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Renzi lancia Draghi, un’ombra pesante sul futuro di Conte

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Matteo Renzi; dall'alto, nei riquadri, Mario Draghi e Giuseppe Conte

Renzi: Conte è avvisato, il futuro passa da Mario Draghi. Che piacciano o no, le valutazioni del leader di Italia viva oggi hanno un peso rilevante. Basti pensare che questo governo ha un unico padre e porta il suo nome. Senza di lui a sdoganare l’alleanza tra 5 Stelle e Pd, non si sarebbe andati da nessun’altra parte se non alle elezioni anticipate. Forte delle sue truppe parlamentari, parlando delle prospettive del governo e del paese, adesso Renzi si intesta un altro passaggio politico di peso, guarda caso a pochi giorni dalla tornata elettorale emiliano-romagnola. E lancia ancora con forza il nome di Draghi, che per lui nei prossimi mesi potrebbe rientrare in campo su scala nazionale. Un monito politicamente molto chiaro, soprattutto per Giuseppe Conte, il premier delle due maggioranze, quella prima giallo-verde e poi giallo-rossa: se fosse necessario, a lui c’è un’alternativa anche in caso di crisi nel centrosinistra, con un nome molto caro al Quirinale per evitare le urne anzitempo.

Da El Pais al Financial Times

L’occasione di mandare questi “messaggi” è una lunga intervista concessa da Renzi a El Pais, ripresa anche dall’Adnkronos. Per prima cosa l’ex premier smentisce sul giornale spagnolo le previsioni fatte da un altro prestigioso quotidiano, il britannico Financial Times. Secondo quest’ultimo, una vittoria in Emilia-Romagna della candidata leghista del centrodestra Lucia Borgonzoni potrebbe avere effetti devastanti sull’attuale maggioranza. E addirittura potrebbe portare al crollo della coalizione di governo, con una crisi tra 5 Stelle e Pd capace solo di lanciare Matteo Salvini verso Palazzo Chigi via elezioni anticipate.

Per il leader di Iv il risultato delle elezioni regionali del prossimo 26 gennaio, anche se si verificasse la sconfitta del governatore uscente Stefano Bonaccini, non avrà invece alcun effetto sui palazzi romani. Ma, sostiene Renzi, serve un cambio di passo. “Il governo dovrebbe ricordare che l’unico modo per stare in equilibrio è pedalare. Deve sbloccare le opere, creare lavoro…”.
Libia e Di Maio

Passando alla politica estera, sul caso Libia per Renzi si registra una chiara assenza dell’Europa, accompagnata dalla mancanza di impegno americano. E anche qui “il governo italiano deve cambiare passo, svegliarsi”. La Turchia, sostiene, “si occupa del Mediterraneo più dell’Europa e in questo senso l’Italia non sta lavorando bene. Serve che sia protagonista in Libia e nel Mediterraneo in particolare. Ma tutta l’Europa deve scegliere quale relazione avere con l’Africa e l’Oriente”.

D’altro canto, Renzi evita di dare valutazioni sull’operato del nostro ministro degli Esteri, Luigi di Maio. “Non voglio aprire polemiche interne, sarebbe molto facile. Abbiamo fatto questo governo per mandare a casa Salvini e dare stabilità alla nostra appartenenza all’Europa. Era così urgente da arrivare ad un accordo con il Movimento 5 Stelle, con cui ho una pessima relazione”. E ribadisce: “Credo che ora sia tempo di alzare la voce e dire basta al ruolo della Turchia. Non è polemica, solo un consiglio”.

Da Salvini a Draghi

Infine, dopo un giudizio negativo sul leader del Carroccio “le cui relazioni con la Russia non sono chiare, che attacca i soci Ue, che invoca l’odio sociale sul tema migratorio”, e che quindi non lascia più spazio ad accordi di unità nazionale, ecco il campanello d’allarme per Conte. Sollecitato da una domanda sull’ex presidente della Bce da far sedere sulla poltrona di Palazzo Chigi, Renzi risponde così: “Le istituzioni italiane avranno bisogno di Draghi nei prossimi mesi. Non so a quale livello, e non voglio creargli problemi o difficoltà. Ma se fossi un osservatore, direi che le istituzioni busseranno alla sua porta. È una persona di cui l’Italia ha bisogno a tutti i livelli”.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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