Cultura

Piacenza: pro e contro l’area archeologica di Piazza Duomo

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Piacenza: Piazza Duomo diventa un’area archeologica? Secondo il protocollo firmato tra il Sindaco Patrizia Barbieri e il Vescovo, monsignor Gianni Ambrosio, sembra proprio di sì. Ma prima di vedere i pro e contro sulla scelta di Comune e Diocesi serve percorrere la storia del luogo per capirne di più, sapendo già che cosa c’è sotto la piazza.

L’epoca romana

Alla fondazione della colonia (218 a. C.) che darà origine a Piacenza, l’attuale Piazza Duomo era al limite est dell’abitato; le mura repubblicane correvano parallele all’attuale facciata della Cattedrale e del Vescovado, fino alla porta che collegava la città alla via Emilia (sull’angolo dell’attuale via Roma – via Legnano).
Durante gli scavi per posizionare la colonna dell’Immacolata, attorno al 1857, alla quota di circa 2,50 metri sotto il livello del suolo viene scoperto un raffinato pavimento. In mosaico bianco e nero, viene attribuito ad un triclinium (sala da pranzo) di una elegante domus romana.

Alto medioevo

Non tutti gli storici sono concordi nel ritenere Sant’Antonino la prima cattedrale di Piacenza; contro tale ipotesi milita l’argomentazione che nessuna cattedrale era costruita fuori dalla cerchia delle mura. Dunque, a noi appare più probabile che fin dagli inizi della chiesa piacentina, la chiesa Madre sorgesse nello stesso luogo del Duomo attuale. E ciò appare ancora più evidente dalla seconda scoperta sotto l’Immacolata: sono state trovate tracce di due strutture esagonali concentriche che deturpano il mosaico romano. Con buona probabilità si tratta delle fondazioni del battistero che agli inizi non era presente in ogni chiesa come oggi, ma solo nelle pievi, in campagna, e presso la Cattedrale in città. Infine, un diploma dell’imperatore Lodovico II attorno al ‘900 consente al vescovo di modificare l’andamento delle mura cittadine, che da quel momento correranno dietro il Duomo, inglobandolo nella città.

Piacenza comunale

La costruzione del Duomo attuale inizia nel 1122, ma solo perché un terremoto aveva quasi demolito la cattedrale precedente. In quel periodo nella piazza convivono la chiesa di San Giovanni De Domo, il battistero esagonale e la Cattedrale in costruzione. Nella piazza, molto più piccola dell’attuale, si raduna anche l’assemblea del popolo per deliberare, la “platea communis”.

Sotto i Farnese

L’attuale Piazza Duomo porticata si deve a Papa Paolo III Farnese e al suo legato, il cardinal Gambara, autore anche dello stradone Farnese. Il Gambara tra il 1542 e il 1547 fa abbattere l’ormai fatiscente San Giovanni e probabilmente l’ormai inutilizzato battistero. Dall’inizio del governo farnesiano (1545) ad oggi poco è cambiato, se non per il collocamento della colonna dell’Immacolata.

L’esperienza di Cremona

Poco si sa di quanto hanno in mente il vescovo e la prima cittadina. L’obiettivo, spiega una nota sul protocollo d’intesa, è genericamente “di sviluppare, intorno al nuovo sito archeologico, molteplici attività culturali, scientifiche e didattiche”. E la responsabilità gestionale dell’area dovrà essere strettamente collegata a quella del complesso della Cattedrale, garantendo un’adeguata integrazione sul piano dell’offerta turistica.

Se plaudiamo a qualunque iniziativa possa rendere competitiva Piacenza da questo punto di vista, occorre però ricordare ciò che è capitato nella vicina Cremona, dove hanno scoperto e cercato di valorizzare l’area del foro. Non è stato un successo. Purtroppo i vetri che ricoprono l’area spesso sono sporchi e lasciano malamente intravvedere i reperti che non sono poi clamorosi. L’impressione generale è di un certo abbandono e un po’ di trascuratezza. Esperienza che ci auguriamo non si ripeta a Piacenza, magari progettando qualcosa di diverso e perché no d’interrato.
E il mercato?

Piazza Duomo infatti è spesso cornice di manifestazioni e di feste. Ma soprattutto due giorni alla settimana ospita, da secoli, un mercato che è sempre molto affollato. In più, da quanto si dice, l’esagono che circonda la statua dell’Immacolata, al centro della piazza, è in corrispondenza con l’antico battistero. Dunque, per vederlo, occorre spostare o eliminare il monumento.

Riusciranno i nostri eroi a far combaciare tutto? Oppure l’annunciata “riqualificazione” di Piazza Duomo resterà al palo per anni come sta succedendo a Piazza Cittadella? Noi ci auguriamo che vada tutto per il meglio e che nel cuore di Piacenza nasca un progetto innovativo capace di restituire alla città un altro dei suoi tesori.

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Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

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