Piacenza: sette arresti dei Carabinieri della Compagnia di Fiorenzuola d’Arda, con la collaborazione dei Comandi provinciali di Milano e Modena. Alle prime luci dell’alba del 23 settembre, i militari hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale piacentino, su richiesta della locale Procura della Repubblica. Gli arresti sono scattati per gravi indizi di colpevolezza a vario titolo: reati di spaccio di sostanze stupefacenti, lesioni personali e rapina in concorso. Dei sette destinatari del provvedimento, tre risultavano già detenuti in carcere, uno sottoposto agli arresti domiciliari e tre in stato di libertà.
L’avvio delle indagini
Il provvedimento cautelare, spiega una nota del Comando provinciale di Piacenza, è l’esito di una articolata attività investigativa avviata dal Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Fiorenzuola d’Arda il 25 dicembre 2025: nelle campagne di Caorso, un cittadino nordafricano 40enne, regolare sul territorio nazionale e già noto alle forze di polizia, veniva ritrovato in gravi condizioni dopo essere stato aggredito durante la notte.
L’uomo presentava ferite riconducibili a percosse e accoltellamento che, secondo quanto inizialmente riferito dallo stesso, gli erano state inflitte nel corso di una rapina per sottrargli l’auto e alcuni effetti personali. Gli accertamenti svolti dai Carabinieri hanno invece scoperto una verità ben diversa, facendo emergere fatti riconducibili a una controversia maturata nell’ambito di una compravendita di sostanze stupefacenti. L’attività investigativa ha quindi permesso di individuare due nordafricani, un 32enne e un 27enne, ritenuti gravemente indiziati di aver preso parte all’aggressione e così di ricostruire le ragioni del violento episodio riconducibili, appunto, a un contrasto sorto nell’ambito dello spaccio di stupefacenti.
L’italiano e i 12 nordafricani
Da quell’episodio, i carabinieri di Fiorenzuola sono riusciti a delineare un più ampio contesto di spaccio di sostanze stupefacenti nella bassa Val d’Arda, che avrebbe visto coinvolte complessivamente 13 persone: un 41enne italiano della zona, già noto alle Forze di Polizia, incaricato di verificare la qualità dello stupefacente e di fare da interprete nella gestione degli ordini, e 12 cittadini nordafricani, anch’essi già noti alle Forze di polizia, tra i quali anche i due soggetti ritenuti coinvolti nell’aggressione.
Lo spaccio nella Bassa
Gli appartenenti al gruppo, alcuni dei quali legati anche da vincoli familiari gravitanti nell’area milanese, avrebbero avviato, già a partire dal 2024, una fiorente attività di spaccio di stupefacenti lungo l’asse compreso tra i Comuni di Castelvetro Piacentino e Piacenza, organizzato in diverse zone di spaccio in aree rurali, alcune delle quali contese ad altri gruppi anche attraverso condotte violente. L’esito delle indagini ha consentito di accertare una presenza pressoché quotidiana sulle piazze di spaccio, indicativamente dalle ore 12 alle 22, documentando complessivamente circa 200 episodi di vendita di droga. Gli spostamenti sarebbero stati assicurati mediante autovetture impiegate per accompagnare i pusher nei luoghi destinati all’attività di spaccio e per recuperarli al termine della stessa.
Da Milano a Modena
L’operazione ha richiesto il supporto operativo dei carabinieri dei Comandi provinciali di Milano e Modena, che hanno collaborato con i militari della Compagnia di Fiorenzuola d’Arda nella localizzazione dei soggetti interessati dal provvedimento cautelare. Nel corso dell’attività investigativa, due degli attuali destinatari del provvedimento cautelare sono stati arrestati in flagranza di reato per detenzione di stupefacenti. Nella circostanza, i carabinieri hanno proceduto al sequestro di circa 170 grammi di stupefacenti, tra hashish, eroina e cocaina, oltre alla somma in contanti di 1.200 euro e una roncola con una lama di 30 centimetri.
L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Piacenza e sviluppatasi per diversi mesi, ha consentito così di delineare un quadro indiziario articolato con riguardo al grave episodio di sangue verificatosi nelle campagne di Caorso, nonché di disarticolare un gruppo organizzato dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti nell’area della bassa Val d’Arda, conclude la nota dell’Arma.




