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“Lei. Ritratti di donne”: a Parma una mostra con oltre 70 capolavori di Van Gogh, Modigliani e…

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Da sinistra in senso orario opere di Modigliani, De Nittis e Boldini

“Lei. Ritratti di donne, da Van Gogh a Modigliani e Oltre”: è la nuova esposizione allestita nelle sale del Palazzo del Governatore di Parma. In cartellone dal 2 ottobre all’8 marzo 2027, la mostra propone una straordinaria selezione di opere dedicate a figure femminili. Attraverso la loro bellezza, la rassegna offre spunti di riflessione e uno sguardo “altro” su questo delicato e al contempo forte universo. Un percorso lungo oltre due secoli, immaginato dai curatori Renata Cristina Mazzantini e Cesare Biasini Selvaggi anche come strumento di educazione sentimentale.

La mostra, nata per celebrare l’80° anniversario del voto alle donne, è il secondo capitolo del protocollo d’intesa tra il Comune di Parma e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, dopo il grande successo della retrospettiva “Giacomo Balla. Un universo di luce”. E si colloca all’interno del progetto “Museo migrante” ideato proprio per diffondere la conoscenza della collezione capitolina in Italia e all’estero, stavolta anche grazie al sostegno di Fondazione Cariparma e di Regione Emilia-Romagna.

Il percorso espositivo

Questo viaggio nell’universo femminile non segue un ordine cronologico ma tematico, ed è suddiviso in 7 sezioni: Lei come ideale; Lei nella modernità; Lei come enigma; Lei, il corpo, il volto, la presenza; Lei e l’intimità; Lei prende la parola; Lei, infinite identità. Dal ritratto alla persona.

In mostra oltre 70 opere esposte in 14 sale, con dipinti, sculture, disegni, fotografie e arazzi. Dalla Bagnante di Francesco Hayez al Ritratto della marchesa Casati di Giovanni Boldini; poi, tra gli altri, La piccola inglese di Giuseppe De Nittis,  L’Arlesiana di Vincent Van Gogh, Femme nu debout di Pablo Picasso (un raro pastello del 1906 donato nel 2025 dalla Cy Twombly Foundation), il Ritratto di Hanka Zborowska di Amedeo Modigliani; e ancora, tre disegni di Klimt, le cere della Bambina che ride e La portinaia di Medardo Rosso, Sintesi plastica di figura seduta (Silvia) di Umberto Boccioni, Ritratto della madre e Lucrezia di Giorgio De Chirico; per non parlare delle opere Man Ray, Mario Sironi, Arturo Martini, Dora Maar e molti altri ancora.

Un gioco di ombre e luci

L’allestimento delle sale è molto suggestivo ed è stato progettato e curato da Solares Fondazione delle Arti, in collaborazione con l’interior designer Mara Bragagnolo. Ombre e luci esaltano e fanno emergere le opere in esposizione. Inserimenti tessili producono un senso di protezione e intimità per le donne ritratte nei dipinti e nelle sculture, gli specchi riflettono sguardi, non solo esteriori. E poi, lungo il percorso tante frasi, parole affidate alla giovane poetessa Olympia, non per commentare le opere, ma per dare voce alle emozioni e ai pensieri delle protagoniste.

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Giornalista professionista dal 1991. Inizia il suo percorso professionale presso la Casa Editrice Rusconi. Dal 1987 lavora in Mondadori nelle redazioni di Telepiù, Guida Tv e Sorrisi e Canzoni. Dal 2010 riveste il ruolo di vicecaporedattore nella redazione di Mondadori Tv. Nel 2013 inizia un nuovo percorso presso la LUA (Libera Università dell’Autobiografia) ottenendo i titoli di “Cultore in scrittura autobiografica” ed “Esperto in metodologie autobiografiche”.
Freelance per scelta dal 2014, scrive di arte e viaggi, e conduce laboratori di scrittura autobiografica.

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