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Morti no Covid-19: perché non si controllano i loro familiari e contatti stretti?

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Morti no Covid-19: i dati sui decessi non certificati fioccano da tutte le parti anche con incrementi a 3 cifre. Solo a Piacenza si parla di 1.000 morti in più rispetto alla media dei circa 500 nei due anni precedenti. Quanti tra loro sono scomparsi per o con il Covid-19 a questo punto forse non lo sapremo mai.

Ma adesso il problema di questa “zona grigia” è un altro. E non servono grandi elaborazioni per capire quante persone ne sono coinvolte. Si tratta di coloro che molto probabilmente sono entrati in contatto con il Covid-19 più di chiunque altro, a parte i familiari e i contatti stretti di chi è morto con la certificazione di Coronavirus e messi in quarantena. Considerando tutti i decessi in più, perché non si può sapere chi indipendentemente dall’epidemia sarebbe comunque morto, e moltiplicando il numero per 4, nel solo piacentino ci sono in giro almeno 4.000 persone non sottoposte a particolari restrizioni.

Ma è solo un sospetto, ci ha risposto qualcuno, con un po’ di malcelata irritazione.
E alla domanda sul perché per i familiari e i contatti stretti dei morti no Covid-19 almeno non si crea una corsia preferenziale per fare i tamponi al più presto, non è arrivata risposta.

Come dicevano i latini, Repetita iuvant. E allora riassumiamo il problema dei morti no Covid-19. Non ce ne vogliano coloro che ne sono coinvolti e già colpiti da un lutto. Ma sono persone che oggi possono circolare per andare a fare la spesa quando vogliono. E se hanno un’attività lavorativa consentita possono muoversi anche fuori dal loro Comune.
Senza controllare questo flusso di potenziali contagiosi non facciamo che allungare i tempi dell’epidemia? Tempi che comunque si prospettano ancora lunghi, mentre c’è già chi scalpita per riaprire?

Per identificarli sappiamo che basta incrociare i dati sanitari con quelli degli uffici anagrafe dei Comuni; individuati i soggetti coinvolti, se non si possono far loro i tamponi, almeno se ne potrebbero verificare le condizioni, mettendoli, nel caso servisse, in quarantena o in isolamento. E visto che nell’ultimo mese e mezzo siamo stati sottoposti a Dpcm e Ordinanze regionali su qualunque cosa, un provvedimento in più non sarebbe di troppo. Perché stabilire controlli specifici su familiari e contatti stretti dei morti no Covid-19 è l’unica soluzione per chiudere questo canale di probabile contagio.

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

1 commento

  1. Già da qualche tempo leggo con interesse quanto pubblicato su “il mio giornale”. In particolare sull’argomento COVID-19 ho trovato interviste e commenti sempre molto puntuali, interessanti e ben argomentati.Le interviste al Presidente provinciale dell’ordine dei medici dr.Pagani hanno messo in luce aspetti non sempre chiari della strategia anticovid e, al tempo stesso, avanzato proposte interessanti e degne della massima attenzione. Credo che un tipo di giornalismo d’inchiesta e di approfondimento di problematiche di interesse, quale quello svolto da questa testata, sia molto utile anche perché se ne sente sempre più il bisogno, anche a livello locale. Complimenti vivissimi dott. Volpi !

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