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Quintavalla eletto presidente della Commissione Politiche economiche della Regione: “Aiuterò Piacenza a cambiare passo”

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Luca Quintavalla è il nuovo presidente della Commissione Politiche economiche dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna. Una nomina votata stamattina dall’Aula di viale Aldo Moro che era nell’aria. Dopo il suo exploit alle elezioni, si era parlato infatti del consigliere regionale piacentino come possibile assessore nella Giunta del presidente Michele de Pascale. Ma poi, nel gioco di nomi e province, per la casella di Piacenza è arrivata solo la conferma del “peso massimo” Vincenzo Colla, nominato vicepresidente regionale.

Consigliere Quintavalla, è soddisfatto di questa presidenza, che si dice sia stata sponsorizzata nel Pd dallo stesso Colla, dal sindaco di Piacenza Katia Tarasconi, per non parlare della benedizione da Bruxelles di Stefano Bonaccini?
“Sono davvero contento, è un ruolo prestigioso ma anche molto impegnativo. E avere attestati di stima è una bella iniezione di fiducia per fare sempre meglio”.

Quanto ha pesato il suo primato elettorale nel collegio di Piacenza lo scorso novembre? Con quasi 6mila preferenze sui circa 27mila voti di lista del Pd, lei ha fatto segnare l’incidenza percentuale più alta in regione per il suo partito…
“È stato indubbiamente un bel risultato, nonostante nella nostra provincia abbia vinto il centrodestra. E credo che questo incarico sia comunque un riconoscimento al territorio piacentino che mi onoro di rappresentare a Bologna”.

Anche una bella sfida, per chi come lei da anni si occupa tra l’altro di pianificazione strategica locale all’Università Cattolica di Piacenza.
“Direi di sì. I compiti della mia Commissione spaziano infatti a 360 gradi nel mondo dell’economia regionale. Pensi che gli ambiti di competenza sono una ventina”.

Addirittura, ci spieghi presidente…
“A questa Commissione per esempio fanno capo le politiche di sostegno e di servizio al sistema produttivo; quelle per l’industria e l’artigianato; per l’agricoltura, la pesca e la filiera agroalimentare. Poi ci occuperemo di ricerca e innovazione tecnologica, di energia e green economy, di commercio, cooperazione e turismo. Senza dimenticare le politiche per l’occupazione e le professioni, i rapporti col sistema creditizio, la programmazione dei Fondi strutturali europei e infine del Pnrr, una novità rispetto alle commissioni precedenti”.

Insomma, per dirla con de Gaulle, un vasto programma, ma con che compiti?
“Guardi, le Commissioni in sostanza sono un ponte tra l’Assemblea e la Giunta; devono avere un ruolo propositivo e di dialogo, facilitando il raccordo tra potere legislativo ed esecutivo, per trovare le migliori soluzioni ai problemi di sviluppo del nostro territorio. Quello che le posso assicurare è che la nostra Commissione lavorerà anche a stretto contatto con le categorie economiche, il mondo delle professioni, della ricerca e della formazione da Piacenza a Rimini”.

Ci fa un esempio concreto di sviluppo del territorio?
“Uno dei temi su cui puntare è la crescita dell’economia sociale. Quella che guarda all’inclusione e alla partecipazione, non solo nel welfare. Servono imprese che non mirino solo al profitto, ma a mantenere attivi i servizi sul territorio, soprattutto nelle aree della nostra regione più in difficoltà, come quelle montane o interne, a rischio di spopolamento. Bisogna trovare formule nuove e multifunzionali nei servizi di prossimità, dai trasporti al commercio al dettaglio, alle attività legate al mondo dei giovani, naturalmente anche a supporto dei piccoli Comuni”.

Veniamo a Piacenza: adesso se la dimenticherà, preso dai più alti impegni in tutta l’Emilia-Romagna?
“Di certo non farò differenze con altre province, ma il mio territorio resterà in primo piano. Anche perché a Piacenza serve un cambio di passo”.

A cosa si riferisce?
“In primis al tema dell’attrattività, cioè della capacità di attirare investimenti sul territorio. In Emilia-Romagna abbiamo la legge regionale 14/2014, che con i suoi bandi promuove l’insediamento di aziende di qualità, collegato alla filiere universitarie e ai tecnopoli per creare occupazione e trattenere le risorse umane. Piacenza negli anni non l’ha sfruttata a dovere come hanno fatto invece Parma, Modena o Bologna. Qui siamo davvero molto indietro”.

Serve un cambio di paradigma?
“Ne sono convinto: il territorio piacentino non può essere appetito solo da logistica a basso valore aggiunto. Deve diventare più competitivo, anche valorizzando le sue filiere d’eccellenza a partire da quella dell’agroalimentare. Tornando alla logistica, va trasformata in un settore ad alto valore aggiunto. Penso alle opportunità offerte dalla digitalizzazione e allo sviluppo del Polo del ferro di Le Mose, che vuol dire trasferire il traffico dalla gomma alla rotaia; un progetto che finalmente è partito dopo la firma del protocollo nel luglio scorso sottoscritto da Ferrovie dello Stato, Regione e Comune. Ma ci sono anche altre partite da giocare, dove Piacenza può dire la sua, come nel campo del turismo”.

Un’altra nota dolente…
“Anche qui serve un cambio di passo. In primis va rafforzato il contributo che può dare alle nuove iniziative Destinazione turistica Emilia, l’ente che sostiene il settore a Piacenza, Parma e Reggio. La Regione, con i suoi finanziamenti, oggi è fortemente sbilanciata a favore della Romagna. Una scelta comprensibile, ma deve fare uno sforzo e mettere a disposizione più risorse per lo sviluppo del turismo nelle tre province occidentali rispetto al passato. E deve farlo in modo mirato”.

A cosa sta pensando, presidente Quintavalla?
“Per esempio alla valorizzazione del patrimonio verdiano, per attirare il turismo culturale, a maggior ragione dopo l’acquisizione della Villa di Sant’Agata da parte dello Stato. Per restare in zona, penso alle potenzialità turistiche della Val d’Arda, fino ad arrivare al Contratto sul Po, per valorizzare i Comuni che si affacciano sul fiume”.

Come Castelvetro Piacentino, dove è stato sindaco per dieci anni e dove oggi siede ancora in Consiglio comunale.
“Diciamo che gioco in casa. E le assicuro che il Po offre un ambiente magnifico, dalle grandi potenzialità. Qui va data la priorità alla costruzione della ciclovia fluviale: un progetto su cui si lavora da tempo, da collegare al percorso cicloturistico della Food Valley Bike in provincia di Parma, e in grado di attirare tantissimi amanti delle due ruote anche dall’estero, a vantaggio di tutto il tessuto economico locale”.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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