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Quei giochi nel centrodestra sul nome di Patrizia Barbieri

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La sindaca di Piacenza Patrizia Barbieri (foto dal profilo Facebook)

Patrizia Barbieri e il centrodestra sono impegnatissimi nella ripartenza socioeconomica in uscita dal Covid e su questo non ci piove. Ma pare che in parallelo vivano anche un momento di seria riflessione. La sindaca di Piacenza e presidente della Provincia in questi mesi ha avuto sulle spalle un peso enorme. E c’è chi dice che adesso stia valutando quello che prima della tragica tempesta epidemica nessuno pareva aver messo in dubbio. Cioè la sua ricandidatura per un secondo mandato.

I tempi della politica

“L’emergenza ha un po’ interrotto i tempi della politica. È vero, mancano ancora due anni alle prossime elezioni, ma i giochi si fanno in questi mesi, al massimo fino a inizio 2021″, spiega un attento osservatore e politico del centrodestra piacentino. Un fan della sindaca di Piacenza, “perché Patrizia vale molto di più di quello che è riuscita a dimostrare; e non solo perché il suo mandato è stato pieno di problemi, dai furbetti del cartellino al caso Caruso fino a questi ultimi tragici mesi. Le assicuro che ha avuto sempre parecchie difficoltà in maggioranza, di cui quello che si sa è solo la punta dell’iceberg. Quindi è lei per prima che probabilmente ci sta pensando a ricandidarsi oppure no. Spero che decida per il sì, ma oggi, se continua così, non ne sono più tanto sicuro”.

Voci ricorrenti

Poi c’è chi getta acqua sul fuoco. E ricorda che sono voci ricorrenti a cui non dare peso più di tanto. Rammenta come qualche mese fa sembrava che i Liberali Piacentini e l’area del centrosinistra vicina all’ex sindaco Reggi avessero cominciato a discutere su un’alternativa a Patrizia Barbieri. Voci all’epoca prontamente smentite dagli interessati. “Ma adesso, anche se non so se quel dialogo si sia mai aperto davvero e se nel caso possa riprendere, credo che la riflessione sia diventata più ampia”, spiega un’altra voce del centrodestra piacentino. “Nel senso che gli equilibri principali nel centrodestra sono mutati, con una bella tenuta della Lega, a fronte di una perdita di rilevanza di Forza Italia e a una netta crescita di Fratelli d’Italia”.

Un quadro che nei prossimi mesi “sarà sempre più difficile da tenere insieme anche a Piacenza. A maggior ragione senza una prospettiva chiara sul nome del prossimo candidato alla guida di Palazzo Mercanti, che dovrà portare a termine partite chiave come quella del nuovo Ospedale o della gestione delle risorse del Patto per la ricostruzione di Bonaccini“. L’unica vera fortuna, conclude, “è che il centrosinistra non sembra stare molto meglio. E soprattutto non pare che per ora abbia da spendere nomi di peso, come appunto quello di un nuovo Reggi”.

Le prime alternative 

Nel centrodestra apparentemente non si fanno nomi alternativi a quello di Patrizia Barbieri; ma ne circolano a mezza bocca senza che nessuno se ne prenda la paternità. Ci sono giovani sindaci di Comuni minori che stanno facendo bene e vengono guardati con attenzione; ci sono consiglieri comunali di area che siedono nel gruppo misto e che si sono distinti come Michele Giardino.

Ma gira e rigira si torna inevitabilmente al nome di Massimo Trespidi, oggi alla guida di Liberi e seduto tra i banchi dell’opposizione. Una figura di prestigio, già presidente della Provincia, l’ultimo eletto dai cittadini, e vicesindaco di Piacenza. Ma Trespidi, che alle ultime elezioni con la sua lista civica ha incassato il 14% dei consensi, difficilmente – dice chi lo conosce bene – si siederà a un tavolo per discutere della faccenda senza la sicurezza che il suo nome sia il primo della lista; e questo anche in caso ci sia ancora in ballo una ricandidatura della sindaca uscente. Una cosa che soprattutto alla Lega, dall’alto dei suoi consensi, potrebbe andare un po’ di traverso. Quindi, intanto che Patrizia Barbieri riflette sul suo futuro, anche chi è in cerca di un’alternativa ha il suo bel daffare.

 

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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