Economia

Piazza Affari e coronavirus: occhi puntati sulla Borsa di Milano

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Piazza Affari ed emergenza coronavirus: occhi puntati sulla Borsa di Milano. Il decreto del premier Conte che ha blindato la Lombardia e 14 Province delle regioni limitrofe a mercati chiusi ha creato uno scenario senza precedenti, proprio con la capitale della finanza italiana nell’occhio del ciclone. E adesso si temono ulteriori crolli dei listini e gli attacchi degli speculatori. Soprattutto quelli dei grandi operatori che potrebbero affossare i listini milanesi con una serie di vendite allo scoperto.

Il rischio di un pesantissimo lunedì nero e di una settimana di passione insomma c’è tutto. Piazza Affari tra l’altro ha già scontato perdite recenti, bruciando 95 miliardi di capitalizzazione a causa del coronavirus. E solo nell’ultima seduta di venerdì scorso ha fatto segnare un calo del 3,4% che ha portato il saldo mensile a un rosso del 15%.

I tweet di Tamburi

A sostenere la necessità di bloccare le contrattazioni a Piazza Affari, Giovanni Tamburi, fondatore di Tamburi Investment Partners. In un tweet dell’account della sua società, il noto banchiere ha scritto: “Speriamo che abbiano l’intelligenza di chiudere (Piazza Affari, ndr) già da domani mattina”. Aggiungendo in un altro post: “Come a New York hanno chiuso i mercati per vari giorni dopo l’11 settembre noi possiamo benissimo, anzi dobbiamo farlo. L’emergenza che sta vivendo l’Italia oggi è ad un livello di eccezionalità mai visto, a parte le guerre”.

Renzi e Villarosa

Anche diversi esponenti politici si sono schierati chi a favore di una sospensione delle attività di Piazza Affari e chi per uno stretto controllo delle contrattazioni. Nella maggioranza di governo, Matteo Renzi ritiene la chiusura di Piazza Affari già da domani una misura necessaria. “Viviamo un momento complicato però se seguiamo le regole dal punto di vista sanitario, se ci facciamo aiutare da chi è esperto nella gestione di crisi di protezione civile e se siamo in grado di mettere in campo tutte le misure necessarie per la nostra economia a cominciare probabilmente domani dal tenere chiusa la Borsa, ce la possiamo fare”, ha detto il leader di Italia viva in un video su Facebook.

Con una nota il sottosegretario all’Economia Alessio Villarosa (5 Stelle) ha spiegato di aver “avviato una interlocuzione con Consob, Banca d’Italia ed il Ministro Gualtieri al fine di predisporre tutte le opportune misure volte a tutelare la stabilità dei mercati finanziari e del risparmio dei cittadini. Ove non fosse possibile sospendere le negoziazioni, ho chiesto di valutare di disporre un divieto generale di vendite allo scoperto. Bisogna tutelare il sistema economico nazionale e bloccare ogni manovra speculativa ai danni dell’Italia e degli Italiani. Serve una risposta forte contro tutti gli attacchi che il nostro Paese ingiustamente sta ricevendo in questi giorni”.

Piazza Affari e centrodestra

Dall’opposizione si sono mossi anche Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Il leader della Lega ha chiesto controlli stringenti che vietino le vendite allo scoperto. “In situazioni come queste a volte in pochissimi guadagnano cifre enormi a danno di tutti; confido che la Consob reprima ogni tipo di abuso con la massima severità”.

La presidente di Fratelli d’Italia ha chiesto di “valutare se sospendere le contrattazioni di Borsa per dare modo di metabolizzare gli ultimi provvedimenti e frenare i comportamenti più irrazionali. Di certo vanno vietate le vendite allo scoperto”.

Il no di Borsa Italiana

Per Borsa Italiana, però, la chiusura di Piazza Affari è da escludere.  Secondo l’amministratore delegato Raffaele Jerusalmi “c’è un panico ingiustificato: le misure adottate dal Governo servono per evitare un sovraccarico dei nostri ospedali e un crollo del sistema sanitario. Questo è tutto”; mentre operativamente Borsa Italiana ha un “business continuity plan”. Per Jerusalmi quindi non c’è motivo di aspettarsi che gli scambi non continuino come al solito; e per lui il mercato italiano è già sceso in proporzione all’impatto del virus.

L’esempio cinese

Sarà, ma Pechino dopo l’esplosione dell’epidemia a Wuhan hanno fatto una scelta diversa e hanno chiuso le Borse per diversi giorni oltre a quelli programmati per il capodanno cinese. Una sospensione salutare, tanto che dopo una riapertura con forti perdite, oggi le piazze di Shanghai e Shenzhen hanno già recuperato, tornando ai livelli di inizio anno.

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