Economia

Piacenza Expo: scintille sui compensi e nebbia fitta sui fornitori dell’ente fiera

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Piacenza Expo: nuova puntata della saga dedicata all’ente fieristico di Le Mose. L’occasione è stato l’ultimo Consiglio comunale di ieri, dove si è parlato delle società partecipate da palazzo Mercanti. Stavolta il presidente del Cda Giuseppe Cavalli è salito agli onori dell’aula per l’aumento del suo compenso annuo, passato da 20mila euro lordi a 22mila (+10%); un incremento dell’indennità evidenziato dai consiglieri d’opposizione Jonathan Papamarenghi e Massimo Trespidi (entrambi della Lista Barbieri sindaco-Liberi), e deciso dall’ultima assemblea dei soci di Piacenza Expo (il Comune ha in portafoglio oltre il 50% delle azioni della Spa).

L’aumento del gettone però era sfuggito ai più. Tanto che nemmeno il sindaco Katia Tarasconi ne era al corrente (“Impossibile!”, ha detto in aula), con il vicesindaco Marco Perini con delega alle partecipate che è corso ai ripari, prendendosi la responsabilità del disguido informativo. E con le scintille alimentate non tanto dalla cifra ma dalla questione di principio, visti i conti di Piacenza Expo che ha chiuso l’ultimo bilancio in rosso per oltre 445mila euro, con una segnalazione della perdita di esercizio anche da parte della Corte dei Conti regionale.

Il caso fornitori

A palazzo Mercanti poi è emerso un altro problema relativo alla gestione dell’ente fiera. In aula si è aggiunta la voce di Filiberto Putzu (Liberali piacentini), che ha sottolineato di aver richiesto da tempo, come fatto da Trespidi, un accesso agli atti per conoscere la lista dei fornitori di servizi e dei relativi importi loro pagati da Piacenza Expo. Dati non di poco conto, poiché questa voce a bilancio, su cui si chiedono chiarimenti, da sola ha pesato per oltre 1,27 milioni di euro, su un valore della produzione che supera di poco 1,82 milioni.

Numeri… top secret

Che cosa hanno lamentato i consiglieri d’opposizione? Di aver ricevuto con grande ritardo solo la lista dei fornitori di servizi, pare una settantina, ma non gli importi liquidati e il relativo peso percentuale sui costi sostenuti da Piacenza Expo. Anche qui le giustificazioni non hanno celato un certo imbarazzo. Pare siano dati così sensibili, che non girerà documentazione. Ai consiglieri sarà possibile visionare gli importi solo nella sede di Piacenza Expo, impegnandosi poi a non divulgarne i contenuti, naturalmente e soprattutto alla stampa.

Qualche domanda

Avete capito bene: si tratta di dati pressoché secretati. E stiamo parlando di una società fieristica a controllo pubblico e non di un produttore di beni strategico-militari… Per quanto riguarda i fornitori di servizi, come ama ribadire il presidente Cavalli, non stiamo parlando della “portaerei economica del territorio”, che lo arricchisce con le sue attività? Quindi tutto dovrebbe essere palese, a partire dall’indotto coinvolto al servizio degli eventi fieristici.

Invece no, dalle parti di Le Mose si naviga in una fitta nebbia. Così, come quando la toppa è peggio del buco, l’atteggiamento a copertura di queste informazioni non può che generare qualche legittima perplessità. Tanto per capirci: quali sono i servizi che pesano di più sul bilancio dell’ente fiera? Come vengono selezionati i fornitori? Chi sono quelli principali e quanto incassano da Piacenza Expo?

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

1 commento

  1. […] Periodo sempre più complicato per Piacenza Expo e per il suo presidente Giuseppe Cavalli finiti sotto i riflettori della politica. Ieri l’ente fiera piacentino è stato al centro del consiglio comunale durante il quale è emerso che Cavalli, nonostante le performance di bilancio non proprio brillanti della società che amministra (a società ha chiuso i conti in rosso per oltre 445mila euro) ha visto lievitare il suo compenso da 20mila euro lordi a 22mila (+10%), un incremento di cui lo stesso sindaco Katia Tarasconi ha ammesso di non sapere nulla (nonostante il comune controlli il 50% di Expo) come racconta Il Mio Giornale.net. […]

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