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Procura di Piacenza: qualche domanda sulla crisi degli organici che l’ha messa in ginocchio

Procura di Piacenza: solo un mese fa, il 13 giugno, si plaudiva per l’arrivo del settimo magistrato, la 35enne dottoressa Sara Zinone, con la quale si completava l’organico di sei sostituti oltre alla procuratrice capo Grazia Pradella.

Tuttavia, la stessa Pradella oggi annuncia dalle colonne del quotidiano cittadino Libertà lo stato di crisi della Procura medesima, orbata dal pensionamento di 15 funzionari di cancelleria su un organico di 30. Di conseguenza, ha chiesto l’aiuto di sei pensionati delle forze dell’ordine per provvedere alla ricezione atti; mentre l’ufficio del dibattimento resterà chiuso dall’8 al 26 agosto perché anche l’ultimo superstite dell’ufficio, con il ruolo di autista, avrà pur diritto di prendersi le ferie.

La procuratrice, che ha ricevuto l’ovvia solidarietà dell’Ordine Avvocati e della Camera Penale, lamenta un carico di lavoro massacrante (circa 1.000 fascicoli per magistrato, 4.000 per il Capo) e il fatto che la mancanza del personale di supporto comporterà inevitabili ritardi. Trattandosi della Procura, ritardi che si devono leggere con procedimenti penali a rischio prescrizione.

Dai fatti alle opinioni

Siccome è buona norma dividere i fatti dalle opinioni, in questo caso annunciamo che qui finiscono i fatti e iniziano le opinioni. E sono del tutto personali: chi scrive, frequenta da decenni e quasi quotidianamente la Procura e il Tribunale di Piacenza. E anche senza chiederlo, era ed è sempre messo al corrente dei pensionamenti annunciati. La data dell’arrivo della sospirata pensione viene decantata come il Nirvana da funzionari, impiegati e cancellieri che, non dimentichiamolo, sono sempre lavoratori statali.

Tali informazioni, strombazzate all’ultimo utente degli uffici della Procura, a quanto pare erano dunque sconosciute al capo degli stessi? Se fosse davvero così, e non possiamo pensare altrimenti, si tratterebbe di un buco informativo grave. Siamo certi che se fosse stata informata per tempo, la dottoressa Pradella, forte della sua grande esperienza, si sarebbe allertata ben prima. Come? Facendo parte del problema le istituzioni piacentine, dalla Prefettura agli altri organi competenti, in modo da risolvere la situazione per tempo premendo sul ministero della Giustizia. Come mai, per esempio, la dottoressa Pradella non ha avuto modo di agire sul punto in concerto con i nostri parlamentari, diversi dei quali sono parte della maggioranza di Governo? Invece, sembra non sia andata così. E il capo della Procura di Piacenza è stata costretta ad annunciare la crisi solo dopo i fatti, tra l’innegabile imbarazzo di una soluzione difficile da digerire per gli addetti ai lavori e i cittadini.

Ricordiamo poi che ogni funzionario ha una sua specifica funzione e ha sviluppato negli anni capacità esclusive. Se anche oggi, stamattina, il ministero della Giustizia sguinzagliasse una ventina di neolaureati vincitori di concorso in Procura chi potrebbe insegnare loro il lavoro? I cancellieri già pensionati forse? Serve insomma una programmazione che pare aver latitato e non poco dalle parti di via del Consiglio.

Un ruolo delicatissimo

L’ufficio della Procura anche a Piacenza è senza dubbio uno dei più delicati se non il più delicato di tutta la Pubblica Amministrazione. Oltre che contrastare il crimine e istruire i processi, la Procura interviene per esempio nelle separazioni e nei divorzi che riguardano figli minori; sorvegliano le procedure fallimentari e le crisi d’impresa; danno disposizioni in situazioni di crisi famigliari con episodi di violenza, soprattutto se rivolti a donne e minori.

Non è certo l’unico ufficio pubblico che soffre di queste carenze: dalla Camera di commercio all’Inps, dal Catasto alla Questura, tutti lamentano la mancanza del necessario turnover. Non parliamo del settore sanitario che è in crisi da anni. Eppure sarebbe così semplice “organizzare”, evitare questi vuoti con l’inefficienza che necessariamente ne consegue. Purtroppo anche questo “governo dei migliori” non mostra segni di discontinuità rispetto ai precedenti esecutivi. Ma anche a Piacenza è sempre più difficile rassegnarsi.

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Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Collabora con le riviste L'Urtiga e Panoramamusei.

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