Rifiuti a muso duro: 31 sindaci della provincia di Piacenza si schierano apertamente contro Atersir, dopo l’approvazione del Piano economico finanziario presentato da Iren che prevede un aumento dei costi del servizio per gli enti locali del territorio. Una decisione, quella dell’Agenzia della Regione Emilia-Romagna, presa nonostante il voto contrario espresso dalla quasi totalità dei 46 primi cittadini piacentini.
A seguire, la nota congiunta firmata dai 31 sindaci della provincia emiliana, che chiedono innanzitutto ad Atersir trasparenza sui dati del servizio rifiuti a carico dei Comuni.
«Apprendiamo con rammarico che il Consiglio d’Ambito, nonostante il voto negativo espresso in Consiglio Locale dalla quasi totalità dei sindaci piacentini, ha deciso comunque di approvare il Pef di Iren, pare sulla scorta di un parere legale sulle responsabilità di approvazione.
Questa proposta prevede un aumento dei costi del servizio rifiuti significativo e crescente che, a partire da quest’anno e per i prossimi anni, farà inevitabilmente lievitare le bollette per tutti i Comuni del Piacentino.
Un aumento che Atersir ha presentato ai sindaci a ridosso dei tempi di approvazione delle tariffe senza una vera presentazione nel dettaglio delle motivazioni sugli aumenti dei costi e senza dare ai Comuni il tempo necessario per procedere ad una seria analisi dei contenuti. Il confronto operato in Consiglio Locale ha evidenziato le criticità che emergevano dai Pef senza trovare risposte adeguate. Buona parte dell’aumento risulta, addirittura, da imputare a costi già sostenuti dal gestore negli anni passati, non preventivati e di cui i Sindaci sono stati informati solo nell’ultimo mese.
Ma se il nostro parere di sindaci non ha alcun valore e se dobbiamo venire a sapere dell’esistenza di conguagli milionari solo a dati già approvati, allora la domanda sorge spontanea, ma in tutto questo noi cosa ci stiamo a fare?
È questo il valore che si attribuisce al territorio? Evidentemente Atersir ritiene di poter gestire questo servizio in totale autonomia.
Noi sindaci siamo chiamati ad approvare un aumento di costi o tariffe, a seconda che il servizio sia a corrispettivo o meno, nonostante abbiamo espresso un voto contrario. La nostra libertà è quella di approvare quello che ci viene imposto.
È giusto che i cittadini conoscano la situazione così com’è e le difficoltà che si prospettano. Ciascuno di noi farà i conti con il proprio bilancio, qualcuno mettendo mano al “portafoglio” riuscirà anche a contenere le tariffe per quest’anno facendo slittare gli aumenti sui prossimi anni, altri dovranno applicare subito i rincari.
Il Comune di Piacenza, azionista di Iren, può compensare gli aumenti di quest’anno grazie ai dividendi che ne ha tratto e grazie al fatto che ha avuto tempo per verificare il suo Pef con Iren. Situazione ben differente da tutti gli altri Comuni della provincia, che ancora oggi non hanno potuto fare queste verifiche e non sono azionisti. Iren distribuisce dividendi e poi fa aumentare le tariffe.
Noi sindaci ci impegniamo a mantenere ferma la nostra posizione difendendo con serietà e coerenza il diritto, per i nostri cittadini, di ottenere trasparenza sui dati di questo servizio e per dare maggiore rilevanza al nostro ruolo e ad una partecipazione più incisiva dei Comuni nella predisposizione e approvazione dei Pef, che ad oggi si esplicita in una mera presa d’atto.
- Agazzano
- Alseno
- Alta Valtidone
- Besenzone
- Bettola
- Caorso
- Carpaneto Piacentino
- Castell’Arquato
- Castel San Giovanni
- Coli
- Cortemaggiore
- Farini
- Ferriere
- Fiorenzuola
- Gazzola
- Gossolengo
- Gropparello
- Monticelli
- Morfasso
- Ottone
- Pianello
- Piozzano
- Podenzano
- Ponte dell’Olio
- Rottofreno
- San Giorgio Piacentino
- San Pietro in Cerro
- Vigolzone
- Villanova sull’Arda
- Zerba
- Ziano».







