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Nuovo corso di medicina, studenti nei guai: Piacenza non fa rima con accoglienza

La Sala degli Arazzi del Collegio Alberoni di Piacenza

Corso di medicina a Piacenza: se il buongiorno si vede dal mattino non siamo messi bene. Ricordate? Annunci altisonanti, impegno di tutti a dare il meglio per lanciare questo corso di laurea prestigioso e ricercato, perché tenuto in lingua inglese come avviene solo in un’altra dozzina di casi nelle università di tutto il Paese. Un’offerta da 100 posti l’anno a numero chiuso per un totale a pieno regime di 600 studenti non solo italiani ma provenienti da tutto il mondo.

Amministrazione comunale, Azienda sanitaria, Regione e naturalmente Università di Parma, erano tutte in prima linea per lanciare questa nuova e grande opportunità per Piacenza. Così, la corsa contro il tempo, iniziata giusto un anno fa, ha portato al completamento dell’iter per aprire le lezioni ai primi cento studenti nei giorni scorsi, con grande soddisfazione di tutti gli enti coinvolti.

Ospitalità assente

Qui però cominciano i problemi. Perché pare che nessuno si sia preoccupato dell’accoglienza e dell’ospitalità per questi studenti. E molti allievi che hanno iniziato le lezioni nel Sala degli Arazzi del Collegio Alberoni, sede provvisoria del primo anno, sarebbero già in crisi perché non riescono a trovare un alloggio in città.

Chi risiede nei dintorni fa il pendolare. Ma chi arriva da altre parti d’Italia o addirittura dall’estero per ora sarebbe costretto a stare in albergo a prezzi di mercato. Spolpando da subito le risorse che ha a disposizione, con spese ben superiori a quelle previste. Stesso discorso per il vitto: sembra che non sia stata attivata nessuna convenzione per gli studenti di medicina.

Qualche domanda

Possibile che nessuno abbia pensato ad affrontare per tempo questi problemi? Oltretutto confrontandosi con numeri limitati per una città di 100mila abitanti, dove sono già presenti due sedi universitarie come Cattolica e Politecnico? Chi si doveva e si deve occupare dell’accoglienza degli studenti di medicina?

Se a queste domande si aggiunge che a tutt’oggi restano top secret le cifre investite nel corso di laurea da parte di Regione, Comune, Ausl e Università di Parma, perché nessuno finora le ha mai rese pubbliche, viene il sospetto che le voci vitto e alloggio convenzionati o agevolati non siano nemmeno state prese in esame dal budget. A maggior ragione se oggi gli studenti si trovano a vivere queste difficoltà.

Effetto boomerang

Si tratta di un danno d’immagine e di una disorganizzazione che potrebbero lasciare strascichi non da poco; perché senza una soluzione veloce a questi problemi, molti studenti che non navigano nell’oro potrebbero gettare la spugna. Come ricorda anche il quotidiano Libertà, pare oltretutto che non siano previste lezioni online; e solo in alcuni casi le stesse vengano registrate con la possibilità di rivederle anche in un secondo tempo da casa.

Non c’è che dire, Piacenza e le istituzioni coinvolte non stanno facendo una gran bella figura con questi cento ragazzi e con le loro famiglie. Speriamo solo che adesso qualcuno si metta seriamente a dargli una mano per ripartire col piede giusto ed evitare altri danni da questa brutta pubblicità.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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