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Isis-k: dall’Afghanistan la nuova frontiera del terrorismo islamico

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Isis-k: oltre 170 morti e 13 militari americani uccisi all’aeroporto di Kabul. Questo il bilancio del primo grande attentato a danno del mondo occidentale anche se è avvenuto in Afghanistan. Ha colpito infatti dove c’era “una perfetta riunione di diversi obiettivi del gruppo: i militari americani, gli afghani filo occidentali e i talebani, che l’Isis-k considera apostati”, ha spiegato Charlie Winter, ricercatore al Centre for the Study of Radicalisation dell’università di Londra.

Anche se l’attentato è stato rivendicato dall’Isis in quanto tale, i sospetti sono caduti subito su questo ramo del gruppo terroristico islamico sconosciuto ai più. E allora cerchiamo di tracciare un identikit dell’Isis-k o Iskp.

Nato sei anni fa

Il gruppo dell’Isis-k è composto dai membri dello Stato islamico della provincia di Khorasan (da qui la K finale). Come ricorda il Guardian, è stato fondato sei anni fa nella provincia sud occidentale pachistana del Balochistan. Un incontro tra emissari dell’Isis e un gruppo di talebani delusi dai loro comandanti ne avrebbe sancito la nascita. Allora, va ricordato, lo Stato Islamico era nel pieno del suo “splendore”: controllava ampie parti dell’Iraq e la Siria. Il nome della provincia di Khorasan? Si riferisce a imperi musulmani medioevali in un’area composta da parti di Iran, Afghanistan e altre zone dell’Asia centrale.

Talebani sotto accusa

In generale già l’Isis ritiene che i talebani abbiano abbandonato la fede musulmana. La colpa è di aver accettato di trattare con gli americani. E d’altro canto vengono accusati di essere troppo pragmatici e non abbastanza rigorosi nell’applicare la legge islamica. Sul territorio afghano, ricorda l’AdnKronos, sia i talebani che al Qaeda si sono opposti all’espansione dell’Isis-k. Stessa lotta hanno intrapreso il deposto governo di Kabul e le forze occidentali.

Isis-k in difficoltà

Il gruppo terroristico comunque pareva in difficoltà nel 2019 e durante la prima parte del 2020: aveva sotto controllo poco territorio e subito diverse perdite di leader e militanti. Un rapporto preparato per l’Onu, sottolineava che l’Isis-k era talmente in crisi da offrire un’amnistia a chi aveva disertato dalle sue fila. Si stimava che avesse fra i 1.200 e i 1.500 combattenti in piccole aree delle province di Kunar e Nangarhar. E avesse scelto la strategia di decentralizzare l’attività con piccole cellule in varie parti dell’Afghanistan.

Un nuovo leader

Poi le cose sono cambiate. Da metà del 2020, l’Isis-k si è dato di un nuovo leader che diversamente dei suoi predecessori pachistani sarebbe un arabo tenuto ben coperto. Risultato: nei primi quattro mesi del 2021, la missione Onu in Afghanistan ha contato 77 attentati rivendicati o attribuiti all’Isis-k. Obiettivi: la minoranza sciita, giornalisti, stranieri, militari e infrastrutture civili.

Non è chiaro se ciò sia l’indice di un rafforzamento del gruppo o di una nuova strategia. All’inizio del 2021 diverse fonti d’intelligence avevano segnalato all’Onu che il gruppo terroristico aveva lanciato una campagna per cercare di reclutare talebani scontenti. Altro punto chiave: molti combattenti dell’Isis-k non sono afghani, vengono da Pakistan, Tagikistan e Uzbekistan. Il legame con la leadership dell’Isis in Iraq sarebbe rimasto. Tuttavia s’ignora quanto sia stretto.

Dopo l’attentato di Kabul

Tornando all’attentato di ieri all’aeroporto di Kabul, quindi non si è ancora capito se l’ordine sia venuto dall’esterno o se l’Isis-k abbia agito in completa autonomia. Sempre il Guardian, ricorda che questo gruppo terroristico sarebbe impegnato a colpire anche in Occidente. I talebani potrebbero cercare di impedire un escalation del genere, come avrebbero promesso, ma non è certo che siano in grado di farlo. Con il rischio di una ripresa del terrorismo sul piano internazionale, come ci ha raccontato in un’intervista l’ambasciatore Domenico Giorgi, grande esperto di questi temi.

Il dubbio deriva da una domanda che si fa anche Aaron Zelin, del Washington institute for Near East Policy: “Quanto territorio dell’Afghanistan è controllato dai talebani? C’è molto territorio di cui l’Isis può servirsi”. Ricordando come i vertici dell’Isis-k “nell’immediato futuro potrebbero voler fare attentati per apparire nelle news”.

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