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Referendum sulla giustizia: il ministro Nordio a Piacenza, mentre infuriano le polemiche con i magistrati dell’Anm

Referendum sulla giustizia: martedì prossimo il guardasigilli Carlo Nordio sarà a Piacenza per parlare delle ragioni del “Sì” alla separazione del carriere dei magistrati. L’appuntamento con il ministro della Giustizia è alle 18 presso l’Auditorium Sant’Ilario (Corso Garibaldi, 17). Ad approfondire con Nordio i temi del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo, il ministro di Fratelli d’Italia Tommaso Foti (Affari Europei, Pnrr, Politiche di coesione) e l’avvocato e docente universitario Mauro Paladini per il Comitato Sì Riforma.

Foti: opportunità preziosa

“Quello del 17 febbraio sarà un appuntamento di grande rilievo nel percorso di confronto pubblico che dovrebbe accompagnare il referendum sulla riforma della giustizia, scevro da inutili e faziose polemiche”, afferma il ministro Foti, ringraziando Nordio e Paladini per aver accettato il suo invito. “L’incontro rappresenta un’opportunità preziosa per vedere approfondite, con chiarezza e serietà, le ragioni di coloro che sono favorevoli ad una riforma ritenuta necessaria per rendere il sistema giudiziario più efficiente, più equilibrato e più vicino alle esigenze dei cittadini”.

L’appuntamento, conclude Foti, “sarà animato dal confronto tra due autorevolissimi rappresentanti del mondo della giustizia, che pur portatori di sensibilità diverse e di differenti percorsi professionali, arricchiranno il dibattito e offriranno ai cittadini argomentazioni concrete per una scelta referendaria consapevole”.

Sale la tensione con l’Anm

Intanto, l’Associazione nazionale magistrati (Anm) ha criticato duramente le ultime dichiarazioni del ministro Nordio. Il guardasigilli, scrivono i magistrati, “ha deciso di avvelenare i pozzi accusando i magistrati di usare metodi paramafiosi, paragonando l’elezione dei componenti del Consiglio superiore della magistratura ai comportamenti della criminalità organizzata”.

Nella nota, rilanciata anche dall’Agenzia Dire, l’Anm ha sottolineato che le parole del ministro “offendono la memoria di chi ha perso la vita per combattere la mafia nella storia d’Italia e mortificano il lavoro di chi, sul territorio, ogni giorno mette a rischio la propria incolumità personale per contrastare la criminalità organizzata a difesa della collettività”.

La replica di Nordio

Subito è arrivata la risposta di Nordio, che ha definito eccessiva la reazione alle sue parole: “Non capisco tanta indignazione scomposta alle mie dichiarazioni sulle correnti del Csm. Mi sono limitato a citare le affermazioni di Nino Di Matteo, un noto pm preso a modello dal Pd e dalla sinistra, riportate dal Fatto Quotidiano e da altri giornali, quindi fonti non particolarmente vicine a noi, nel settembre 2019. Di Matteo parlò di ‘mentalità e metodo mafioso’”.

Il ministro ha aggiunto: “Altri esponenti del ‘partito del No’ si sono espressi, a suo tempo, in modo anche più brutale. Ne faremo un elenco e lo pubblicheremo”, ribadendo che le sue parole erano un richiamo a criticità interne alla magistratura e non un attacco personale ai magistrati.

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