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A Piacenza i Liberali attaccano sul centro storico e a Mantova parte lo Smart Parking (video)

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Un particolare di piazza Cavalli a Piacenza e il castello di San Giorgio a Mantova

Piacenza e Mantova a confronto sui problemi di traffico, parcheggi, centri storici e inquinamento. Partiamo dalla città emiliana, dove la qualità dell’aria è pessima e intanto continua il dibattito sulla crisi del centro storico. A breve saranno i Liberali Piacentini a presentare un piano alternativo alla Giunta del sindaco Patrizia Barbieri. Insoddisfatti delle scelte di Palazzo Mercanti, propongono di rivitalizzare il centro storico attraverso vie di penetrazione a senso unico e parallele, che superino il concetto di isola pedonale chiusa. Il tutto favorito da un sistema di parcheggi (a partire dal riutilizzo di piazza Cittadella) raggiunto da queste vie di penetrazione, che consenta una sosta facilitata e di arrivare agevolmente alle zone pedonalizzate del centro storico. Zone che in tal modo per i Liberali potrebbero addirittura essere ampliate, nell’ottica però di una Piacenza più aperta e non chiusa dai divieti al traffico.

Da Piacenza a Mantova

Nella città del sindaco Mattia Palazzi la qualità dell’aria non è tanto migliore di quella di Piacenza. E Mantova ha deciso di provare ad affrontare il tema dei parcheggi per il centro storico in modo innovativo. Si tratta infatti della prima città italiana a sperimentare lo Smart Parking, un sistema che punta ad abbattere i tempi per trovare un posteggio e i costi della sosta. L’idea è nata nei laboratori mantovani dell’Università di Modena e Reggio, partendo anche dal fatto che in generale il 30% del traffico cittadino è generato dalla ricerca di un parcheggio. E ha trovato alleati di peso. Come A2A, la principale multiutility italiana; Bosch, multinazionale che non ha bisogno di presentazioni; e altre aziende dell’hi-tech come Cellnex.

App e Smart parking

La sperimentazione di Mantova per ora si limita all’accesso al centro storico su corso Vittorio Emanuele II, dove sono in funzione 66 sensori. Lo Smart Parking dovrebbe consentire un taglio del 35% sul tempo impiegato a parcheggiare (in media 20 minuti al giorno per ogni automobilista su 365 giorni). Oltre alla diminuzione dell’inquinamento, il costo dei pedaggi si potrebbe ridurre del 22% (tariffa stimata al minuto).
Il sistema si basa su un’app collegata a una serie di antenne che “dialogano” con sensori collocati in ogni singolo punto di sosta. In tal modo vengono segnalati i posti liberi in tempo reale, agevolando la ricerca degli automobilisti. Poi, sempre sullo smartphone, si calcolano in automatico durata e costo del parcheggio. A breve, il posto potrà essere prenotato, dato che il singolo sensore riconoscerà anche il veicolo in arrivo. E l’incrocio dei dati raccolti dallo Smart Parking permetterà di costruire un algoritmo per mappare le principali direttrici di traffico e le preferenze di sosta.

 

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