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Mostra su Dante a Piacenza: dopo il flop del bando deserto, ecco che cosa succederà a Palazzo XNL…

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Mostra su Dante: “E il naufragar m’è dolce in questo mare…”. Il verso è di Leopardi, ma più che mai si adatta per sintetizzare quello che sta succedendo a Piacenza sull’ambiziosissima mostra dedicata al sommo poeta. E allora andiamo con ordine, mettendo in fila i fatti di questa intricata vicenda che per ora ha il sapore di un flop.

Il Codice Landiano

Come mai Dante Alighieri? Perché la Biblioteca Passerini Landi della città emiliana custodisce il Codice Landiano, la prima copia conosciuta di data certa della “Divina Commedia”. E visto che Piacenza partecipa alla selezione per diventare Capitale europea della Cultura 2033, si faccia una grande mostra per valorizzare questo tesoro semisconosciuto ai più, dando spessore trasversale alla candidatura continentale.
Quindi, tutti al lavoro sul progetto della mostra dal titolo «Inferno e Paradiso – Abitare l’eterno da Dante all’immaginario contemporaneo».

Budget mai visto

Per prima cosa si trovano i soldi, tanti, poiché parliamo di circa 900mila euro; con l’Amministrazione del sindaco Pd Katia Tarasconi e la Fondazione di Piacenza e Vigevano, presieduta da Roberto Reggi in primo piano, visto che oltretutto la mostra si deve tenere a Palazzo XNL di proprietà dell’ente. Intanto si parla con alcuni grandi operatori del settore, tra cui pare Dario Cimorelli Editore, che ha prodotto la mostra su Fattori sempre a Palazzo XNL.
Obiettivo: creare un percorso espositivo che dal Codice Landiano, grazie a prestiti di capolavori che spaziano dall’arte rinascimentale alla contemporanea, accompagni il visitatore in questo viaggio letteralmente epocale. Così, in fretta e furia (la mostra deve aprire a dicembre) si prepara un bando ad hoc, cioè su un progetto già concordato, per la realizzazione e l’organizzazione dell’esposizione, con tanto di elenco dei prestiti da ottenere a livello non solo nazionale.

I primi dubbi

Poi però cominciano i problemi. I tempi sono stretti e la proposta da allestire è indubbiamente monumentale: opere sull’Inferno, con Codice Landiano al centro, al piano terreno di Palazzo XNL; opere sul Purgatorio lungo lo scalone che porta al primo piano dove si arriva in Paradiso, con tanto di Tondo del Botticelli (dipinto piacentino esposto a Palazzo Farnese) letteralmente a chiudere il cerchio.
Se il lavoro da fare è tanto, pare però che sia stato soprattutto il plot narrativo della mostra a imbarcare acqua. I dubbi sarebbero nati soprattutto in merito alla valorizzazione del Codice Landiano, che dev’essere il fulcro dell’esposizione, ma che a confronto con tanti capolavori di epoche diverse, potrebbe perdere la sua centralità agli occhi dei visitatori.
Per farla breve, si cerca di trovare in corsa qualche aggiustamento che avrebbe irritato e non poco i soggetti invitati dal Comune di Piacenza a partecipare al bando, per questo andato deserto. Così è arrivata la determina dirigenziale del 21 agosto scorso, che attesta il mancato affidamento della mostra e dispone l’annullamento dell’impegno di spesa previsto da Palazzo Mercanti.

Botta e risposta

Subito all’attacco l’ex assessore alla Cultura Jonathan Papamarenghi, che oggi siede sui banchi dell’opposizione in Consiglio comunale (lista Barbieri-Liberi). Un affondo spalleggiato da un altro esponente della civica di centrodestra, Massimo Trespidi, che fa eco alle considerazioni del collega.
“Doveva essere la grande mostra della candidatura di Piacenza a Capitale europea della Cultura. È naufragata prima ancora di partire: tre operatori invitati, zero offerte. Ora l’amministrazione deve spiegare alla città come sia stato possibile”, scrive Papamarenghi in una nota. E aggiunge: “Certamente l’assessore alla Cultura Christian Fiazza deve assumersi la responsabilità politica del fallimento”.

Infine, Papamarenghi svela alcuni retroscena della vicenda: “Intanto si sa di beghe tra dirigenti e direttori, anche qui sotto l’incapacità e la prolungata assenza di un assessore che non ha saputo condurre le cose; di una accesissima riunione al cospetto del vero sindaco di Piacenza, Roberto Reggi, con un improbabile progetto paracadute presentato da Fiazza per una mostra ‘immersiva’ e la presa in carico del tutto da parte del direttore generale (Luca Canessa, ndr), sempre più impegnato a commissariare assessori incapaci”.

Dal canto suo l’assessore Fiazza non tarda a rispondere dalle pagine di Libertà: “Non buttiamo a mare il progetto”, dichiara al quotidiano piacentino. “Il bando è andato deserto, ma non significa che il progetto sia fallito. Siamo una pubblica amministrazione che lavora per atti: se questo bando non ha trovato gradimento tra i tre soggetti che avevamo individuato, vorrà dire che apporteremo delle modifiche”. E rivela: “Anzi, ci stiamo già lavorando. Il patrimonio rappresentato dal Codice Landiano è troppo importante per non essere valorizzato a dovere”.

Il salvagente

Per evitare l’affondamento di baracca e burattini dal dolce naufragio, sempre restando al verso leopardiano, il salvagente sarebbe l’idea di trasformare in gran parte o del tutto il contesto della mostra, dando spazio a contenuti multimediali.
Un’esposizione immersiva che l’Amministrazione Tarasconi sarebbe pronta ad affidare a Neo, società milanese specializzata nel settore, che in città è ben conosciuta dopo la partecipazione da protagonista a tre mostre della Banca di Piacenza: “Icônes: 3 capolavori, una città” e “Atlas Maior” (2024), e “Piacenza e i suoi cavalli” (2025).
Si parla anche di una serie di ricchi eventi collaterali, che verrebbe affidata alla maestria di Paola Pedrazzini. Ferma restando la location, che vedrà sempre Palazzo XNL, affamato di contenuti per riempire i suoi saloni vuoti, al centro della mostra dantesca.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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