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Pollock: il genio dell’action painting di scena al Vittoriano

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Pollock, il genio dell’action painting, è di scena Roma. I capolavori dell’artista americano sono esposti nei suggestivi ambienti del Vittoriano fino al 24 febbraio. Sono una cinquantina e provengono dal Whitney Museum di New York. Oltre alle opere di Jackson Pollock, si possono ammirare quelle dei maggiori esponenti dell’espressionismo astratto come Frank Kline, Willem de Kooning, Mark Rothko.

La mostra (che affianca quella su Andy Warholsegue tre linee guida: la sperimentazione, l’anticonformismo e l’introspezione psicologica. E accompagna il visitatore attraverso un percorso in sei sezioni (Jackson Pollock, Scuola di New York, Espressionismo Astratto, Color Field, Frank Kline, Willem de Kooning, Mark Rothko).

La Grande Mela e gli Irascibili

“Pollock e la scuola di New York”, questo il titolo dell’esposizione, presenta anche un interessante documentario sugli anni di attività del grande pittore. E offre un viaggio intrigante, che consente di calarsi in un’epoca ricca di innovazioni e di fermenti culturali che hanno rivoluzionato il mondo dell’arte a partire dagli Anni 30.

L’Europa per la prima volta nella storia aveva smesso di fare tendenza. E New York stava diventando la nuova capitale mondiale dell’arte. Nelle mitiche notti di Manhattan si suonava il jazz, mentre al Greenwich Village una generazione di giovani artisti, chiamati gli “Irascibili”, si compiaceva delle proprie stravaganze alla ricerca di stile e linguaggio inediti, di una nuova cultura, di un proprio posto sulla scena del mondo. E Pollock ne era il faro.  

Da Picasso ai Pellerossa

Il grande artista nasce a Cody (Wyoming) il 28 gennaio 1912. Durante la grande depressione segue la famiglia in California, dove studia le pitture dei nativi d’America. Approda a New York negli Anni 30. E poi nella casa di Springs con la moglie, la pittrice Lee Krasner, studia le opere di Picasso ed incomincia a dipingere con la tecnica del dripping (arte dello sgocciolamento). Si tratta di far colare liberamente il colore sulla tela posta sul pavimento e non sul cavalletto, usando colori industriali e camminando attorno alla tela come facevano i pellerossa.

Astrattismo puro

La pittura non è realista, non vuole rappresentare nulla del mondo ma solo aspirare all’astrattismo puro. E Pollock ne codifica il linguaggio: il colore e la luce costituiscono un vortice scintillante (si pensi al capolavoro “Numero 27“, presente al Vittoriano) nel quale bastoncini e pennelli producono macchie di colore sulla tela. È la composizione con versamento, la pittura automatica, l’action painting.

Pollock e Peggy

Solo nel 1945 Peggy Guggenheim scopre il genio di Pollock e da quel momento comincia a sostenerlo. Ma gli altri componenti degli “Irascibili” sono ancora esclusi dalla grande ribalta. Il nome nasce per aver contestato la mancata ammissione all’importante mostra organizzata dal Metropolitan Museum nel maggio del 1950. Immortalati nella famosa fotografia di Nina Leen (Pollock era tra loro), solo negli anni seguenti vengono accolti dalla critica e dal mercato.

Genio e sregolatezza

Le opere di Pollock – e con esse tutto ciò che è radicale e rivoluzionario e rappresenta lo spirito ribelle e moderno della speranza statunitense – delineano così i tratti del nuovo movimento. Tra rifiuto del passato, opposizione alle convenzioni europee, nuovo credo nell’oggettività della realtà.

Il connubio genio-sregolatezza ha sempre caratterizzato la vita e la produzione di Pollock, causandone persino la morte in un incidente stradale l’11 agosto 1956. Un mix che annulla anche qualsiasi sentimento nella composizione dell’opera d’arte. L’artista vive le proprie passioni inconsciamente, come gesti meccanici che propone in automatico. E che hanno portato alle straordinarie composizioni astratte che Pollock ci ha lasciato. 

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Maria Giovanna Forlani, piacentina, ha compiuto gli studi classici; si è laureata in Storia e Filosofia ed in Lingue e Letterature Straniere; è diplomata in pianoforte e clavicembalo. Dopo aver insegnato nei Licei è diventata Dirigente Scolastico. Cultrice delle arti, grande viaggiatrice, amante del nuoto e grande camminatrice. Ama la natura e il teatro. È giornalista pubblicista, conferenziera e saggista ed ha al suo attivo numerose pubblicazioni.

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