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Il nano-satellite di Alessandro Fanni (CShark) manda in orbita Piacenza

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Alessandro Fanni con il Pilot-1

Alessandro Fanni ha solo 28 anni, ma chiamarlo scienziato non è assolutamente un azzardo. Ieri Piacenza ha scoperto tutto il genio di questo suo concittadino in un’anteprima ufficiale presso la Sala convegni di Confindustria dove è stato presentato il Pilot-1. Si tratta del nano-satellite progettato e realizzato da CShark, la start up di cui Fanni è il chief executive officer.

In orbita a gennaio

Alla conferenza stampa erano presenti i rappresentanti di Associazione Asimof, Microchip e dell’Istituto nazionale di fisica nucleare. Il primo lancio del nano-satellite made in Piacenza avverrà il prossimo 10 gennaio, grazie al razzo vettore Falcon-9 di Space-X. Il Pilot-1 è soltanto il primo di una serie di altri nano-satelliti che sarà messa in orbita per costituire in breve tempo una vera e propria costellazione di dispositivi orbitanti intorno alla Terra.

Innumerevoli applicazioni

I nano-satelliti, realizzati anche con le importanti collaborazioni di Microchip, Asimof, Ono e Black-Iot, saranno posizionati nella termosfera. E saranno in grado di dialogare con sensori collocati sulla Terra. Consentiranno così la raccolta di big-data che saranno utilizzati per la realizzazione di innumerevoli applicazioni in tutti i campi: Smart City; Smart Farming; Smart Energy; Smart Landing; Security; Healthcare; Smart Building. E naturalmente anche nell’aerospazio e telecomunicazioni, meccatronica ed automazioni.

Obiettivo telecontrollo

In pratica, ha spiegato Fanni davanti a una platea composta anche dagli allievi dell’Isii Marconi cittadino, dove il giovane leader di CShark ha studiato, i nano-satelliti “permetteranno di interconnettere il nostro ambiente di sviluppo che si chiama Pongo; ovvero l’intelligenza artificiale che abbiamo sviluppato e che ha vinto il riconoscimento MilanoFinanza nel 2019″. In tal modo “potremo collegarci a tutto l’hardware compatibile, rappresentato prima di tutto dai cosiddetti nodi fisici. E cioè i sensori che saranno dislocati a terra”. In pratica, “potremo quindi far dialogare tutto in maniera bidirezionale, realizzando così il telecontrollo”.

Piacenza e un futuro hi-tech

Lo sviluppo tecnologico di questo sistema integrato, ha concluso Fanni, “ci ha permesso di mettere insieme tutte le forze di eccellenza del territorio piacentino, come meccanica, design, elettronica e informatica”. Un mix vincente, che nell’hi-tech grazie a menti del genere apre nuove prospettive per la nostra economia.

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