Cultura

Il Klimt dalla Ricci Oddi in prestito a Roma: giusto o sbagliato?

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Klimt: non c’è pace per il “Ritratto di Signora” della Galleria Ricci Oddi. Dopo un ritorno in pubblico tribolato appena due mesi fa, il capolavoro del grande pittore austriaco è già pronto a fare le valigie. A novembre infatti andrà ai Musei Capitolini di Roma per poi magari fare una tappa a Vienna.

La notizia del tour era stata preannunciata da un tweet per così dire un po’ polemico dell’avvocato Corrado Sforza Fogliani, membro del Consiglio di amministrazione della Galleria di via San Siro.E ieri, alla presentazione della mostra “Klimt e i maestri segreti della Ricci Oddi” (con belle opere di Carrà, Tosi, Casorati, Marussing e Usellini), la notizia del prestito è stata confermata con ostentata convinzione, per non dire tra qualche imbarazzo, dal vicepresidente del Cda Eugenio Gazzola e dall’assessore alla Cultura Jonathan Papamarenghi, come riporta anche il quotidiano Libertà. Il tutto in assenza del presidente della Galleria, il professor Fernando Mazzocca, come al solito non pervenuto.

Non è facile spiegare una scelta del genere ai piacentini che hanno appena riavuto la Signora. Sia alla luce di un gioco di prestiti per ottenere opere importanti che servirebbero ad allestire la seconda mostra del progetto Klimt prevista il prossimo anno alla Ricci Oddi; sia guardando a una nuova strategia, che vuole una Galleria che esca dalla dimensione locale e punti a diventare una protagonista italiana o addirittura internazionale del mondo dell’arte moderna.

Sono motivazioni che non convincono anche guardando a questi obiettivi. Oggi invece di cedere il Klimt si dovrebbe costruire una campagna di comunicazione intorno al Klimt. Dire a tutti che il “Ritratto di Signora” è solo a Piacenza. E a Piacenza si deve venire se lo si vuol vedere in tutto il suo splendore. Un modo per valorizzare e far conoscere le altre opere della Ricci Oddi, che offrono un bouquet d’arte moderna che per tanti esperti ha pochi eguali in giro per l’Italia. E allora, perché privarsi del capolavoro della Galleria, del fuoriclasse della squadra, che può far scoprire tutto il resto di Piacenza ai tanti turisti amanti della cultura?

Così sono in molti a pensarla come Sforza. Anche senza sapere per quanto tempo il Klimt starà a Roma o altrove. E quali saranno le opere che arriveranno in cambio a Piacenza nel 2022.
Con le dovute proporzioni, il Louvre non manda in giro la Gioconda di Leonardo; o come ha twittato lo storico consigliere del Cda di via San Siro, la Madonna Sistina di Raffaello non si è mai mossa da Dresda. Chi le vuol vedere va là, punto. E su questo i due musei hanno costruito la loro immensa fama.

Insomma, perché il “Ritratto di Signora” deve lasciare Piacenza dopo pochi mesi dal 27 aprile, giorno della sua nuova esposizione al pubblico, e dopo quasi 24 anni d’assenza, a partire dal famigerato furto del 1997?
Rispondere con lo slogan “è finito il tempo in cui si lavora da soli” non è certo sufficiente per giustificare una scelta del genere. A maggior ragione se questa scelta lascia l’impressione che prima di tutto sia la Ricci Oddi a lavorare per gli altri.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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