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Lodi e il caso mensa: quando il conto lo pagano i bambini

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Lodi: nella città lombarda si sta consumando una storia sgradevole. I bambini di tantissime famiglie extracomunitarie non hanno accesso alla mensa scolastica. Non possono mangiare con i loro compagni italiani perché sono stranieri e perché sono poveri.

La storia è una sintesi micidiale di burocrazia italica applicata al meglio. ll comune di Lodi per concedere l’accesso alle agevolazioni tariffarie dei servizi scolastici ha chiesto ai loro genitori un documento aggiuntivo a quelli necessari per gli italiani. Oltre all’Isee, per gli extracomunitari serve un certificato proveniente dal loro Paese d’origine che attesti come in loco non abbiano né redditi né proprietà. E il documento oltretutto va tradotto ufficialmente in italiano. Una vera mission impossible, considerando che quasi sempre si tratta di Paesi che non offrono servizi amministrativi del genere. Così molte famiglie hanno rinunciato. E non potendo pagare la retta completa, niente mensa per i loro piccoli. Risultato: alla campanella gli italiani a tavola e gli stranieri no.

Non siamo buonisti. E non ci piacciono i furbetti. Ma in questo caso la scelta della giunta leghista ci pare eccessiva. Senza tanti giri di parole, a Lodi si sta consumando una discriminazione grave, che alla fine colpisce solo i bambini. E poco conta – anche se questa faccia della medaglia ci piace molto di più – che una campagna di solidarietà lanciata da Coordinamento uguali doveri abbia già raccolto 60mila euro. Una cifra che consentirà di mandare in mensa i piccoli stranieri almeno fino alla fine dell’anno.

E poi? Siamo in Italia e quindi come al solito si va per vie giudiziarie. Nella speranza che per allora il Tribunale di Milano, investito della questione, prenda una decisione favorevole agli scolari extracomunitari. Ma una volta tanto sarebbe bello che la politica, quella vera, risolvesse il problema prima e fuori dalle aule giudiziarie. Dove volete, a Lodi, a Milano, a Roma. Perché in un Paese civile i bambini non devono mai pagare il conto. Da qualunque posto arrivi, anche uno solo fa difetto.

 

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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