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Luigi Rabuffi (Alternativa per Piacenza): aperti al dialogo nel centrosinistra, ma senza diktat sulla ricandidatura del sindaco Tarasconi

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Luigi Rabuffi: il presidente di Alternativa per Piacenza, nonché consigliere comunale di opposizione a Palazzo Mercanti, prende la parola e fa il punto sulla situazione politica cittadina. Obiettivo, riaprire un dialogo nel centrosinistra che guardi alle Comunali 2027, rilanciando il campo largo di cui si parla tanto a livello nazionale. Ma come vedremo, senza fare sconti a nessuno.

Presidente Rabuffi che bilancio fa dell’attività di ApP in questo mandato?
“Sicuramente positivo: abbiamo sempre cercato di mantenere una forte autonomia nelle nostre posizioni e con le nostre idee. L’abbiamo fatto, come ho ripetuto in tante occasioni, senza padrini e senza padroni, partendo dai valori che nel 2021 avevamo condiviso nel percorso comune con il Partito democratico, all’insegna di quello che oggi si chiama campo largo; Pd che poi, come sappiamo, ha fatto altre scelte. Così ci siamo ritrovati all’opposizione in Consiglio comunale. E da lì spesso abbiamo messo in difficoltà l’amministrazione guidata dal sindaco Pd Katia Tarasconi, su temi per noi fondamentali”.

Qualche esempio?
“Penso ai temi legati all’ambiente, al consumo di suolo, alla logistica, dove la maggioranza in più occasioni si è in parte spaccata con posizioni diverse. E tutto questo perché noi abbiamo proposto ipotesi che erano più legate ai valori del centrosinistra; valori che ancor oggi pesano tantissimo. E aggiungo che l’amministrazione Tarasconi non sarà ricordata per essere quella che ha portato i valori del centrosinistra al governo della città. Certo, qualcosa ha fatto, penso alla bonifica Acna che abbiamo approvato di recente, anche grazie a un iter partito con l’amministrazione Barbieri di centrodestra”.

Allora diamo per scontato che ApP si ripresenterà da sola alle Comunali 2027?
“Si presenterà sicuramente con una propria posizione politica in continuità con il percorso che oggi ci vede in Consiglio comunale. Comunque nella speranza, lo dico in modo chiaro, di recuperare quel rapporto che si è interrotto nel centrosinistra e non solo con il Pd”.

Quindi con chi?
“Non corriamo dietro al Pd, per fortuna non abbiamo la necessità di farlo, ma la nostra idea è quella di provare a mettere insieme tutto il mondo del centrosinistra, compresa Rifondazione comunista, a partire dai valori della nostra Costituzione. Ma non sarà facile”.

Perché presidente Rabuffi?
“Guardi, mi ha colpito tantissimo, come ha colpito quasi tutti gli appartenenti ad ApP, l’atteggiamento di sindaco e giunta rispetto al referendum costituzionale sulla giustizia: non si sono impegnati, se non minimamente per sostenere le ragioni del ‘No’. Col sindaco che si è limitato a quell’uscita, due giorni prima del voto referendario, dove ha detto voto ‘No’, aggiungendo però una serie di dubbi di merito. Senza dimenticare che quando è venuto Pierluigi Bersani per sostenere il ‘No’, della Giunta non c’era nessuno…”.

Lei si dice interessato a un tavolo comune, ma sta sottolineando solo le divisioni; andiamo sul concreto: sì o no a un secondo mandato Tarasconi?
“Noi vogliamo ricomporre un quadro ripartendo dai valori comuni. Il candidato sindaco viene dopo. In questo momento non deve essere un problema, oggi non esiste la candidatura di un sindaco”.

Scusi, ma è innegabile che un sindaco c’è e si chiama Katia Tarasconi…
“Esatto, governa da quattro anni, ma andiamo a vedere se ha governato bene o male questo sindaco. Ci sono pro e contro”.

Ce ne dica tre.
“Il caso di Piazza Cittadella riassume tutti i deficit: la voglia di andare avanti con testardaggine assoluta, senza ascoltare la cittadinanza; la battaglia insieme a Piacenza Parcheggi-Gps, col Comune parte attiva nel procedimento contro quei cittadini e Legambiente che all’epoca si erano opposti al taglio delle piante della Piazza. Altro tema, il parco della Pertite, dimenticato del tutto; e ancora quello del consumo di suolo, su cui abbiamo presentato mozioni e interrogazioni per stopparlo, dalla logistica alla proliferazione dei supermercati. E intanto a Piacenza sono stati chiusi ben tre supermercati e i dipendenti sono a casa, in attesa che qualcuno si occupi di loro e delle loro famiglie. Ma mi consenta di aggiungere un’altra nota dolente…”.

Prego, presidente Rabuffi.
“La partecipazione alla vita amministrativa non solo dei cittadini ma anche dei consiglieri comunali; all’amministrazione Tarasconi è mancata la capacità di interloquire con tutti gli stakeholder della città; con tutti coloro che ne hanno diritto e con toni perentori. E non su bazzecole, ma su scelte strategiche trattate in modo sbrigativo, come quelle della raccolta dei rifiuti o degli istituti comprensivi. E mi fermo qui”.

Niente da salvare?
“Sì, ritengo molto positiva l’azione svolta finora dall’assessore Nicoletta Corvi sui temi sociali. Credo che Piacenza abbia raggiunto un livello molto elevato di servizi, anche grazie alla fortuna di aver avuto prima di lei assessori come Stefano Cugini e poi Federica Sgorbati, esperti come la Corvi e con indubbie capacità personali”.

A quanto pare sarà molto difficile che rientriate in maggioranza nel 2027: sarà lei a candidarsi sindaco per ApP?
“Non si parte da me. Il nostro candidato sindaco deve essere una persona con una grandissima capacità di ascolto, di mediazione e deve guardare lontano. Per individuarlo, faremo un percorso davvero partecipato, come prevede il nostro statuto, con assemblee non solo di soci ma aperte anche ad altri soggetti della sinistra. E vorrei fosse chiaro: la speranza di poter interloquire con il Pd c’è tutta”.

Però sembra porre una precondizione: che non si parta da Katia Tarasconi che del Pd è la prima cittadina.
“Certo, perché ribadisco che del sindaco si parla dopo. Quindi non dico un no in assoluto, dico che prima si parla del programma, con un minimo di condivisione reale, concreta, e soprattutto autocritica. Non ammettere gli errori secondo me è un difetto, è un limite che non può caratterizzare chi si ricandida a sindaco. Quando si fa si sbaglia, e ci sta. L’importante è prenderne atto e non testardamente continuare invece sulla propria strada. Lo dico perché la storia di Piazza Cittadella, come abbiamo visto, evoca tanti errori in tal senso. E mi pare che anche nel Pd qualcuno non sia disposto ad accettare precondizioni sul nome di Katia Tarasconi”.

Prima ha detto che un sindaco deve guardare lontano, cosa intende?
“Le rispondo con un esempio: noi abbiamo fatto diventare Piacenza una capitale della logistica. In contemporanea sta diventando una città universitaria. Queste due cose hanno un comune denominatore che si chiama casa. Oggi abbiamo tantissimi ragazzi che arrivano da fuori e che devono affittarsi delle stanze a prezzi scandalosi. Abbiamo migliaia di persone che lavorano nella logistica con familiari al seguito, un numero esagerato di persone che hanno un problema abitativo ed è ora di affrontarlo, come quello dei servizi alla mobilità”.

Altro tema caldo…
“In questi giorni è uscito prepotentemente con le polemiche su quel povero ragazzo di 21 anni che è morto investito da un treno. È passato sui binari perché doveva raggiungere il posto di lavoro a un determinato orario. È ora di finirla: servono percorsi protetti per queste migliaia di lavoratori e mezzi pubblici con corse agli orari di entrata e di uscita dai magazzini. Bene i bus elettrici arrivati in città nei giorni scorsi. Ma troviamone anche per loro, apriamo un tavolo con le aziende, i sindacati e senza ipocrisia risolviamo una volta per tutte questi problemi legati al polo logistico di Le Mose, che sarà uno dei temi della nostra campagna elettorale”.

Senta, non metto limiti alla provvidenza, però ipotizzo che alla fine voi non sosterrete la ricandidatura di Katia Tarasconi. In caso di ballottaggio la voterete come nel 2022?
“Oggi abbiamo quattro anni di esperienza alle spalle. Allora molti elettori di ApP al ballottaggio hanno votato per lei. Domani in un caso del genere non so come andrà a finire. Perché a partire da Piazza Cittadella in tanti si sono sentiti trattati molto male. È un rapporto che va recuperato e il primo passo lo deve fare l’Amministrazione Tarasconi”.

Che però oggi guarda con interesse soprattutto all’area moderata, vedi il restyling della lista civica “Per Piacenza”, annunciato dall’avvocato Claudia De Monti.
“Mi rendo conto che potrebbe essere una carta importante. In questi casi, come nel calcio si dice che le partite si vincono a centrocampo. Le dirò che paradossalmente anch’io mi sento un moderato, vista la deriva di destra che sta segnando la nostra società. Credo però che il centrosinistra abbia dei valori da considerare come elementi sui quali costruire davvero un programma di governo; e sono convinto che potrebbe attirare anche tutta quella componente moderata che alla fine ragiona col cervello”.

Ma se il centrodestra si spostasse verso i moderati con una candidatura come quella del notaio Massimo Toscani, diventa dura…
“È chiaro che una persona con caratteristiche che sono apprezzate da tutti diventa il cuore della proposta politica e può trovare davvero un grande radicamento”.

Un’ultima domanda: se non sarà il candidato sindaco di ApP, cosa farà da grande Luigi Rabuffi? 
“Faccio tante cose e continuerò a farle. Prima di tutto politica: lavoro per favorire al massimo la partecipazione e la condivisione dei cittadini, in particolare nelle scelte amministrative. E non mi fermerò, perché credo che sia il modo giusto per costruire un futuro migliore, guardando alle nuove generazioni di piacentini”.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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