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Piazza Cittadella a Piacenza: perché il sindaco Katia Tarasconi non indice un referendum sul progetto contestato?

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Piazza Cittadella: il progetto elaborato da Arcadis fa discutere sempre di più i piacentini. E sui social cresce il dibattito tra chi lo sostiene e chi lo attacca o propone alternative, come ha fatto di recente la poetessa Bruna Milani dalle colonne di Piacenza Diario. Sul fronte dei fan sono scesi in campo fior di rappresentanti della maggioranza del sindaco Pd Katia Tarasconi, come il consigliere comunale dem Salvatore Scafuto: in un post su Facebook, rivendica la bontà del percorso partecipativo indetto dall’Amministrazione e difende a spada tratta la scelta della Giunta, che ha già lanciato il bando sulla progettazione esecutiva dell’opera.

Peccato per gli assenti qualificati, che invece per ora sembrano eludere il dialogo con i cittadini. Insomma, perché non affrontano la serie di dubbi che pone il progetto Arcadis a tanti piacentini (comprese associazioni come Legambiente) le titolari degli assessorati competenti, Urbanistica e Ambiente? E cioè rispettivamente l’architetto Adriana Fantini e la dottoressa Serena Groppelli? Non toccherebbe a loro sciogliere in primis questi dubbi?

In particolare sulle difficoltà progettuali e manutentive di avere ancora un prato (perché in Piazza Cittadella c’era già…) e qualche albero in più per rinfoltire la “foresta urbana” di 30 piante al posto di una piazza lastricata. Una scelta, quest’ultima, che tra l’altro va in netta controtendenza con quanto succede in altre città italiane, dove sta prendendo piede il cosiddetto depaving, sostenuto da archistar come Mario Cuccinella e Carlo Ratti. Per esempio, a Padova e Genova si tolgono le pavimentazioni di asfalto, cemento e laterizi, lasciando spazio al verde per ridurre il caldo generato dai cambiamenti climatici, partendo dallo stato del suolo.

Al vaglio dei piacentini

Lasciando perdere lo spauracchio della Sovraintendenza richiamato dai fan del progetto Arcadis, quasi che i burocrati che impediscono una soluzione diversa e innovativa fossero solo loro, in campo ci sono altre posizioni politiche. Oltre a quelle che dall’opposizione di centrodestra contestano la nuova Piazza Cittadella, ieri i consiglieri Luigi Rabuffi (Alternativa per Piacenza) e Claudia Gnocchi (Gruppo Misto) hanno lanciato un appello al sindaco Tarasconi, chiedendo di aprire una nuova fase di confronto con la città prima dello sviluppo del progetto esecutivo.

La proposta, ripresa anche da Quotidianopiacenza.online, è di esporre il progetto elaborato da Arcadis a Palazzo Gotico per almeno un mese, invitando i cittadini a visionarlo e a lasciare le proprie osservazioni. I pareri raccolti potrebbero essere messi a disposizione della Giunta Tarasconi per orientare, qualora decidesse di tenerne conto, il successivo lavoro dei progettisti, che punta alla posa della prima pietra della nuova piazza ad aprile 2027.

Sul progetto di Arcadis a suo tempo abbiamo già espresso la nostra opinione negativa (vedi l’articolo sotto). Adesso facciamo un passo in più, proprio perché rispettiamo le idee degli altri: se l’Amministrazione Tarasconi è così convinta della bontà del suo progetto nonostante i pareri opposti di tanti cittadini, perché non lo sottopone a un referendum entro fine anno?

I tempi sono stretti, ma sarebbe una decisione dal grande valore democratico, come dimostra nella storia di Piacenza il precedente del Parco della Pertite. Ci vuole coraggio, ancor più all’avvicinarsi delle elezioni comunali del prossimo anno. Ma comunque vada, a questo punto della vicenda un referendum sul progetto Arcadis riavvicinerebbe l’Amministrazione Tarasconi, da molti ritenuta “decisionista”, a quei piacentini che da Piazza Cittadella in poi la sentono sempre più lontana dai problemi della città.


La nuova Piazza Cittadella? Un progetto senz’anima, ecco perché non va giù a tanti piacentini


 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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