“Oltre le nuvole”: in un’epoca segnata da rigidi confini e drammi terreni, c’è un elemento naturale che sfugge (ancora) a ogni controllo. Che muta forma e ci invita ad alzare lo sguardo. A questo simbolo XNL Piacenza, il Centro d’arte contemporanea, cinema, teatro e musica della Fondazione di Piacenza e Vigevano, dedica il suo nuovo e ambizioso progetto dal budget indicativo di circa 300mila euro.
Un racconto polifonico
La mostra “Oltre le nuvole. Beyond the Clouds” apre i battenti oggi e sarà visitabile fino al 5 luglio (dal martedì alla domenica, con biglietto intero a 8 euro e agevolazioni per giovani e scuole). Come emerge dalla nota degli organizzatori, l’esposizione è un racconto polifonico e multidisciplinare curato da Chiara Gatti, Paola Pedrazzini e Gianmarco Romiti, con la partecipazione del collettivo Storyville.
Ispirandosi alla “Trilogia della pianura” dello scrittore statunitense Kent Haruf, il progetto trasforma gli spazi di Palazzo XNL in un unico paesaggio sensoriale, esplorando l’immaginario del cielo attraverso arti visive, sonorità e innesti drammaturgici. Il tutto con un allestimento su due livelli, curato da Massimo Ferrari, Claudia Tinazzi e Annalucia D’Erchia del Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito del Politecnico di Milano.
Prospettiva condivisa
«Che forma hanno, oggi, le nuvole?”, si chiede la sindaca Pd di Piacenza, Katia Tarasconi, riflettendo su come il cielo sia l’antitesi di una terra divisa da confini e conflitti, e rappresenti una libertà immensa che ci accomuna tutti». Le fa eco Roberto Reggi, presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, che ribadisce la vocazione di XNL quale «centro vivo di ricerca e di contaminazione”, invitando il pubblico a vivere la mostra “con gli occhi capaci dello stupore dei bambini che guardano il cielo».
Dal 700 al contemporaneo
Il percorso espositivo, curato da Chiara Gatti al primo piano dell’edificio, si affida allo sguardo di 20 artisti contemporanei posti in un dialogo ideale con figure chiave dell’arte antica e moderna. L’intento, come spiega la curatrice, è varcare «luoghi liminali, spazi di trasformazione», proponendo la nuvola non come fuga, ma come «prospettiva altra e possibile» capace di trascendere le nubi della guerra del nostro presente.
Il visitatore fluttua in uno spazio che mescola pittura, fotografia e installazioni site-specific. Il viaggio parte idealmente dalle origini della pittura di veduta con un paesaggio perturbato settecentesco di Marco Ricci, per arrivare alle nuvole di fibra di vetro di Piero Manzoni, al “Cielo anemico” di Mario Schifano, fino ai cieli sopra New York fotografati da Alfred Stieglitz nel 1929. Si incontrano tra l’altro le sculture al neon di Laura Grisi (“Sunset Light”), il canyon di schiuma di David Medalla e le teche museali di Leandro Erlich, capaci di catturare nuvole illusorie.
A completare l’aspetto visivo interviene il collettivo Storyville con due installazioni video. “Beyond” estrapola le nuvole da celebri capolavori cinematografici (da Fellini a Kurosawa, da Pasolini ad Angelopoulos), trasformandole da mero sfondo a spazio di proiezione immaginativa; “Atlas Of Clauds”, invece, anima antiche tavole meteorologiche ottocentesche, mettendo in scena la tensione umana tra il desiderio scientifico di classificare il cielo e la sua natura sfuggente.
L’esperienza musicale
Al piano terra di Palazzo XNL, la riflessione sul cielo si smaterializza diventando vibrazione. Gianmarco Romiti cura un’installazione audio sperimentale firmata dal compositore S.Ali Hosseini, sviluppata con il Dipartimento di Nuovi Linguaggi del Conservatorio di Piacenza.
Il suono accoglie il visitatore fin dall’ingresso in modo discreto, per poi guidarlo, attraverso variazioni di densità e risonanza, verso il fulcro dell’opera. Qui, in un ambiente essenziale, un sistema multicanale composto da 16.2 diffusori avvolge il pubblico in un campo immersivo focalizzato. Come sottolinea Romiti, in questo spazio il suono «non si limita a accompagnare la visione, ma diventa esso stesso materiale narrativo», evocando la leggerezza e la potenza del cielo.
Echi letterari e identità
La dimensione performativa, sotto la direzione artistica di Paola Pedrazzini , permea XNL in due modalità distinte ma complementari. Lungo il percorso espositivo, il pubblico è accompagnato da «innesti drammaturgici» diffusi nello spazio. Le voci di giovani attori formatisi alla Bottega XNL (Giuseppe Benvegna, Federica Carra, Fabrizio Costella, Anna Manella) sussurrano frammenti letterari sulle nuvole, spaziando dal celebre coro della commedia di Aristofane, passando per la disgregazione interiore di “Re Lear” di Shakespeare, fino alle visioni di Pirandello e Beckett.
A questa dimensione diffusa si affianca il trittico teatrale “Delle nuvole o dell’identità”, ospitato al secondo piano. La curatrice Pedrazzini paragona la mutevolezza delle nuvole, modellate da forze invisibili, alla natura instabile dell’identità umana. La rassegna, a ingresso gratuito, si è già aperta il 21 marzo con “Autoritratto” di Davide Enia (vincitore di due Premi Ubu 2025), un viaggio intimo nella memoria della Palermo delle stragi del 1992.
I prossimi appuntamenti vedranno in scena giovedì 16 aprile Mario Perrotta (anch’egli premiato da un Ubu 2025) con “Nel blu”, uno spettacolo dedicato alla figura e alla travolgente felicità di Domenico Modugno; chiuderà il ciclo il 6 maggio il regista argentino César Brie con “Re Lear è morto a Mosca”, una creazione che rievoca la tragica storia del Teatro ebraico di Mosca perseguitato da Stalin.
Un’arte senza barriere
“Oltre le nuvole” ha anche una natura inclusiva. L’accessibilità è un «principio curatoriale», come evidenziato dagli organizzatori. Grazie alla stretta collaborazione con l’Unione dei Ciechi e degli Ipovedenti di Piacenza e il suo presidente Filippo Siciliano, la mostra è fruibile a 360 gradi.
Le opere sono dotate di descrizioni audio attivabili via QR Code, mentre alcuni capolavori chiave sono stati trasformati in esperienze tattili: il paesaggio settecentesco di Marco Ricci vanta una riproduzione esplorabile con le dita, e una scultura di Gabriele Picco è stata stampata in 3D per permetterne la fruizione plastica. Iniziative a cui si aggiunge infine un ricco programma di “XNL Education” (a cura di Enrica Carini) per le scuole, con laboratori gratuiti per creare “cataloghi immaginari” e manipolare la materia.







