Papa Leone XIV ha concesso la sua prima intervista. È contenuta nel libro “León XIV: ciudadano del mundo, misionero del siglo XXI” della giornalista di Crux (testata online made in Usa) Elise Ann Allen. Il volume, edito da Penguin Random House Perù, è appena uscito nei Paesi di lingua spagnola. La biografia e la conversazione che la correda costituiscono un’attesa manifestazione del nuovo Pontefice a quattro mesi dalla sua elezione, oltreché un omaggio a Robert Francis Prevost in occasione del suo 70° compleanno ricorso lo scorso 14 settembre. Sono stati tanti i temi trattati nel colloquio: li passeremo in rassegna, svolgendo qualche considerazione.
Compassione per Gaza e preoccupazione per l’AI
L’attualità si affaccia all’esordio e in conclusione dell’intervista, con riferimento rispettivamente alla situazione di Gaza e al tema dell’intelligenza artificiale (AI). Il Papa, parlando dell’infelice condizione dei palestinesi stretti tra l’ingombrante leadership fallimentare di Hamas e la vendetta inarrestabile di Israele per le vittime del 7 ottobre 2023 e gli ostaggi ancora trattenuti, richiama i cristiani e tutti gli uomini alla compassione. L’indifferenza è inaccettabile mentre compatire significa soffrire insieme, solidarizzare spiritualmente e materialmente con le vittime della violenza, dei soprusi e delle strumentalizzazioni. La Santa Sede, ha però aggiunto Papa Prevost, non intende ancora pronunciarsi sulla definizione di “genocidio” attribuita sempre più diffusamente (addirittura da alcune frange interne allo Stato Ebraico) alle operazioni militari israeliane in corso nella Striscia.
Parlando di intelligenza artificiale, tema che sta particolarmente a cuore al Pontefice, Leone XIV ha impostato la questione in termini di preservazione della dignità umana. La sua riflessione è penetrante, poiché non si limita ad additare i rischi sotto il profilo etico connessi al divorzio tra possibilità scientifico-pratiche e giudizio morale, ma punta anche al rischio corso dal lavoro umano vie più sostituito da contributi di carattere virtuale. Il Papa ricorda che l’attività è ciò che fa essere l’uomo (individualmente e in relazione) e che è dovere della Chiesa porsi e porre la questione.
Dagli abusi al ruolo delle donne
Al centro dell’intervista con la giornalista statunitense, il Pontefice ha trattato ricorrenti temi ecclesiali e sociali. Per quanto riguarda gli abusi clericali in danno di minori e persone altrimenti vulnerabili, Leone XIV ha riconosciuto la realtà del problema e affermato – pleonasticamente, ci permettiamo di dire – la sua irresolutezza. Non ha mancato, però, di accennare ai casi di false delazioni, che sono comunque assolutamente minoritari (nell’ordine del 10%).
Risposta connotata da estrema prudenza, invece, quella sul ruolo femminile nella Chiesa. Se, da una parte, si è detto impegnato a proseguire nel solco dell’immediato predecessore con l’attribuzione alle donne di incarichi di responsabilità (amministrativa, evidentemente), dall’altra il Papa ha escluso di volere innovare riguardo alla riserva maschile del sacramento dell’Ordine. Il tema rimane aperto allo stadio di discussione raggiunto nel Sinodo a proposito dell’interrogazione relativa al diaconato.
Tradizionalisti e sinodalità
Una considerazione non è mancata in merito alla sensibilità liturgica dei sostenitori del Messale di Pio V (fautori dell’Eucaristia celebrata alla maniera precedente rispetto a quella seguita al Concilio Vaticano II). La parola d’ordine è attenuare la polarizzazione, cioè archiviare la radicalizzazione delle posizioni.
Infine, splendida definizione (ci sia consentito dire) è stata offerta da Leone XIV del concetto di sinodalità: ha detto che si tratta di un atteggiamento, di una disposizione generale alla messa a fattor comune dei diversi carismi. Non si tratta di sovvertire, né di omologare, bensì di armonizzare. In pratica, non ha stigmatizzato solo il clericalismo, ma anche la deliberata confusione dei ruoli.
Barra dritta su morale sessuale e familiare
Netta e meritevole di una considerazione a parte l’attitudine dimostrata da Papa Prevost nei confronti delle problematiche inerenti alla morale sessuale e familiare. L’accoglienza da parte della Chiesa di ogni persona indipendentemente dal suo orientamento sessuale non significa né l’impossibile oblio del disegno divino sull’umanità e la famiglia (oggetto di Rivelazione naturale e positiva, ci preme sottolineare), né (ci pare di capire) l’accreditamento ecclesiale di istanze sedicenti rappresentative di gruppi con tendenze sessuali particolari.
La pressione è stata ed è forte, dobbiamo riconoscerlo e l’occasione giubilare in corso è stata impugnata per mettere in scena circostanze affatto gradevoli. Tuttavia, ci pare che la tranquilla determinazione del Pontefice nel ribadire il nucleo perenne del Magistero evochi, sullo sfondo, l’ammonimento che Luca attribuisce a Cristo nel terzo racconto della vocazione di Paolo: “È duro per te rivoltarti contro il pungolo” (At 26, 14).
La Santa Sede tra Usa e Cina
Mettiamo insieme le risposte date da Papa Leone in fatto di relazioni estere della Santa Sede con i due pesi massimi mondiali, gli Usa (patria di Robert Francis Prevost) e la Cina. Quello col Dragone è un rapporto delicato e il Papa tiene presente i due poli della questione: da una parte, la necessità della prosecuzione del dialogo consapevole delle criticità e delle specificità storiche e culturali; dall’altra, il rispetto per i cattolici che hanno patito nei decenni vessazioni e persecuzioni a causa della loro fedeltà al Vangelo e alla Chiesa.
Leone XIV esclude ovviamente di potersi immischiare nelle divisioni politiche interne agli Stati Uniti. Questo, però, non gli impedisce né gli impedirà di farsi sentire a proposito di questioni socialmente rilevanti, che come tali non possono lasciare indifferente la Chiesa. La linea dura trumpiana sui migranti appare in controluce, quando il Papa ha detto di avere suggerito al vicepresidente J. D. Vance particolare attenzione nel cercare soluzioni sempre rispettose della dignità umana indipendentemente dall’origine degli individui.
La serena fermezza e la lezione di McLuhan
Leone XIV si conferma una guida ferma e rassicurante della barca di Pietro. Alla naturale affabilità associa un’evidente sapienza, quella che, ad esempio, non lo fa affannare né a smentire né a confermare affinità e dissomiglianze rispetto a Francesco: tutti, infatti, siamo insieme originali e debitori degli esempi altrui.
Una sola osservazione, ci permettiamo di fare in conclusione. La solidità e la serenità del temperamento di Papa Leone sembrano destinate a preservarlo dai numerosi rischi connessi all’uso senza filtri delle possibilità offerte dai mezzi di comunicazione, ma, come diceva il sociologo Marshall McLuhan, i media sono il messaggio. Robert Francis Prevost ne è senz’altro avvertito.
Corrado Cavallotti è laureato con lode in Giurisprudenza all’Università Cattolica. Ha vinto il Premio Gemelli 2012 per il miglior laureato 2010 della Facoltà di Giurisprudenza di Piacenza. Ama la storia, la politica ed è appassionato di Chiesa. Scrive brevi saggi e collabora con il periodico Vita Nostra.







