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Parco della Pertite: a Piacenza tutti insieme appassionatamente, ma diciamoci la verità…

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Parco della Pertite: tutti insieme appassionatamente. Dopo una precedente seduta burrascosa, ieri il Consiglio comunale di Piacenza ha votato all’unanimità un emendamento al Piano urbanistico generale che sancisce la destinazione dell’area a verde pubblico, cancellando le potenziali ambiguità edificatorie paventate da ambientalisti e minoranze. Ma andiamo con ordine, facendo alcune considerazioni, magari fuori dal coro, su questa annosa vicenda che coinvolge un sito militare di quasi 270mila metri quadrati tra via Primo Maggio, via Stradella e via Emilia Pavese.

Elezioni alle porte

Per prima cosa viene da chiedersi come sarebbe andata la seduta se non mancassero pochi mesi alle elezioni comunali. Perché il clima da amorosi intenti respirato a Palazzo Mercanti, da destra a sinistra, indubbiamente fa il paio con una captatio benevolentiae che strizza l’occhio a chi si è speso in modo encomiabile per questo obiettivo. Stiamo parlando del Comitato della Pertite e di Legambiente, protagoniste delle osservazioni al Pug da cui è scaturito l’emendamento, delle altre associazioni e dei cittadini che credono in questo sogno e nel 2027 andranno alle urne.

Stop alle permute

In secondo luogo, le condivisibili motivazioni di principio – dai temi ambientali ai cambiamenti climatici – che hanno spinto al voto bulgaro, unanime e bipartisan dei consiglieri comunali di maggioranza e opposizione rischiano di sciogliersi come neve al sole rispetto a quanto sta succedendo nel mondo, con l’Italia che si prepara ad affrontare nuovi importanti investimenti nel settore della Difesa.

Soltanto una settimana fa, per esempio, il Corriere dell’Alto Adige, ha annunciato lo stop a sorpresa delle permute tra Stato e Provincia autonoma di caserme e aree militari, dando voce alle dichiarazioni del capo di stato maggiore dell’Esercito, il generale di corpo d’armata Carmine Masiello: «I nuovi scenari di crisi internazionali e geopolitici hanno posto un ripensamento al Governo e un temporaneo congelamento al trasferimento di ulteriori siti militari alle amministrazioni pubbliche in tutta Italia». E Piacenza naturalmente non farà eccezione.

Chi pagherà il conto?

Terzo punto: mettiamo pure che prima o poi la situazione si sblocchi e la Difesa ceda l’area al Comune di Piacenza per trasformare la Pertite in un parco pubblico. Chi pagherà il conto della sua trasformazione? Il consigliere dei Liberali Piacentini, Filiberto Putzu, tra qualche smorfia dei colleghi – e seppur votando a favore dell’emendamento – ha ricordato con apprensione: «Il parco costa una cifra, c’è la bonifica del terreno, il recupero a uso pubblico di capannoni con l’amianto, poi bisogna fare il prato, il giardino, le piantumazioni». Senza dimenticare, ci permettiamo di aggiungere, che domani questa enorme area pubblica andrà manutenuta e controllata sotto il profilo della sicurezza per evitare che possa trasformarsi in un nuovo boschetto della droga, come quello tristemente noto di Rogoredo.

Il libro dei sogni

A sfogliare di nuovo il libro dei sogni, ci ha pensato il capogruppo del Pd Boris Infantino: «Condivido alcune delle preoccupazioni di Putzu, ma è già molto affermare la volontà trasversale che la Pertite un giorno dovrà essere un parco». In sintonia dall’opposizione di sinistra Luigi Rabuffi di Alternativa per Piacenza: «I passi si fanno uno alla volta», sottolineando che il voto unanime dell’Aula «è una garanzia per il futuro». Mentre Patrizia Barbieri dal centrodestra (Lista Barbieri-Liberi) ha rivendicato «il coraggio della coerenza» che ha innescato «il ravvedimento operoso della maggioranza». Addirittura di «scelta di alto profilo istituzionale» ha parlato invece l’assessore Christian Fiazza, che ha tirato le fila dell’accordo, ringraziando il centrodestra «per il senso di responsabilità dimostrato, accettando di ritirare l’emendamento originario. La destinazione a verde ora è inequivocabile».

Ci fermiamo qui nel raccontare questa nuova pagina politica scritta a Palazzo Mercanti e dedicata al parco della Pertite. Un giorno da ricordare. Se non altro perché, parafrasando Antonio Gramsci, ieri a Piacenza ha prevalso l’ottimismo della volontà rispetto al pessimismo della ragione…

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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