Il prefetto Patrizia Palmisani e la sua prima Festa della Repubblica a Piacenza. La celebrazione dell’80° anniversario del 2 giugno 1946 è stata l’occasione per sottolineare principi e contenuti più che mai attuali. Con uno sguardo a passato, presente e futuro. Dal palco in Piazza Cavalli, attorniata da autorità civili e militari, a partire dal ministro Tommaso Foti e dal sindaco della città emiliana, Katia Tarasconi, il prefetto Palmisani ha tenuto un discorso di alto profilo.
I valori di Piacenza
Dopo aver ricordato lo scenario di quel 2 giugno di ottant’anni fa, quando gli italiani grazie al suffragio universale e al decisivo voto delle donne al referendum hanno scelto “la via della democrazia, della libertà e della partecipazione”, Palmisani ha sottolineato come “celebrare la Repubblica in questa terra ha un significato ancora più profondo”. Perché “Piacenza, storicamente insignita della medaglia d’oro al valore militare e del titolo di primogenita d’Italia per il suo precoce e convinto plebiscito risorgimentale, ha sempre dimostrato nei decenni un attaccamento viscerale ai valori di unità, solidarietà e laboriosità. Una promessa che non è un’eredità immobile. Ma un impegno da rinnovare a ogni singolo giorno attraverso il senso civico e la responsabilità”.
Una pace mai scontata
D’altro canto, secondo Palmisani – che ha ringraziato per il loro impegno silenzioso e quotidiano donne e uomini impegnati nelle forze armate, dell’ordine, di protezione civile, nonché sindaci e amministratori locali, imprenditori e organizzazioni sindacali e di volontariato – non è possibile ignorare quanto sta avvenendo al di là dei nostri confini. “Questo 80° anniversario cade in un momento storico di profonda e preoccupante complessità geopolitica. Che ci ricorda come la democrazia e la pace non possano darsi mai per scontate. Il mondo sta attraversando una fase di frammentazione segnata dal ritorno di conflitti drammatici, da tensioni internazionali che minacciano la stabilità globale e dal riaffiorare di logiche di contrapposizione che speravamo superate dal secolo scorso”.
In questo scenario, per il prefetto di Piacenza “la nostra Costituzione all’articolo 11 ci offre una bussola morale ed essenziale. L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. La tutela della pace non è un concetto astratto, un auspicio passivo. È un dovere attivo richiede il coraggio del dialogo, il rispetto del diritto internazionale e la forza delle istituzioni democratiche”.
Uno sguardo al futuro
Le parole conclusive di Patrizia Palmisani sono state dedicate alle nuove generazioni. “Rivolgo un pensiero finale ai più giovani, ai ragazzi e alle ragazze che oggi guardano questa bandiera. La Repubblica vi appartiene. Questi ottant’anni sono la base solida su cui dovete costruire l’Italia di domani. Un’Italia che sappia coniugare sviluppo, innovazione, sostenibilità e giustizia sociale. Fieri della nostra storia, uniti nelle sfide del presente e aperti con speranza e coraggio a quelle del futuro”.







