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La nuova Piazza Cittadella? Un progetto senz’anima, ecco perché non va giù a tanti piacentini

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Piazza Cittadella: il nuovo progetto presentato dallo studio internazionale Arcadis e sposato dal Comune di Piacenza sta facendo discutere animatamente la città. I social sono lo specchio di questo dibattito. E ahimè, per il sindaco Pd Katia Tarasconi e la sua Giunta sono dolori. La piazza di fronte a Palazzo Farnese non piace a tanti, tantissimi piacentini. Perché? Semplice: è una piazza senz’anima. Lo stesso progetto potrebbe essere proposto ovunque. A Forlì, a Taranto, o nella periferia di Torino…

In sostanza non c’è nessun riferimento al genius loci. Manca cioè l’integrazione con l’anima, l’identità unica e l’atmosfera irripetibile del luogo che il progetto deve valorizzare. L’urbanistica per alcuni è una scienza, ma soprattutto è un’arte a 360 gradi, basata sulla storia, la contemporaneità e dev’essere capace di lanciare uno sguardo al futuro.

Detto in parole povere: il progetto di Arcadis – figlio di un percorso partecipativo che a dire il vero ha visto una minima presenza di cittadini – non affascina e non colpisce. È piatto e senza spunti creativi. L’urbanistica e l’architettura, seppur molto spesso incanalate da una serie di vincoli anche burocratici, sono ancora una delle massime espressioni della creatività umana. E a dire il vero in questo progetto di Piazza Cittadella di creatività se ne vede ben poca. Non si pretendeva un colpo di genio da archistar, ma qualcosa che colpisse l’immaginazione collettiva almeno sì. Qui invece non c’è nulla che accenda la miccia.

Dialogare col genius loci poteva aiutare eccome. Un esempio? A meno di 700 metri da Piazza Cittadella scorre il fiume più importante d’Italia. Ma in questo progetto pensato in una città sul Po di acqua in giro non se ne vede. Di una fontana, banale che sia, nemmeno l’ombra. I materiali? Ghiaia, laterizi e nient’altro, in una spianata desolata. Nulla di quel che serve per fare di una piazza un salotto. Il verde? C’è e ci mancherebbe altro, coi tempi bollenti che corrono. Peccato che la “foresta urbana”, com’è stata definita, sia emarginata soprattutto su un lato, quasi a mo’ di riempitivo, quando invece, per esempio, avrebbe potuto punteggiare almeno un percorso ombreggiato a segnare il cannocchiale tra Palazzo Farnese e Piazza Cavalli.

E dire che qualcuno ad aprile aveva lanciato la sua provocazione. Stiamo parlando dell’idea proposta dall’architetto Franz Bergonzi (sotto l’articolo di Piacenza Diario che l’ha presentato), con tanto di fontana lineare (il fiume che scorre…) e un monumento dedicato al Fegato etrusco, gioiello conservato a Palazzo Farnese.

Poi chissà cosa sarebbe potuto uscire da un’altro concorso, come quello del 2004, per ideare la nuova Piazza Cittadella. Piacenza lo meritava. Oltretutto come risarcimento dopo quanto di disastroso è successo in questo spazio della città, a causa del progetto del parcheggio interrato. Come lo meritava lo straordinario Palazzo Farnese. Uno dei tre al mondo che porta questo nome, insieme a quello capitolino e a quello di Caprarola. Ma a Piacenza pare proprio che non sarà così. Buona Piazza a tutti.


Il Fegato etrusco al centro di Piazza Cittadella. Un’idea di Franz Bergonzi

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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