Roberto Reggi: una rielezione bulgara, o se preferite una conferma granitica sul trono della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Il presidente uscente infatti è stato rinominato oggi alla guida di palazzo Rota Pisaroni dal nuovo Consiglio generale per i prossimi quattro anni. Naturalmente all’unanimità. E qui nessuno aveva il men che minimo dubbio che le cose potessero andare diversamente.
Resta invece più aperta del previsto la partita del nuovo Consiglio di amministrazione che lo affiancherà fino al 2028. Seppur nel segno della continuità, professata da Reggi nelle scorse settimane in più di un’occasione. Perché sorgono dubbi? Semplice, per le dichiarazioni rilasciate oggi dal presidente dopo la sua rielezione. Da politico consumato, Reggi ha mandato una serie di messaggi da leggere con attenzione.
Le nuove sfide
Per prima cosa allora riprendiamo le sue parole, rilanciate anche da una videointervista de ilpiacenza.it. Dopo i ringraziamenti di rito al Consiglio generale, il presidente si è soffermato “sui bisogni in grande crescita, specialmente nei settore del welfare, per tutte le forme di povertà economiche, abitative, educative ed energetiche. Sono temi sui quali la Fondazione si dovrà impegnare ancora di più”. Poi, “c’è tutto il tema dello sviluppo economico correlato fortemente anche allo sviluppo culturale; perché grazie alla promozione culturale si fa anche sviluppo economico del territorio e si promuove la nostra comunità”.
Quindi, ha aggiunto Reggi, visto che “siamo una Fondazione che si è trasformata nel tempo sostanzialmente da ente di beneficienza ad agente di sviluppo sociale, culturale ed economico, cercheremo di farlo in maniera ancor più significativa, in rete come siamo capaci. Insieme agli altri possiamo fare davvero tante cose e migliorare le attività della nostra comunità e delle persone che la abitano”.
Tra conferme e dubbi…
Poi il dominus di via Sant’Eufemia è entrato nel merito degli assetti futuri con messaggi più mirati. Ricordando che “non c’è molta differenza tra un consigliere generale e un consigliere del Cda. Ci sono esempi eclatanti, come Carlo Marini responsabile degli investimenti che fa parte del Consiglio generale” e non del Cda. Come dire: se qualcuno oggi nel nuovo Consiglio generale e parte del Cda uscente non dovesse essere riconfermato, l’unico caso è quello del dottor Luigi Cavanna, non sarebbe una diminutio. Lo statuto Fondazione, ha spiegato Reggi, “prevede comunque che costituisca un Cda. Il 5 maggio abbiamo già fissato il Consiglio generale che dovrà approvare o meno la proposta che farò come Cda”.
Il rinnovato presidente ha concluso parlando di continuità nel suo Consiglio di amministrazione: “È stato un tema considerato un valore da tutti, in particolare dagli enti designanti. Sicuramente ci sarà un nucleo che verrà riconfermato. Però avremo bisogno di un supporto ulteriore nel welfare per la crescita dei bisogni e di un rinforzo nel settore dell’arte, perché anche su questo tema vogliamo fare ancora di più, per cercare anche di consolidare i progetti propri e bandi iniziati nel 2022. Quindi, c’è bisogno di una squadra che lavori e di componenti che abbiano il tempo di lavorare, generosamente e in maniera disinteressata, come hanno fatto quelli del precedente Cda”.
Data per scontata l’uscita del dottor Fabio Fornari, che ha raggiunto il limite dei due mandati, la conferma del vicepresidente Luigi Grechi, in quota Vigevano, e del consigliere Luca Groppi, qui entrano in gioco altri nomi. Come non pensare allo sbarco in Cda della fresca new entry nel Consiglio generale, la gallerista Enrica De Micheli, per affiancare sull’arte chi si è occupato dei temi culturali, e cioè in primis il vicepresidente vicario Mario Magnelli? Mentre restano aperti i giochi sul welfare, finora delegato nelle sue diverse declinazioni alla dottoressa Elena Uber e al giornalista Robert Gionelli…

Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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