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Processo Open Arms, Salvini assolto dalle accuse: “Il fatto non sussiste”

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(foto dal profilo Facebook)

Processo Open Arms: il leader della Lega Matteo Salvini è stato assolto dal tribunale di Palermo. Era accusato di sequestro di persona e rifiuto d’atti d’ufficio. Il dispositivo della sentenza, spiega l’Agenzia Dire, è stato letto ieri nell’aula bunker del carcere Pagliarelli di Palermo dal presidente del tribunale, Roberto Murgia. L’assoluzione per il ministro delle Infrastrutture è arrivata con formula piena, “perché il fatto non sussiste”.

L’accusa aveva chiesto una condanna a sei anni per la vicenda che risale all’agosto del 2019, prosegue l’Agenzia Dire. Secondo l’impostazione accusatoria, Salvini, nella veste di ministro dell’Interno, avrebbe impedito lo sbarco della maggior parte dei 147 migranti che si trovavano a bordo della Open Arms e rimasero per diversi giorni fermi davanti all’isola di Lampedusa.

Per Salvini “i giudici hanno scelto la formula piena. Non c’è una prova contraddittoria ma c’è una prova piena che non sussiste alcun reato“, ha ribadito l’avvocato Giulia Bongiorno, difensore del leader leghista, dopo la lettura del dispositivo.

Da Salvini a Camps

“Vince la Lega, vince il buonsenso, vince l’Italia. Assolto per aver fermato l’immigrazione di massa e difeso il mio Paese”, ha commentato su X il vicepremier e ministro dei Trasporti. La maggioranza di centrodestra, impegnata nell’esame della manovra in Aula alla Camera dei deputati, ha accolto con un lungo applauso la notizia dell’assoluzione del ministro, appena è arrivata dal Tribunale di Palermo.

“Difendere i confini italiani non può essere mai un crimine. Una grande notizia l’assoluzione di Matteo Salvini”, ha scritto su X la premier Giorgia Meloni. Proseguiamo insieme, con tenacia e determinazione, per combattere l’immigrazione illegale, il traffico di esseri umani e difendere la sovranità nazionale. Evviva!”.

Oscar Camps, fondatore della Ong Open Arms, ha dichiarato: “Il dispiacere è soprattutto per le persone, che come abbiamo detto dal primo minuto, sono state private della loro libertà. Adesso attendiamo le motivazioni dei giudici e valuteremo se appellare la sentenza, come speriamo anche la Procura della Repubblica”.

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