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Piacenza sceglie il sindaco: Barbieri paladina solitaria o la nuova stagione di Tarasconi?

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Patrizia Barbieri e Katia Tarasconi (foto dai profili Facebook)

Piacenza al ballottaggio. Domenica 26 giugno seggi aperti dalle 7 alle 23. Poi lo spoglio che poco dopo mezzanotte potrebbe già dire chi hanno scelto gli elettori come sindaco della città per i prossimi cinque anni.

In gara il sindaco uscente di centrodestra Patrizia Barbieri (37,7% dei voti al primo turno), che parte con uno svantaggio di poco più di due punti rispetto alla sfidante di centrosinistra Katia Tarasconi (39,9%). Le due contendenti il 12 giugno erano divise da 876 voti.

Due settimane di fuoco

Al primo turno sono seguite due settimane piene di incontri, annunci, promesse, polemiche e duri scontri. Soprattutto nel centrodestra. Con i Liberali-Terzo Polo, la lista di Corrado Sforza Fogliani (8,3%), che non hanno stretto alcuna alleanza con la coalizione a sostegno di Patrizia Barbieri. E in un clima sempre più aspro non hanno dato indicazioni di voto a favore del sindaco uscente, che li ha accusati di favorire l’avversaria.

Così la corsa di Patrizia Barbieri via via si è fatta sempre più personale. Di fatto poco o nessun gioco di squadra con i partiti che la sostengono (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia). Lei candidata “neo civica” al centro di tutto e attorniata da assessori civici. Come dimostrano alcuni nomi della sua futura Giunta (Massimo Trespidi, Mauro Monti e Barbara Mazza), annunciati dopo quello del dottor Luigi Cavanna (per un assessorato alla sanità), tutti a corollario del suo one woman show.

L’avversario è il Pd

Un crescendo della serie Patrizia Barbieri contro tutti. Contro i poteri forti che vogliono prendersi la città. Insomma, per lei non è Katia Tarasconi l’avversario da battere nelle urne. Ma in primis il Partito democratico di cui è consigliere regionale. Tarasconi non conta. Se vincerà, sarà un sindaco in balìa del sistema di potere rappresentato dal Pd. Con in primo piano le personalità che in città l’appoggiano, come il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, Roberto Reggi, (tirato in ballo col Pd dall’onorevole Tommaso Foti di Fratelli d’Italia); o che da fuori decideranno per lei, vedi il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.

Il messaggio, al netto delle critiche su una Giunta uscente che non ha certo brillato, è chiaro. In sintesi: cari piacentini di centrodestra, lasciate alle spalle il passato, dimenticate i nostri errori e le divisioni che vi hanno spinto a votare per la lista Liberali-Terzo Polo. Se Sforza e i suoi non hanno dato indicazioni di voto, non dimenticate mai che il pericolo è massimo e si chiama Pd. Un messaggio che a ben guardare dal centrodestra strizza l’occhio anche agli elettori di Alternativa per Piacenza, che proprio per contrastare il Pd e le sue logiche di potere hanno scelto di candidare l’ex dem Stefano Cugini e su quest’onda si sono portati a casa un bel 10,7% al primo turno.

Le chance della sfidante

E Katia Tarasconi che parte in vantaggio? La mossa dei comunicatori di Patrizia Barbieri diventata all’ultimo una paladina anti-Pd dimostra quanto la consigliera regionale dem sia davvero un’avversaria molto temibile. E non solo per il risultato ottenuto al primo turno. Dal 13 giugno in poi, Tarasconi si è mossa a 360 gradi senza lasciare un palmo di terreno sguarnito. Ha fatto chilometri in città a ritmi forsennati. Cercando altro credito, altri consensi, conscia che per aumentare il suo vantaggio non aveva altre strade da percorrere per aggirare il vero ostacolo da superare e arrivare prima al traguardo di palazzo Mercanti.

Un ostacolo che è lì da sempre. Si chiama Alternativa per Piacenza e non si è mai mosso. Forte del suo risultato, lei non avrà teso la mano nel modo giusto? Magari anche questo è vero, ma alla base di tutto resta una netta e profonda divisione nel mondo del centrosinistra piacentino. Tanto che l’assemblea di ApP, dopo l’incontro di ieri con Tarasconi, se ha decretato mai un voto alla destra, ha annunciato che comunque vada sarà una forza di opposizione, lasciando libertà di coscienza ai suoi elettori.

Testa a testa

Difficile dire come finirà, entrambe possono vincere, anche se i più vedono ancora la Tarasconi in vantaggio. Una conferma di Patrizia Barbieri la farebbe entrare nella storia di Piacenza, primo sindaco di centrodestra a un secondo mandato consecutivo. Katia Tarasconi riporterebbe il centrosinistra al governo della città, dando il via a una nuova stagione senza un passato su cui recriminare, dove la prima sfida sarà dimostrare ai piacentini proprio quell’autonomia decisionale che gli avversari le contestano. Ancora poche ore e sapremo, sperando che alle urne non vinca il partito dell’astensione.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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