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Quirinale: il messaggio di Mattarella sul coronavirus e “Il federale” di Tognazzi

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Quirinale: il messaggio a reti unificate del Presidente Sergio Mattarella, se non è quello canonico degli auguri di Capodanno, rappresenta un momento molto particolare. L’ultimo era stato quello di Ciampi nel 2005 per la morte di Giovanni Paolo II; quello precedente, sempre di Ciampi, è dell’11 settembre del 2001 per l’attentato alle Torri gemelle. Prima di lui, avevamo sentito Scalfaro col suo “Non ci sto”; Cossiga nel 1992 che annunciava le sue dimissioni; il messaggio di Pertini del 1980 per il terremoto dell’Irpinia.

Dunque, quando l’inquilino del Colle si affaccia alla tv e non è San Silvestro, occorre tendere bene le orecchie, soprattutto quando si tratta di Mattarella, uomo più che schivo e alieno dalle comparsate.

Quirinale: perché il 5 marzo

Se è un po’ strano, che il discorso presidenziale succeda immediatamente a quello del premier Conte della sera prima, parliamoci chiaro: Mattarella non ha detto niente di epocale o di nuovo. Siamo una grande Nazione, sapremo riprenderci, il momento è drammatico, ma non dobbiamo farci prendere dallo sconforto e via dicendo. Un po’ quello che ci diciamo tra noi quando ci incontriamo per strada. Ma Mattarella doveva parlare.

Prima di tutto, perché era l’unico, oltre a Renzi (e di questo non possiamo che essergli grati!) a non aver ancora detto la sua. E poteva sembrare che il Supremo Magistrato, rinchiuso nella torre d’avorio del Quirinale, non avesse a cuore quanto sta succedendo nella sua Nazione. Secondo, perché ha dettato la linea, che è quella del Governo: «Al governo la Costituzione affida il compito e gli strumenti per decidere» in emergenze come questa.

L’assist al premier

E se il governo Conte sembra finalmente aver trovato la via delle misure coraggiose anche se impopolari, nessuno meglio di Mattarella poteva dettare un severo “serrate le righe” attorno all’esecutivo. Che non sia il tempo delle polemiche lo dimostra anche la continua discesa dei consensi per la Lega di Salvini, che nei sondaggi ha toccato il fondo del 28,5%.

Insomma, nell’emergenza il capitano dev’essere uno solo. Se avrà sbagliato ci sarà il tempo, poi, per impallinarlo. Per ora occorre che almeno i politici si dimentichino della loro corsa solitaria all’accaparramento dell’ultimo elettore e pensino tutti a come uscire dall’emergenza sanitaria.

Quirinale: e l’economia?

Quando c’è un incendio in corso non si fa la conta dei danni. Mentre si sbarcano i naufraghi della Costa Concordia non si deve far caso alla nave che affonda. Ci sarà il tempo per recuperare. Una volta che la curva del coroanvirus arriverà a stabilizzarsi e a scendere, e prima o poi questo dovrà pur succedere, come sta succedendo oggi in Cina, potremo far sbizzarrire tutto il nostro genio italico per risalire la china.

Il federale insegna

Luciano Salce nel 1961 ha girato il film Il federale con uno strepitoso Ugo Tognazzi. Erano passati solo 16 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale. Molti di noi erano già nati. Ma i panorami del centro Italia che fanno da sfondo alla pellicola sembrano girati in Afghanistan: abituri semi-diroccati in un paesaggio lunare. Nelle ultime scene del film si vedono porzioni della periferia di Roma: era l’anno successivo alle olimpiadi, ma sembra Damasco sotto le bombe.

Eppure oggi, se andassimo alla ricerca di quelle rovine, non ne troveremmo più una. Degrado sì, droga sì, anche immondizia ammonticchiata; ma le macerie sono sparite quasi d’incanto. Le capacità di ripresa di noi Italiani hanno del miracoloso. Certo, non ci sarà da poltrire; certo, dovremo rimboccarci le maniche. Ma se abbiamo fatto l’Autostrada del Sole in sei anni, abbiamo tutte le potenzialità per riprendere in mano il nostro futuro. Purché comprendiamo, come forse ha già fatto al Quirinale il presidente Mattarella, che la catastrofe deve diventare un’opportunità.

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Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

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