Galleria Ricci Oddi: a Piacenza inizia l’era di Stefano Antonio Marchesi. Come avevamo previsto, il noto avvocato è diventato il nuovo presidente della Fondazione di via San Siro, indicato dal sindaco Pd della città emiliana Katia Tarasconi (vedi articolo sotto). Ma è soprattutto un’altra Fondazione – come si apprende oggi dall’esclusiva riservata dalla Galleria al quotidiano Libertà – che giocherà un ruolo chiave nel futuro della pinacoteca ricca di capolavori, dove spicca il “Ritratto di signora” di Gustav Klimt.
Stiamo parlando della Fondazione di Piacenza e Vigevano, presieduta da Roberto Reggi: finalmente avrà mano libera sul futuro della Galleria Ricci Oddi, che a quanto si apprende ne potrebbe diventare una sorta di protettorato. Ma andiamo con ordine e vediamo cosa sta succedendo.
Il Consiglio direttivo
Partiamo dai nuovi consiglieri della Ricci Oddi che resteranno in carica per i prossimi cinque anni. Come si legge nell’articolo firmato dall’esperta giornalista Patrizia Soffientini, nel Consiglio direttivo, che ha votato il presidente Marchesi all’unanimità, sono presenti il confermato vicepresidente Eugenio Gazzola (indicato dalla Prefettura); poi ecco le new entry Silvia Bonomini, presidente degli Amici dell’Arte (al posto di Marchesi), e Robert Gionelli, membro del Cda della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Con loro, i confermati Valeria Poli (indicata dal Comune di Piacenza), Gottardo Pallastrelli per l’Accademia romana di San Luca, e Stefano Casali, in rappresentanza della famiglia Ricci Oddi.
La nuova delega
Detto dei componenti del nuovo Consiglio direttivo della Galleria, al di là delle frasi di rito, colpiscono le prime dichiarazioni di Marchesi. In particolare ha annunciato una delega a Gionelli, oltretutto in assenza di specifici mandati ad altri consiglieri della Ricci Oddi. Il neo presidente ha dichiarato: Gionelli “avrà un incarico specifico sulla programmazione e sostenibilità degli eventi”. E Soffientini commenta: Marchesi “di più non dice, ma si intuisce che la sostenibilità è quella economica e avere alle spalle la Fondazione di Piacenza e Vigevano è la saldatura in tal senso e per eventi vari”.
Pare dunque che per il suo sviluppo la Galleria attingerà principalmente alle pingui casse della Fondazione presieduta da Reggi, che attraverso la delega conferita al suo consigliere Gionelli potrebbe avere l’ultima parola su nuove mostre, prestiti e altre iniziative della Ricci Oddi, oscurando anche il ruolo della direttrice Lucia Pini, fin qui svolto con indubbie capacità progettuali e gestionali.
Fatti più in là…
Si tratta di una prospettiva che se vogliamo può rappresentare anche uno schiaffo a molti piacentini; quelli che hanno appena finanziato con oltre 500mila euro il restauro delle sale della Galleria, dimostrando la disponibilità di altri soggetti (privati e aziende) a sostenere il rilancio della pinacoteca. Della serie: grazie a tutti quelli che attraverso l’ex presidente Massimo Toscani hanno aperto il portafoglio, ma adesso ci pensa la Fondazione, non quella di via San Siro, ma quella di via San’Eufemia a gestire il frutto della vostra generosità.
Nel nuovo assetto della Ricci Oddi a colpire è anche il ruolo del Comune di Piacenza che in sostanza sembra chiamarsi fuori da governo e rilancio di una delle perle culturali della città, salvo saldarne il conto in rosso alla chiusura di ogni bilancio con fior di quattrini.
Il grande Alfred
Il neo presidente Marchesi infine ha lanciato il suo mandato all’insegna dello slogan “collaborazione, collaborazione, collaborazione”. Merita ricordargli quello che sosteneva il grande Alfred Hitchcock quando gli chiedevano il segreto del successo dei suoi film: “il copione, il copione, il copione!”. E quello che si sta scrivendo per la Ricci Oddi, un giallo che potrebbe intitolarsi “Assalto alla pinacoteca”, forse non piacerà a tanti piacentini.
Fondazione Ricci Oddi: i nomi in corsa per la prossima presidenza della Galleria di Piacenza
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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