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Maroni: ecco a voi il Gentiloni del centrodestra

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Maroni, detto Bobo, si ritira. “La mia decisione è questa e chiedo a tutti rispetto. Non ho richieste o pretese da fare alla politica. Con la politica ho una grande storia d’amore che va avanti da 25 anni. E come tutte le storie d’amore non finiscono mai. Sono naturalmente a disposizione se dovesse servire. Ma questo lo lascio decidere ad altri”.

Maroni: i punti di domanda

Il passo indietro è di quelli che riempiono di interrogativi. Ma come? Roberto Maroni è un vincente. Ha governato bene la Lombardia e cioè la più grande, popolosa e ricca regione italiana. Ha anche vinto da poco un referendum sull’autonomia, indetto in tandem col governatore del Veneto Luca Zaia.

Insomma, la sua conferma al Pirellone era data per certa. E la prossima campagna elettorale, che adesso potrebbe vedere in campo l’ex sindaco di Varese Attilio Fontana o l’ex ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, sembrava una passeggiata di salute.

Motivi proprio “personali”?

Nell’annunciare l’addio, il governatore ha addotto solo “motivi personali”. Ma ha precisato che non sono di salute e che, a parte il raffreddore che lo affligge in questi giorni, sta benissimo.

E allora? I casi sono due, anzi, quasi uno. Pochi ricordano che Maroni è accusato davanti al tribunale di Milano di ipotizzate pressioni per far ottenere contratti a due fedelissime. Che in tribunale la cosa si chiama concussione e che è punita dalla legge Severino con la sospensione immediata dalla carica di governatore.

Oltretutto, la vicenda giudiziaria dovrebbe finire al massimo tra qualche mese. Magari proprio il giorno dopo l’eventuale rielezione di Maroni in Lombardia (si vota sempre il 4 marzo).

Quel seggio al Senato

Se invece Maroni riesce a farsi eleggere a Roma (si parla già di un seggio sicuro in Senato) per essere cacciato servirebbe la sentenza definitiva della Cassazione. Che magari potrebbe anche arrivare alla fine della prossima legislatura.

In più, l’ormai ex governatore lombardo ha dichiarato di “essere a disposizione”. Ma di cosa? Consideriamo che l’annuncio di Maroni segue solo di qualche ora l’accordo Berlusconi, Salvini, Meloni sulla coalizione di centrodestra, quarto polo compreso. Consideriamo anche che il ras di Arcore ha più di ottant’anni. E che potrebbe anche ricevere la porta in faccia da Strasburgo sulla sua interdizione politica.

In tal caso, anche di fronte a un risultato eclatante per il centrodestra, ben difficilmente Mattarella potrebbe o vorrebbe affidargli l’incarico di formare il governo. E sappiamo già che Berlusconi non permetterebbe a Salvini di salire a palazzo Chigi.

Da un lato non vuole essere oscurato da un giovane rampante e ottimo comunicatore, che avrebbe le luci della ribalta tutte per sé e per un certo numero di anni. Dall’altro le posizioni oltranziste di Salvini su migranti, euro ed Europa non sono gradite a tutti.

L’altra faccia del “Moviola”

E Bobo? Se Salvini si può paragonare all’altro Matteo, il Renzi tutto fuoco manicheo, Maroni somiglia di più al Paolo “er Moviola” Gentiloni. Maroni non ha nemici. Gode da sempre della stima di Berlusconi, che lo ha avuto per svariati anni come ministro del Welfare e degli Interni. E anche se non è salviniano, i rapporti con il segretario sono accettabili. Così, se dovesse palesarsi una sua ascesa, Salvini faticherebbe a stopparla.

Insomma, Bobo è affidabile, affatto spigoloso e ha dimostrato sia al governo che in Lombardia di saper conciliare gli opposti. E questo potrebbe essere molto utile anche in un’ottica di larghe intese, se dalle urne del 4 marzo dovesse uscire un nulla di fatto.

Verso palazzo Chigi?

Dunque Maroni prima senatore e poi presidente del Consiglio? Non corriamo. Questa è solo un’ipotesi, che però circola tra via Bellerio, villa San Martino e i palazzi romani. Con una sola controindicazione.

Se a Berlusconi è interdetto palazzo Chigi, perché la sua fedina penale non è immacolata, nominare il Maroni imputato col rischio che venga messo sulla graticola dei media per il processo di Milano, convincerà l’algido Mattarella?

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