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Matteo Salvini e la partita con Mattarella

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Matteo Salvini ha passato il Rubicone e ha dato l’altolà al governo giallo-verde. Ma perché proprio l’8 agosto, lo stesso giorno nel quale il Parlamento andava in vacanza? E come la mettiamo con le scelte del presidente Mattarella?

Il trabocchetto della Fraccaro

La legge di riforma costituzionale che porta il nome del ministro pentastellato Fraccaro e prevede un taglio sostanziale dei parlamentari è stata approvata in seconda lettura al Senato lo scorso 11 luglio; e sarebbe andata in aula a Montecitorio ai primi di settembre, alla ripresa dei lavori parlamentari.

La legge aveva l’appoggio incondizionato della Lega e il plauso del suo “dottor sottile” Calderoli; ma una volta approvata in via definitiva, si sarebbe dimostrata un pericoloso trabocchetto. Perché entrata in vigore avrebbe dato il fianco alla richiesta di referendum già preannunciata dal Pd. Tre mesi per raccogliere le firme; e almeno altri due per avere il responso sulla sua ammissibilità da parte della Cassazione. Poi, almeno altri due mesi per modificare i collegi elettorali. In sostanza, una volta approvata la legge Fraccaro, Mattarella non avrebbe più potuto sciogliere le Camere per un periodo oscillante tra gli otto mesi e l’anno. E tutti sappiamo come anche pochi mesi possono cambiare completamente il quadro politico.

Il timing del Truce

Matteo Salvini nei sondaggi è oggi al suo massimo storico. Ma nessuno sa quale potrebbe essere il risultato della Lega se invece si votasse tra un anno. Anzi, dato che da qui all’anno prossimo sarà necessario votare la nuova legge Finanziaria, che deve passare per le forche caudine dell’Europa, è molto probabile che nel 2020 il Carroccio ne risenta e inizi quantomeno una fase discendente.

Perché questo è il punto dolente. L’Europa oggi si chiama Ursula von der Leyen, che si può leggere come il risultato dell’asse di ferro Macron-Merkel. E siamo facili profeti ad ipotizzare che una manovra finanziaria made in Lega, con flat tax generalizzata e nessun aumento Iva, e cioè sostanzialmente in deficit, non avrebbe alcuna possibilità di passare. Soprattutto per questo Matteo Salvini rimprovera a Di Maio l’arrivo della von der Leyen alla presidenza della Commissione Ue, eletta con il voto determinante dei 5 stelle.

Salvini versus Mattarella

Decretando la fine del governo Conte, Matteo Salvini ha la possibilità di vincere la partita comunque Mattarella decida di dare le carte dal Quirinale.

  • Ipotesi voto anticipato con elezioni ad ottobre; la Lega incassa una maggioranza più che sufficiente per governare da sola o con la Meloni (escludiamo accordi con Forza Italia) e magari con l’appoggio di Toti. A quel punto Salvini potrà scegliere se andare in rotta di collisione con l’Europa. Oppure, da politico accorto qual è, trovare con l’Europa un modus vivendi che gli consenta di salvare capra (flat tax) e cavoli (sterilizzare l’aumento Iva).
  • Ipotesi ribaltone; Mattarella insiste con Di Maio e Zingaretti (che oggi negano qualunque accordo), perché tentino la formazione di un governo, che potrebbe contare sull’appoggio esterno di quel che resta di Forza Italia. Alle elezioni successive, che non sarebbero comunque lontane, perché un governo giallo-rosso andrebbe ben presto a picco, Matteo Salvini passa all’incasso, potendo sostenere “io ve l’avevo detto”.
  • Ipotesi governo Cottarelli; Mattarella potrebbe optare per un governo tecnico (anche se i partiti oggi sono contrari a questa soluzione), magari costringendo tutti, Lega esclusa, a sostenerlo in Parlamento “nell’interesse supremo del Paese”. Pure in questo caso al prossimo turno elettorale Salvini passerebbe all’incasso, anche perché un governo tecnico non potrebbe che peggiorare la già pessima condizione economica italiana.

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