Opinioni

Patrizia Barbieri e le manifestazioni Si Cobas: caro Sindaco, così non va

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La manifestazione Si Cobas davanti al Tribunale di Piacenza e nel riquadro il sindaco Patrizia Barbieri
Egregio Sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri, siamo in zona rossa, con tutte le prescrizioni e le limitazioni che Lei ben conosce. Stiamo attenti a lavarci le mani, ad indossare la mascherina anche sul naso, ad evitare gli assembramenti..

Ma oggi
evitare gli assembramenti non è stato possibile. Perché stamani tutti gli avvocati, i giudici, i periti, gli imputati, i testimoni, i cancellieri che dovevano per lavoro entrare in tribunale sono stati costretti a fendere una folla di almeno 150 manifestanti racchiusi nello stretto perimetro di via Giordano Bruno, via Gregorio X, via del Consiglio.

Tutti
o quasi erano muniti di mascherina, per carità, ma il distanziamento sociale non era neppure una pia illusione: era completamente azzerato. Da quanto apprendo non è la prima volta: è capitato sul Pubblico Passeggio qualche giorno fa ed è capitato anche ieri, sempre davanti al Tribunale.

Come mai?
Perché erano rappresentanti e lavoratori dei Cobas che protestavano per l’arresto di due loro sindacalisti, che nelle stesse ore stavano subendo l’interrogatorio di garanzia.
Lei dirà, signor Sindaco, e io cosa c’entro? Io ho appena dichiarato a gran voce alla stampa che “l’autorizzazione alle manifestazioni non è di competenza del Sindaco”, anzi, testualmente: “voglio ricordare che tali manifestazioni vengono autorizzate da altre autorità dello Stato e che non è prevista alcuna competenza del Sindaco al riguardo”.

Voglio
crederle. Ma, a questo punto, signor Sindaco, Le voglio anche ricordare che sul sito del Suo Comune c’è questa pagina, con data ultima modifica 09/03/2021, dal titolo “Informazioni utili per chi organizza un evento.
Procedure utili per l’organizzazione in piena regola di una manifestazione di pubblico intrattenimento (feste popolari, rionali, piccoli trattenimenti, raduni)”.

Oltretutto
, cliccando alla voce “agibilità temporanea di manifestazioni all’aperto” troviamo quanto segue:
“Licenza di agibilità per manifestazioni temporanee all’aperto
MODALITÀ DI RICHIESTA:
è necessario inoltrare una domanda indirizzata al Sindaco, in bollo, da presentare all’Ufficio Protocollo Generale almeno 30 giorni prima della data prevista per la manifestazione, con allegata la documentazione sotto indicata”.
DOCUMENTAZIONE:
  • – n. 2 planimetrie in scala opportuna con indicazione e dimensionamento delle uscite di sicurezza, delle attrezzature che verranno allestite (palco, stands, tribune, coperture, pannellature, )
  • – proprietà / disponibilità dell’area
  • – certificazione di conformità alla L. n. 46/90 dell’impianto elettrico e luci di emergenza
  • – collaudo dell’impianto elettrico e luci di emergenza redatto e firmato da un tecnico abilitato
  • – collaudo statico delle strutture montate (palco, stands, tribune,) redatto da tecnico abilitato
  • – certificazione di ignifugazione di arredi quali sedie, tavoli, pannelli
  • – dichiarazione di corretto montaggio delle strutture (da effettuarsi quando queste sono state installate).
Normativa:
DPR 24/07/1977 n° 616 in attuazione della delega di cui all’art. 1 legge 22/07/1975 n° 382; Art. 80 del TULPS e D.P.R. 28/05/01 n. 311″.

Due pesi
e due misure? Certamente, se i Cobas Le avessero chiesto di poter manifestare, anche senza allegare i collaudi statici o le certificazioni di ignifugazione e neppure (immagino) le n. 2 planimetrie in scala opportuna, Lei avrebbe negato l’autorizzazione sulla base del fatto che siamo in zona rossa.

Preciso
che il Suo non è l’unico Comune che prevede l’autorizzazione del Sindaco per qualunque manifestazione: il web è pieno di moduli dei Comuni, da Parma a Latronico, da Trissino a Castelfranco Emilia per ottenere l’autorizzazione a manifestare.

Poi
è vero che ci vuole l’autorizzazione anche del Questore (“altre autorità dello Stato” le chiama Lei, ma non credo che il direttore del Catasto o dell’Agenzia delle Entrate possano metterci lingua) che ne deve valutare l’opportunità o il possibile rischio.

Ma
il Pubblico Passeggio è il Suo. Come sono Sue via Gregorio X e via Giordano Bruno. Se io metto un tavolino in mezzo a Largo Battisti arriva al volo una pattuglia della polizia municipale. O no?
Lei potrebbe rispondere che le manifestazioni sindacali non necessitano di autorizzazione.

Tuttavia
, vorrei seguirla ancora, ritenere che Lei ha ragione e che io mi incaponisco inutilmente. Anche ammesso che Lei non abbia alcun potere di autorizzare alcunché, quando per due volte quasi consecutive vede una violazione così palese del sacrosanto divieto di assembramento… non dice nulla davanti alla terza, almeno per quanto le compete come autorità sanitaria? Non alza il telefono chiedendo al Questore di disperdere la folla? Neppure quello Le compete?

Non
sono tra coloro che si lamentano dei divieti; ma se le immagina le facce dei baristi della zona, che da mesi devono tenere lontani i pochi clienti per evitare multe? E noi che per prendere un caffè dobbiamo fare acrobazie per evitare di scottarci mentre, a pochi metri, una folla non esagerata ma estremamente compatta gridava slogan?

Legittimo
manifestare, costituzionalmente garantito. Infatti per la manifestazione del Faxall non abbiamo protestato. Era sabato. Non era zona rossa. Non si lavorava. Chi non voleva vederla passava da un’altra parte. Ma le immagini davanti al Tribunale di ieri e oggi contrastano talmente con tutti i Suoi proclami, appelli e sollecitazioni che non abbiamo resistito a prendere la penna. Signor Sindaco, così non va!
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Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

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