La provincia di Piacenza ha chiuso il 2025 con un bilancio demografico in chiaroscuro. Sebbene i numeri in complesso mostrino una lieve crescita, le dinamiche interne rivelano diverse criticità. E non di poco conto.
La fotografia del Piacentino
La popolazione residente ha raggiunto i 288.809 abitanti, con un incremento di circa 600 unità rispetto al 2024 (+0,2%). Quella maschile è in aumento di 716 unità (+0,5%) e si porta a 143.047, mentre quella femminile ammonta a 145.762 (-94 unità, pari al -0,06%).
Secondo il report dell’Ufficio statistica della Provincia di Piacenza, i 288.809 residenti sono in lieve rallentamento rispetto al +0,3% dell’anno precedente. Ma dietro a questa apparente stabilità si nasconde una trasformazione strutturale che deve interrogare tutti, amministratori in primis, sul futuro del territorio.
Il declino degli italiani “nati in Italia”
Il punto più critico che emerge dall’analisi riguarda la componente italiana della popolazione. Il numero totale di cittadini italiani è di 244.628, in crescita di sole 185 unità (+0,08%). E questo incremento minimo, quasi impalpabile, maschera una realtà più preoccupante.
La componente dei cittadini italiani “nati in Italia” è diminuita di 1.089 unità nel solo 2025. Questo calo conferma un trend negativo che colpisce il cuore demografico della provincia. La tenuta del sistema infatti è garantita esclusivamente dai “nuovi italiani”.
I cittadini italiani nati all’estero, attraverso l’acquisizione della cittadinanza, sono aumentati di 1.274 unità (+6,6%). Senza questo apporto, la popolazione di nazionalità italiana registrerebbe una riduzione significativa. D’altro canto, questa sostituzione demografica interna rappresenta un’indubbia sfida culturale e sociale, alla voce integrazione, per le amministrazioni locali piacentine.
L’immigrazione pilastro della tenuta
Nel frattempo, dopo la flessione del 2024, la popolazione straniera è tornata a crescere. Al 31 dicembre 2025, si contano 44.181 residenti esteri, 437 in più, con un aumento dell’1%. Così gli stranieri oggi incidono per il 15,3% sul totale dei residenti provinciali.
Il dinamismo migratorio è però eterogeneo sul territorio. Castel San Giovanni si conferma il Comune con la maggiore incidenza di stranieri, arrivando al 23,8% della popolazione. Al contrario, alcune aree montane vedono una presenza estera molto più marginale.
Lo spopolamento della montagna
Un altro fronte critico è la distribuzione geografica degli abitanti. Mentre la pianura tiene con un +0,2%, le aree montane mostrano segnali di marcata sofferenza. L’Alta Val Trebbia, per esempio, ha perso il 4,1% della sua popolazione in un solo anno. Piccoli Comuni come Corte Brugnatella e Cerignale hanno registrato cali pesanti, entrambi superiori al 5%. Anche Ottone (-2,5%) e Zerba (-2,9%) continuano a svuotarsi inesorabilmente.
In controtendenza si muovono centri come Sarmato, che è cresciuto del 3,9%, superando i 3.000 abitanti. Anche Fiorenzuola d’Arda ha mostrato segni di vitalità, tornando sopra la soglia dei 15.000 residenti. D’altro canto, però, questi poli attrattivi sembrano drenare abitanti dai Comuni limitrofi.
Il boom delle famiglie unipersonali
In questo quadro demografico, la struttura sociale piacentina sta cambiando radicalmente anche nella sua cellula base: la famiglia. Nel 2025, quelle residenti sono 133.845, con un aumento di 644 nuclei. Tuttavia, la crescita riguarda quasi esclusivamente le famiglie con un solo componente.
Le persone che vivono da sole sono 53.486, ben 665 in più rispetto al 2024 (+1,2%). Al contrario, diminuiscono sensibilmente le famiglie da tre o quattro componenti. Questo fenomeno indica una frammentazione del tessuto sociale e un crescente isolamento degli individui.
Un territorio che invecchia in solitudine
L’aspetto più preoccupante del boom dei “single” è legato all’età. Circa il 30% delle famiglie unipersonali (15.216 persone) ha più di 75 anni. Solo a Piacenza città, oltre 5.700 anziani vivono completamente soli.
L’invecchiamento della popolazione, unito alla riduzione dei nuclei familiari numerosi, pone anche seri dubbi sulla sostenibilità dei servizi assistenziali. Ed è prevedibile che nel giro di qualche tempo la rete del welfare provinciale dovrà affrontare una pressione senza precedenti per supportare questa fascia debole.
Un futuro da ridisegnare
I dati dell’Ufficio statistica della Provincia di Piacenza fotografano in complesso un territorio a due velocità. Da un lato, i centri di pianura si rigenerano grazie ai nuovi cittadini e all’immigrazione. Dall’altro, la montagna fatica sempre di più a trattenere i propri residenti.
La vera criticità resta il saldo naturale negativo degli italiani nati in Italia. E senza politiche attive per la natalità e l’attrattività territoriale, il Piacentino rischia di diventare un insieme di poli urbani affollati da anziani soli e circondati da vallate sempre più spopolate.

Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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