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Presidenza Commissione antimafia: la politica piacentina si allontana dalla città

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Commissione antimafia: poteva arrivare un segnale importantissimo. E invece a Piacenza non si è visto. Anzi, “la politica, quella con la p minuscola, ha vinto ancora a Palazzo Mercanti“, dice sconsolato un consigliere comunale. Proprio mentre la città emiliana è sulle prime pagine dei giornali tutto il mondo per il sequestro della caserma Levante e l’arresto di tanti carabinieri. Proprio mentre Piacenza si interroga sbigottita su quello che sta succedendo e chiede segnali forti sulla rotta della legalità anche alla sua classe politica.

Che cosa è successo di tanto grave? C’era da eleggere il presidente della neocostituita Commissione comunale antimafia ed è stato eletto a maggioranza. O meglio con i soli voti della maggioranza. Come se l’affermazione dei principi di legalità, a maggior ragione in questo momento così drammatico per Piacenza, potesse dividere, essere una merce di scambio.

Di certo la città emiliana aveva bisogno di altri segnali dalla sua classe politica, che si era già azzuffata sulla nascita di questa commissione originata dal caso Caruso, il presidente del Consiglio comunale di Fratelli d’Italia arrestato per ‘ndrangheta poco più di un’anno fa.
Piacenza aveva bisogno di un’unanimità che da Palazzo Mercanti non è arrivata. Di un passo indietro rispetto alle logiche di partito che invece hanno prevalso ancora una volta su una visione più alta della politica.

Il nome di Massimo Trespidi, leader di Liberi, candidato unico dell’opposizione e  accettato in maggioranza dalla Lega e dai Liberali non è passato. E così, dopo una durissima trattativa al suo interno, con i voti della sola maggioranza di centrodestra, la presidenza della Commissione antimafia è andata a Ivan Chiappa (Forza Italia), con le vicepresidenze assegnate ai colleghi Jacopo Freschi (Lega) e Sara Soresi (FdI).

Sui nomi di questi tre consiglieri nulla da ridire. E ci mancherebbe altro. Perché non sono loro il problema. Ma lo è il come, e l’abbiamo già detto, e il perché sono arrivati lì.
Anche su quest’ultimo punto la logica degli schieramenti ha preso il sopravvento. E se  nella minoranza si è ceduto il passo a Trespidi senza grandi remore, qualcuno in maggioranza ha pensato che offrirgli un proscenio del genere fosse un errore. Un autogol in vista delle prossime elezioni comunali, poiché Trespidi per molti potrebbe rappresentare la vera alternativa nel centrodestra al sindaco Patrizia Barbieri tra meno di due anni.

Chi si è messo di traverso? A sentire le voci e i commenti nemmeno tanto di corridoio soprattutto Fratelli d’Italia, che teme l’apertura di un dialogo proficuo tra il Carroccio e Liberi, proprio in vista dell’appuntamento elettorale del 2022.
Insomma, dopo il caso Caruso e la vicenda della caserma Levante appena aperta, altro sale sulle ferite di Piacenza.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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