Mascherine: anche le aziende di Piacenza ne hanno iniziato la produzione per rispondere all’aumento esponenziale della domanda che ha l’obiettivo di contenere il contagio di Covid-19. Ma si scontrano con le lungaggini burocratiche che ne ostacolano la commercializzazione. L’allarme sulle mascherine piacentine arriva per esempio dall’Australian e da Confabi, con quest’ultima che denuncia anche costi autorizzativi “inappropriati” da affrontare in Emilia-Romagna.
Australian è guidata da Lorenzo Maioli, figlio di Giordano il grande tennista piacentino campione italiano negli anni 60 e capitano di Coppa Davis. “Siamo riusciti a trovare il tessuto conforme alla produzione di queste mascherine chirurgiche e nel giro di pochi giorni siamo riusciti a fabbricare i primi prototipi”, spiega Maioli in un’intervista all’emittente Radiosound di Piacenza24. “Questo grazie alla disponibilità dei nostri dipendenti che hanno aderito all’iniziativa con grande entusiasmo”. Ma purtroppo, sottolinea l’amministratore delegato di Australian, “abbiamo incontrato difficoltà sotto il profilo burocratico perché ci siamo imbattuti in normative che cambiano in continuazione”.
Maioli annuncia numeri importanti: se oggi Australian arriva già a produrre 35mila mascherine la settimana, a pieno regime ne potrà sfornare 65mila. “Noi abbiamo utilizzato un tessuto conforme, per poi aspettare il via libera dell’Istituto Superiore di Sanità. I tempi però sono molto lunghi. E quindi, per ora, non siamo autorizzati a rifornire le strutture sanitarie”.
Per questo motivo “attualmente produciamo mascherine destinate alla collettività”. Con una distribuzione, conclude Maioli, che avverrà tramite farmacie e comuni, anche per donarle alle persone meno abbienti”, e che prevede pure “l’acquisto diretto da parte delle aziende”.
Confabi: in Emilia costi in più
All’allarme sul caos mascherine sotto il profilo burocratico si associa un’altra impresa di Piacenza, la Confabi della famiglia Ceruti. “Noi siamo nella stessa situazione, abbiamo convertito parte della produzione con il pieno appoggio dei nostri dipendenti”, racconta Filippo Ceruti. “Siamo più piccoli di Australian, ma comunque possiamo dare il nostro contributo con 13mila mascherine la settimana”.
Tra l’altro, aggiunge Ceruti, “utilizziamo un tessuto militare autorizzato per le tute da biocontenimento; e che quindi riteniamo assolutamente conforme sotto il profilo sanitario”. Tuttavia, “anche Confabi è bloccata dalle lungaggini autorizzative. E possiamo produrre solo mascherine per la collettività e non per il personale sanitario”.
In questo frangente, “oltretutto riteniamo inappropriate le richieste economiche degli enti deputati dalla Regione Emilia-Romagna per dare il parere preventivo sulle mascherine; parere che non consente di andare in produzione, ma che dobbiamo pagare. Mentre in Lombardia – conclude Ceruti – mi risulta che il Politecnico di Milano fornisca questi pareri preventivi gratuitamente”.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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