Home Opinioni

Pietro Visconti: il direttore di Libertà apre la sua campagna elettorale da “opinion maker”

pietro-visconti-il-direttore-di-liberta-apre-la-sua-campagna-elettorale-da-opinion-maker

Pietro Visconti: il direttore di Libertà ieri ha firmato un editoriale in prima pagina dedicato alle elezioni comunali di Piacenza dal titolo “Candidati e idee, in questa partita ci sarà del bello”.

Non ci manca più nulla, attacca il direttore dello storico quotidiano piacentino, ricordando il valore della democrazia e l’ultima notizia in ordine di tempo, cioè la discesa in campo di Corrado Sforza Fogliani sotto le insegne dei Liberali-Terzo Polo. Il giornalista prosegue con un taglio che promette un’analisi di ampio respiro, dedicata appunto ai candidati e alle idee chiave che proporranno ai piacentini chiamati al voto il 12 giugno per scegliere il nuovo sindaco della città.

Qualche assente…

Visconti descrive il parterre dei concorrenti, partendo dalle due donne al centro dell’arena elettorale: Patrizia Barbieri, il sindaco uscente del centrodestra, e Katia Tarasconi, la sfidante proposta dalla coalizione di centrosinistra targata Pd. Poi ricorda Stefano Cugini, l’ex capogruppo dem in Consiglio comunale diventato l’alfiere di Alternativa per Piacenza. Dalla concorrenza di Sforza e Cugini, anticipa il direttore di Libertà, Barbieri e Tarasconi si dovranno guardare. Cita infine i due candidati che definisce della frangia No vax/No pass, omettendone però nomi e cognomi (sono Maurizio Botti e Samanta Favari, per onor di cronaca).

Il liberal-sforzismo

Poi Visconti improvvisamente cambia registro rispetto alle promesse del titolo del suo editoriale. E dedica tutto il resto dell’articolo alla novità Sforza. Di questo candidato, il direttore di Libertà disegna un profilo che lascia pochi dubbi su come la pensi in merito alla sua discesa in campo. Dopo aver ricordato gli 83 anni di Sforza, per parlare delle idee di quello che viene definito “avvocato-banchiere-politico” Visconti conia addirittura il termine “liberal-sforzismo”. E sotto questa icona, che già di per sé non lascia presagire benevolenza, si concentra sui punti chiave che a suo dire l’avrebbero spinto a rompere con il centrodestra e a formare la lista Liberali-Terzo Polo.

Niente domande

Via via le opinioni personali del direttore di Libertà (e forse del suo editore) sembrano prendere il sopravvento sul commento e sull’analisi giornalistica, che di per sé comportano certamente il diritto di critica e di fare domande scomode. In ogni passaggio Visconti si premura infatti di controbattere ai contenuti di quello che continua a definire il liberal-sforzismo, cercando di evidenziarne agli occhi dei lettori-elettori gli aspetti negativi.

In camerino

Insomma, il direttore di Libertà entra in camerino, sveste i panni dell’osservatore critico, che fa riflettere chi legge, e indossa quelli dell’opinion maker (chi orienta i giudizi e le scelte dell’opinione pubblica), se non addirittura quelli dell’opinion leader (colui che col proprio prestigio o notorietà, domina, guida o rappresenta l’opinione pubblica).

Prima puntata?

Non c’è che dire, con questo editoriale Pietro Visconti ci ha regalato una nuova versione del giornalismo politico che almeno sulle pagine del blasonato quotidiano di Piacenza non avevamo ancora visto. E ci piace immaginare che questa sia solo la prima puntata di una serie di articoli del direttore di Libertà che ci offra con lo stesso esprit de finesse le sue opinioni (e forse del suo editore) sugli altri candidati sindaco. Sicuri che in par condicio al liberal-sforzismo aggiungerà il social-cuginismo, l’amministrativ-barbierismo e il cuor-tarasconismo.

Website | + posts

Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

Articolo precedenteL’effetto Sforza sulle Comunali di Piacenza: una candidatura a sindaco che cambia tutto?
Articolo successivoGiorgia Meloni: la sua Leopolda milanese e il sogno di diventare premier

1 commento

  1. Il personaggio mi sembra soprattutto innamorato del direttoral-viscontismo. Al netto dei narcisismi, mi piacerebbe capire se ce l’ha con CSF perché non è di sinistra, o perché potrebbe mettere i bastoni tra le ruote del centrodestra. Lo scopriremo solo nei prossimi editoriali.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.