Cultura

La mostra sui cavalli del Mochi supera gli 8mila visitatori, un successo firmato Banca di Piacenza

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Una “marcia trionfale” che a Piacenza ha coinvolto oltre 8mila visitatori. È quella dei Cavalli che danno il nome alla piazza principale della città emiliana, protagonisti della mostra organizzata dalla Banca di Piacenza e dedicata al genio di Francesco Mochi (1580-1654), autore dei maestosi monumenti equestri. Due sculture che hanno dimostrato di possedere ancora un grande appeal nonostante l’età: 400 anni esatti da quando sono stati inaugurati.

Un ottimo risultato, se si tiene presente che la mostra è rimasta aperta solo per circa sei settimane, sottolinea una nota di via Mazzini, considerando anche la proroga decisa dal Consiglio della Banca di Piacenza, dato l’interesse dimostrato per l’iniziativa, ed espresso da molti visitatori attraverso il “libro delle firme” a disposizione all’ingresso del PalabancaEventi. “Molto interessante” e “Molto bella” i giudizi più ricorrenti, insieme a tanti ringraziamenti per l’Istituto di credito, a cui viene riconosciuto il merito di “tenere alto” il nome di Piacenza anche attraverso la promozione e valorizzazione delle sue bellezze.

Oltre ai tantissimi piacentini, la rassegna ha richiamato al PalabancaEventi turisti da diverse regioni italiane: Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia e Toscana (in particolare Montevarchi, città natale del Mochi). Presenze anche dall’estero, Gran Bretagna e Stati Uniti su tutti.

Nenna: grande soddisfazione

Il presidente della Banca di Piacenza, Giuseppe Nenna, ha espresso “grande soddisfazione” per il successo della mostra. Un risultato “a cui ha senz’altro contribuito l’alto numero di visite guidate organizzate che ha visto impegnati Laura Bonfanti e Antonio Iommelli, a cui va il nostro ringraziamento, da estendere naturalmente a tutti quelli che hanno collaborato alla buona riuscita dell’iniziativa, che mi auguro possa rappresentare un piccolo tassello per dimostrare che Piacenza è sulla strada giusta per competere per la candidatura a capitale europea della cultura”.

Per il direttore scientifico della mostra Antonio Iommelli, alla guida dei Musei Civici di Palazzo Farnese ” si è trattato di un’esposizione che ha rimesso al centro Piacenza, di cui si festeggiano i 400 anni dall’inaugurazione della piazza con i suoi cavalli che oggi la rendono unica e la caratterizzano. Ciò si deve a Francesco Mochi, che è riuscito a realizzare quanto desiderato dai Farnese“.

Le manifestazioni collaterali

L’evento, che rientrava tra le iniziative di Rete Cultura Piacenza, è stato affiancato da alcune manifestazioni collaterali che si sono tenute in Sala Panini: “Alla corte dei Farnese: arte e musica nel Seicento barocco”, concerto a cura degli Amici della lirica affidato ai Solisti dell’Orchestra Filarmonica Italiana: Cesare Carretta, Antonio Lubiani, Sohma Tamami e Claudio Giacomazzi; il racconto-concerto “I Cavalli del tempo” che ha visto protagonisti il gruppo vocale e strumentale Le Rose e le Viole, diretto da Maddalena Scagnelli, e la voce narrante Luca Scarlini; infine, la conferenza con Iommelli sul tema “Il trionfo a cavallo: arte e potere nella statuaria equestre (XV e XVII secolo)”.

La camera delle meraviglie

Molto apprezzato anche l’allestimento a cura di Neo (Narrative environments operas) di Milano, che ha creato in Sala Corrado Sforza Fogliani la “camera delle meraviglie”, circondata da “bandiere” alte 9 metri raffiguranti alcune sculture del Mochi, con al centro il pezzo forte della mostra, molto ammirato: il Cavallo Pallavicini, modello (senza cavaliere) in bronzo che l’artista toscano realizzò per convincere i Farnese a commissionargli la realizzazione delle statue equestri di Ranuccio e Alessandro.

Il fascino del Barocco

La mostra, patrocinata dal Comune, ha raccontato perché fu decisa la costruzione dei due cavalli a Piacenza e il motivo che portò alla scelta dello scultore toscano. Non solo, la rassegna ha promosso la conoscenza dell’arte barocca e del contesto storico-artistico di Piacenza nel XVII secolo. All’evento è stato dedicato un catalogo (“Piacenza e i suoi cavalli, Francesco Mochi e il genio equestre 1625-2025, stampa Kréati) a cura di Antonio Iommelli, conclude la nota della Banca di Piacenza.

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