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Leonardo dal Louvre al Tar: sull’Uomo Vitruviano uno scontro culturale

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Leonardo dal Louvre al Tar. Con una recente ordinanza il Tribunale amministrativo del Veneto ha bloccato l’Uomo Vitruviano sulla strada di Parigi. Ancora qualche giorno e sapremo come andrà a finire. Ma perché i giudici irrompono di nuovo nella vita politica (e culturale) del nostro Paese? Che cosa è successo al genio di Vinci per essere chiamato alla sbarra?  

Leonardo per Raffaello

Con un solenne accordo Italia-Francia a livello di ministri della Cultura si era deciso: l’Uomo Vitruviano sarebbe andato al Louvre per una mostra sul quinto centenario della morte di Leonardo. In cambio Parigi nel 2020 avrebbe prestato due Raffaello all’Italia: il ritratto di Baldassar Castiglione, secondo alcuni il più bel ritratto maschile del mondo, un vero contraltare della Gioconda, e L’autoritratto con amico.

Ma Italia Nostra ha fatto ricorso contro il trasferimento a Parigi dell’Uomo Vitruviano in base all’articolo 66 del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Testualmente afferma, al comma 2: “Non possono comunque uscire: a) i beni suscettibili di subire danni nel trasporto o nella permanenza in condizioni ambientali sfavorevoli; b) i beni che costituiscono il fondo principale di una determinata ed organica sezione di un museo, pinacoteca, galleria, archivio o biblioteca o di una collezione artistica o bibliografica”. L’associazione ha richiamato entrambi i casi. Secondo loro l’Uomo Vitruviano è in pericolo se viene spostato; e comunque è stato dichiarato “fondo principale” e identitario delle Gallerie dell’Accademia a Venezia.

Poteva non insorgere Vittorio Sgarbi? Con un intervento che nulla ha di pacato e sereno, il vulcanico critico e senatore si è scagliato contro Italia Nostra. In sostanza, per lui il disegno di Leonardo è sempre chiuso negli archivi e difficilmente visibile. Dunque, abbiamo perso un’ottima occasione per poterlo mostrare al mondo.

Due modi di vedere la cultura

Qui, al di fuori dei problemi giuridici, che pure condizioneranno l’udienza definitiva del 16 ottobre (il trasferimento è bloccato solo da una sospensiva provvisoria), si scontrano due modi diversi di valutare l’arte, come spiega il presidente di Italia Nostra Mariarita Signorini in un intervento su Il Fatto Quotidiano.
Secondo Sgarbi la cultura va diffusa il più possibile; anche con mostre evento come quella prevista al Louvre, durante la quale milioni di persone potrebbero vedere dal vivo il famosissimo disegno leonardesco.
Secondo Italia Nostra sono i turisti che devono muoversi e non le opere, che rischiano ogni volta, ad ogni spostamento, danni tali da mettere a rischio la loro stessa sopravvivenza. Le mostre-evento, secondo Italia Nostra, servono solo ad arricchire chi le organizza, ma non diffondono il gusto per l’arte. Chi l’avrà vinta?

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