Nuovo ospedale di Piacenza: i commenti alla seduta dell’ultimo Consiglio comunale di ieri l’altro proseguono senza sosta. A palazzo Mercanti era il giorno dell’audizione della direttrice generale dell’Ausl, Paola Bardasi, e dell’architetto di Policreo, Sergio Beccarelli, che dovevano illustrare il nuovo progetto. Soprattutto in rapporto allo spostamento dell’opera dall’Area 6 (Farnesiana), fuori dal perimetro della tangenziale, all’Area 5 (Podere Cascine), poco più a ovest, ma all’interno della cintura viaria.
Scelta politica
La disquisizione tecnica ha evidenziato i vantaggi dell’adattamento nell’Area 5 del progetto inizialmente pensato per l’Area 6; e poi ha innescato le valutazioni politiche dei consiglieri comunali, favorevoli e contrari, che hanno preso il sopravvento. E di scelta politica, per tagliare la testa al toro, ha parlato il sindaco Katia Tarasconi nel suo intervento. Per lei, e si suppone per tutta la sua compagine, giunta e maggioranza, la scelta politica giusta è costruire il nuovo ospedale sull’Area 5; quindi all’interno della tangenziale, che secondo il sindaco deve limitare tutta la futura edificazione cittadina. Nessun dubbio rispetto all’esistenza ai confini della zona del nuovo ospedale di aree residenziali. Quegli oltre 200mila metri quadrati, oggi adibiti comunque a coltivazioni agricole, sono il luogo prescelto.
Gambe in spalla
Giusto o sbagliato? Non vogliamo entrare nel merito della decisione che porta il nuovo ospedale dalla Farnesiana al Podere Cascine. Di fatto però, come hanno sottolineato i consiglieri di minoranza a più voci, oggi l’ubicazione del nuovo ospedale è ancora l’Area 6, approvata da una delibera del Consiglio comunale in epoca Barbieri, dopo pubblicazione, osservazioni, controdeduzioni e via libera finale dell’aula di palazzo Mercanti.
Se le cose stanno così, allora serve quanto prima che questa scelta politica che cambia tutto venga messa nero su bianco dal centrosinistra al governo della città. Per dare subito il via al nuovo iter, che non durerà meno di qualche mese. Da lì i tempi tecnici per la realizzazione indicati da Bardasi sono di sette anni e mezzo. Con un costo stimato di 309 milioni di euro. I fondi, ha assicurato la direttrice dell’Ausl, ci sono e la disponibilità sarà confermata a fine anno dalla Regione Emilia-Romagna.
Eliporto e tangenziale
In sostanza: adesso non c’è più tempo da perdere (il nuovo ospedale era stato annunciato nel 2015…), mentre vanno trovate le soluzioni per rendere quest’opera il nosocomio provinciale di cui da sempre si parla. E allora, oltre a insediare l’eliporto, una lacuna improponibile per un ospedale che si vuole all’avanguardia, forse servirà avviare una seria riflessione sugli accessi di chi proprio dalla provincia arriva; accessi che andrebbero agevolati al massimo anche per le ambulanze, senza dover entrare nella rete stradale cittadina (da corso Europa e via Farnesiana). Anche per evitare che altro traffico vada a gravare sulle abitazioni dei residenti che si troveranno domani a due passi dall’ospedale; e che già oggi in centinaia contestano questo cambio di rotta dell’Amministrazione Tarasconi.
Quindi, la soluzione potrebbe essere una nuova uscita “Ospedale” sulla tangenziale, che colleghi direttamente ai parcheggi del nosocomio chi proviene dalla provincia e dalle autostrade; una porta sul territorio che a suo tempo era stato uno dei cavalli di battaglia di chi voleva il nuovo ospedale esterno alla tangenziale. Insomma, anche per l’Area 5, con fior di tecnici a disposizione, si può mettere in pratica l’assunto “politico” che il nuovo ospedale sia davvero provinciale, cioè di tutti i 286mila piacentini e non solo dei 102mila cittadini del capoluogo.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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