tra gli organi di governo di Iren, dal quale transitano le pratiche e le questioni più significative da porre in discussione nel Gruppo.
Nei prossimi mesi si va infatti al rinnovo dei board delle 4 società operative, le cosiddette Business unit: Ambiente, Energia, Reti e Mercato, i nuclei veramente operativi del Gruppo. Piacenza da sei anni non ne fa più parte, nonostante sia tradizionalmente legata alla società Iren Ambiente di cui è sede legale. Vedremo se cambierà qualcosa. Nel caso sarà una dimostrazione che Piacenza dal vertice di ieri è uscita davvero rafforzata, e può puntare a ulteriori miglioramenti nel rapporto con Iren a beneficio dei suoi cittadini.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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